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«I paradossi della politica»

di Orlandino Greco*

Pubblicato il: 21/12/2020 – 8:02
«I paradossi della politica»

Mancano poco meno di due mesi alle elezioni per il rinnovo del consiglio regionale. È triste assistere al balletto delle date in un momento così complesso per la Calabria e per l’Italia. Ricostruendo i fatti:
1. Il Cdm ha indicato una forbice tra il 10 febbraio e il 15 aprile per andare al voto;
2. Il presidente Spirlì, sentito il consiglio regionale e in accordo con il presidente della Corte d’appello di Catanzaro, ha decretato per il 14 febbraio la data delle elezioni regionali.
Questi i fatti amministrativi, ma discutiamo di quelli politici.
Il presidente Spirlì, entro il 30 dicembre, dovrà indire i comizi elettorali e coloro che vorranno concorrere per il rinnovo del consiglio regionale dovranno presentare liste e firme entro 14 di gennaio. Tutto ciò in una Calabria che, come il resto d’Italia, si troverà in zona rossa almeno fino al 6 gennaio. A quanto pare però tutto potrebbe essere messo in discussione perché per non farci mancare nulla abbiamo chi dimenticando di essere al governo invoca (a bassa voce) l’intervento del governo per il rinvio delle elezioni e chi dalla presidenza regionale dimenticando di avere un ampio margine di scelta sulla data delle elezioni non ci sta ad assumersi la responsabilità di una decisione “sbagliata” del governo.
Intanto centrodestra e centrosinistra hanno un atteggiamento opposto, ma facilmente comprensibile.
Il centrosinistra con l’uomo campano di Zingaretti che come se non bastassero le sconfitte registrate nella sua regione continua a convocare tavoli e riunioni nella speranza di prendere tempo, ma ogni giorno che passa appare sempre più evidente la distanza tra le parti. In realtà molti tra loro stanno invocando con forza il rinvio delle elezioni, ma non è concesso dirlo ad alta voce.
Il centrodestra, che ricordo a me stesso guida la Regione in questo momento, assiste silenziosamente a quanto accade forse perché consapevole che ogni decisione verrà presa nella capitale e che infondo discutere a queste latitudini sarebbe, ahinoi, inutile.
C’è poi il paradosso dei figli della politica divenuti adulti antipolitici che inconsapevolmente si lasciano portane a passeggio dalla politica. Uno scioglilingua drammatico che se non fosse vero sarebbe da ridere.
Siamo in piena campagna elettorale e sarebbe importante poter discutere in di Recovery Fund, di sanità, di programmazione europea, di precariato, di rapporti con gli enti locali, di acqua e di rifiuti. Tutto questo però sembra non suscitare interesse e quindi passeremo il nostro Natale assistendo al toto-nomi e al toto-data nella speranza che qualcuno, prima o poi, sparando nomi e numeri a caso, faccia tombola per la Calabria.
L’Italia del Meridione non ha bisogno di attendere decisioni dai tavoli romani e con il suo segretario regionale Nicodemo Filippelli da diverse settimane sta lavorando ai punti programmatici che saranno alla base di ogni eventuale convergenza elettorale. Siamo convinti che la Calabria e tutto il Meridione possano ripartire solo attraverso il superamento della spesa storica, la perequazione infrastrutturale e una federazione istituzionale tra le regioni del sud.
*Italia del Meridione

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