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Fra le 110 donne del 2020, secondo il CorSera, anche Santelli, Bruni e Malara

Il quotidiano elenca centodieci “vite straordinarie”. Fra queste l’ex governatrice, la scienziata lametina e l’anestesista di origini regine che ha curato il “paziente uno” di Codogno

Pubblicato il: 27/12/2020 – 21:04
Fra le 110 donne del 2020, secondo il CorSera, anche Santelli, Bruni e Malara

Ci sono anche tre calabresi fra le 110 donne del 2020, secondo il Corriere della Sera. Centodieci vite che il giornale definisce “straordinarie”. Fra queste, la presidente della Regione, Jole Santelli, scomparsa lo scorso 15 ottobre, la scienziata lametina Amalia Bruni e Annalisa Malara, origini reggine, l’anestesista che ha preso in cura il “paziente uno” a Codogno.

Jole Santelli

SANTELLI «Ora – scrive Fabrizio caccia per il Corriere della Sera – riposa nel cimitero di Malito (Cosenza) accanto ai suoi genitori. Fino all’ultimo ha combattuto con la malattia, era il Natale scorso quando accettò l’invito di Silvio Berlusconi a candidarsi per la presidenza della sua regione. Il mese dopo vinse, spendendosi in una campagna elettorale a perdifiato. Con il suo esempio e il suo sacrificio ha fatto coraggio a tanti malati oncologici, mostrando loro che comunque c’è tutta una strada chiamata vita da percorrere, prima di arrendersi. Se n’è andata il 15 ottobre, a 51 anni, forse nel sonno, forse per una volta senza soffrire. “La Calabria è la regione dei colori, mai più grigio, nero, opacità”, sono le parole di una canzone che scrisse lei stessa, per darsi la spinta durante la volata finale. Dopo cento comizi, perse la voce ma mai il sorriso. Più forte, sempre, di tante battute sessiste e oltraggi anche postumi ricevuti».
Amalia Bruni

BRUNI «Ha scoperto il gene dell’Alzheimer – riporta Francesca Gambarini su Corriere.it – ed è una scienziata di punta, sulla scena internazionale, negli studi sulle demenze. Dirige il centro regionale di neurogenetica a Lamezia Terme, in Calabria: il suo laboratorio di biologia molecolare ha rischiato di chiudere per mancanza di fondi. Solo grazie a una strenua battaglia, in cui si è mossa da sola e contro tutti, a febbraio 2020 i fondi sono arrivati e il centro è rimasto aperto. Una scienziata e una donna che la comunità scientifica globale ci invidia, che opera e non ha mai abbandonato una regione difficile, spesso salita alle cronache proprio per la sua mala sanità. Ma nessuno, poche settimane fa, ha pensato a lei per il ruolo di commissaria».
Annalisa Malara

MALARA «Non stupisce che nel 2020 tante “donne dell’anno” siano legate alla scienza, alla medicina, alle corsie degli ospedali dove il virus è stato scoperto, curato, ha fatto strage e messo a rischio la tenuta del sistema sanitario. Annalisa Malara è anestesista all’ospedale di Codogno. Era di turno la notte tra il 20 e il 21 febbraio – date che per tutti sono diventate uno spartiacque tra un prima e un dopo -, quando Mattia Maestri, il «fu paziente uno», venne portato in Pronto soccorso. Ipotizzò per prima che la grave polmonite del 38enne potesse essere un caso Covid-19, rimase in rianimazione accanto a lui per 36 ore di fila («non avevamo la percezione di quanto il virus fosse già diffuso e volevamo coinvolgere meno personale possibile», ha spiegato).

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