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«Grazie 2021, di avere ridato ai calabresi la speranza di una sanità che potrà esserci»

di Ettore Jorio*

Pubblicato il: 01/01/2021 – 13:18
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«Grazie 2021, di avere ridato ai calabresi la speranza di una sanità che potrà esserci»
di Ettore Jorio Grazie 2021 di essere arrivato. Spero tanto che tu sia all’altezza di cancellare le paure e le amarezze che il 2020 ha accumulato nella nostra memoria. Che tu sia capace ad onorare i tanti morti, molti dei quali causati da una grave incoscienza di Stato e da una inadeguatezza delle Regioni, entrambe responsabili di tanti insuccessi e di ipotesi sbagliate. Di farci dimenticare delle imprudenze sociali, concretizzate nell’assurda incapacità di rinunciare agli aperitivi & Co. e dalla sfacciataggine dei giovani, che per molti versi è però un comprensibile sintomo della loro naturale immaturità. Grazie 2021, di averci portato il vaccino. La soluzione per avviare il percorso che ci conduce al ritorno alla vita normale. Sappi governare la scansione della campagna vaccinale, da renderla adeguata e corretta a tal punto da affrettarne gli esiti. L’immunità di gregge deve essere conseguita il prima possibile, soprattutto per evitare morti causate dalle stupidità procedurali. Sarebbero dolori inconcepibili, ove la stupidità dei decisori ne sarebbe ancora la causa inaccettabile. Grazie 2021, di avere ridato ai calabresi la speranza di una sanità che potrà esserci. Dell’arrivo di un commissario ad acta che, sembra, promettere bene. Certamente meglio dei suoi predecessori Grazie al 2021, di ricordarci di avere avuto la prima presidente della Regione donna, che se n’è andata via in silenzio ma che ha prodotto nel suo breve governatorato un utile «chiasso» politico tanto avere fatto parlare, finalmente bene, della nostra terra. Una logica da perseverare, ma con i fatti (però) che farebbero meritare alla Calabria di fregiarsi di essere divenuta una Regione che non lotta per sopravvivere ma che fa di tutto per divenire come, e meglio, delle altre. Grazie al 2021, se ci assicurerà una classe politica meglio di quella di sempre. Il tutto condito, ahinoi, da una incertezza sulla data del voto che mette i brividi. Lo fa per due motivi: da una parte, perché c’è la tendenza (parabonista) di rinviare la data fissata del 14 febbraio per salvaguardare gli elettori dal Covid e contemporaneamente di assicurare quorum partecipativi onorevoli; dall’altra, perché c’è il recondito progetto di alcuno di arrivare ad un rinvio di quasi un anno, il tempo utile a vaccinare i calabresi, ma soprattutto per continuare a governarla. Una situazione quest’ultima che metterebbe la Calabria in ginocchio, perché rappresentata da un Presidente non eletto, ancorché capace, in quanto tale impedita nel progettare il proprio futuro ai propri giovani, ma neppure il presente ai padri e ai nonni. Grazie al 2021 se saprà dare ai giovani la speranza. Non solo. Le occasioni perché non lascino la loro terra per contribuire al suo rinascimento. E ancora. Se saprà ridare fiducia alla burocrazia, oltraggiata spesso dalla più comune e becera maldicenza, sperando che sia nel 2021 in poi collaborata, come merita, dalla politica nella sua continua formazione, ma quella reale, in quanto tale diversa da quella “fornita” solitamente dai soliti inutili organismi “di Stato” ai quali regaliamo tanti quattrini pubblici regionali, da poter destinare altrove. Grazie al 2021 se darà futuro e prosperità all’informazione, cartacea e non, additata ingiustamente dai feriti dalle verità. Senza di essa verrebbe meno la democrazia e gran parte della trasparenza nonché una molto pregiata occasione occupazionale. Grazie infine al 20021 se sarà capace di assicurare mezzi, organico ed efficienza alla magistratura, senza la quale ogni cosa sarà impossibile. *docente Unical
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