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Brutale lite fra due ragazzi a Crotone finisce sui social, la Polizia li identifica

In un video diffuso sui social, ma risalente a dicembre, un ragazzo picchia selvaggiamente un suo coetaneo. La Polizia ha identificato i soggetti interessati. Il sindaco Voce: «Fatti non tollerabil…

Pubblicato il: 16/01/2021 – 19:29
Brutale lite fra due ragazzi a Crotone finisce sui social, la Polizia li identifica

di Gaetano Megna
CROTONE
La violenza va in scena su Facebook. Diventa virale un filmato pubblicato sul social network che riprende un giovane di Crotone che picchia selvaggiamente un coetaneo mentre e a terra. Nel filmato viene ripreso questo giovane che inveisce contro l’altro giovane, colpendolo con pugni al volto e con calci in tutte le altre parti del corpo.
Il ragazzo a terra è colpito al volto anche con una testata e qualche sputo. Il picchiatore si rivolge alla vittima chiedendogli di non trattenerlo per evitare di dovere rincarare la dose. Ci sono, non ripresi, alcuni spettatori. Di questi si sentono le voci che, ad un certo punto, chiedono al picchiatore di fermarsi, ma non intervengono per interrompere il massacro. Evidentemente ad un certo punto gli spettatori iniziano a temere che la violenza possa trasformarsi in tragedia.  Quando finalmente il picchiatore si alza, la vittima rimane a terra stordito e con il volto pieno di sangue.
La scena finisce qui e il malcapitato resta fermo in mezzo a resti di materiale edile.
La Questura di Crotone oggi ha diffuso una nota nella quale si legge di avere acquisito il filmato. «Un video nel quale si vedono due giovani ragazzi litigare violentemente tra di loro. In particolare uno di essi viene ripreso mentre con una serie di calci e pugni colpisce l’altro ragazzo inerme a terra, il quale tenta di coprirsi il volto con le mani».
I protagonisti dell’episodio sono stati subito individuati grazie alle «immediate attività esperite dalla Polizia di Stato, che hanno permesso di accertare che il citato video è stato realizzato a Crotone e riprende una lite avvenuta nel decorso mese di dicembre. L’attività d’indagine posta in essere – si legge in una nota di oggi – ha permesso immediatamente di identificare i soggetti interessati e di ciò è stato prontamente riferito alle Autorità competenti».
Sulla vicenda nel tardo pomeriggio di oggi il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, ha diffuso una nota nella quale si legge: «Ho provato profondo dolore nel guardare le immagini della lite tra ragazzi diffusa in rete, davanti a quella violenza incredibile ed ingiustificabile». Voce ha ringraziato le forze di polizia per avere avviato le indagini e individuati i protagonisti. Secondo il sindaco di Crotone «sono fatti non tollerabili per una società civile» e «chi ha filmato ha le stesse responsabilità di chi ha usato violenza».
«HO CHESTO SCUSA MA NON SONO UN VIOLENTO» Intanto, il padre di uno dei due ragazzi coinvolti, Tobia Giuseppe Loriga, pugile crotonese, ha espresso il suo pensiero con un post pubblicato su Facebook, dopo le polemiche scoppiate sui social: «Non posso che condannare, come padre, come atleta e come cittadino, il gesto fatto da mio figlio, divenuto in queste ore di dominio pubblico. Occorre però effettuare, sin da subito, alcune importanti precisazioni. Preliminarmente, i fatti sono stati commessi nel mese di dicembre, prima della celebrazione del Natale. Preso coscienza dei fatti – come mia abitudine e costume – ho incontrato immediatamente i genitori del ragazzo dove, a colloquio, alla presenza anche di Pierfrancesco, abbiamo voluto capire cosa fosse successo. Sempre in quella occasione, poi – come mia abitudine e costume – ho chiesto scusa al ragazzo ed alla famiglia. Sempre durante il privato colloquio, i ragazzi, oltre a chiarirsi e stringersi la mano in segno di pace, non riferivano di quanto si vede nel video, da me appreso, con forte rammarico, solo in queste ore. Ulteriore colloquio privato poi è stato tenuto, nuovamente con i genitori del minore, alla presenza delle Forze dell’Ordine da me personalmente! Anche in quella occasione ho chiesto umilmente scusa, l’ho invitato a venire in palestra gratuitamente – con la felicità e complicità del padre che mi rassicurava che lo avrebbe portato lui personalmente – e per sempre, nonostante porto ancora in cuore il rammarico e la delusione per quanto accaduto. E’ inutile dire che con il padre del ragazzo ci siamo pacificamente chiariti. Ancora, sempre successivamente al predetto incontro, il ragazzo commentava alcuni miei post con dei cuori. Ora, chi ha imparato a conoscermi, sia come uomo che come atleta, sa quanto sia contrario alla violenza, in qualsiasi forma essa si presenti. Chi mi conosce sa bene che insegno ai miei allievi la non violenza ed anzi, utilizzare la nobile arte fuori dalla palestra – qualunque sia il motivo – vuol dire essere immediatamente espulsi. Cresco ed accudisco i miei allievi come figli, cercando di non far loro compiere gli stessi miei errori commessi in gioventù. Sfido qualsiasi padre a dire diversamente. Chi non ha mai commesso errori in gioventù? E chi vorrebbe che i figli commettano gli stessi errori dei padri? Sono però rammaricato anche per le aspre e gratuite critiche che mi vengono mosse come padre e genitore. Ho dato a Pier tutta l’educazione possibile. Gli ho dato i migliori consigli che un padre possa dare. Gli ho insegnato che si è forti se si è buoni nell’animo e non violento nella mani. Ma a quanto pare l’opinione pubblica dimentica come alle volte sia difficile essere genitore ma si vuole, a tutti costi, colpevolizzare, puntare il dito e denigrare. Lo ripeto, più volte sono stato a colloquio con la famiglia del ragazzo e con lo stesso ragazzo e, per quanto nelle mie facoltà, ho fatto ciò che potevo fare. Mi spiace leggere commenti ed incitamenti a chiedere pubblicamente scusa – come se l’averlo fatto in privata sede e non averlo reso pubblico non abbia la stessa valenza. Sono stato messo in queste ore alla gogna perchè sarei “un genitore che insegna la violenza”. Avete oggettivato una immagine distorta della mia persona, forse comprensibile come atleta, ma non come padre e per questo non accetto da nessuno critiche assolutamente gratuite e fuori luogo. Per il resto, aspettiamo che la Magistratura faccia il suo corso. Come disse Gesù – si conclude il post – chi è senza peccato scagli la prima pietra».
«IL FATTO SIA PUNITO IN MODO PROPORIZIONATO» Anche l’avvocato del giovane aggredito, Francesco Verri, ha pubblicato un post su Facebook. «La famiglia del giovane selvaggiamente aggredito e crudelmente ripreso con uno smartphone mi ha incaricato della tutela legale del ragazzo. Me ne occuperò da subito con il massimo impegno. La Questura di Crotone ha fatto un ottimo lavoro, che prosegue, e la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni perseguirà i responsabili. E cioè l’aggressore e i giovani che lo incitavano a colpire anche con strumenti potenzialmente letali (una mattonella). Ho già preso contatti con le Autorità e darò nelle prossime ore il mio contributo perché il fatto sia punito in modo proporzionato.
Non ho particolari commenti da fare anche perché francamente non servono. Mi basta osservare che non si tratta di un errore ma di un delitto. Detto questo, la famiglia del giovane e il ragazzo chiedono un po’ di tranquillità. E’ complicato essere protagonisti, per quanto involontari, di fatti di cronaca così sconvolgenti e del conseguente dibattito pubblico. Prego gli utenti dei social forum e delle altre applicazioni di fermare l’ulteriore diffusione del video: ogni condivisione è, per il ragazzo, un altro colpo da knock out e ne ha avuti abbastanza». (redazione@corrierecal.it)

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