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Le trasferte dei "Diavoli" per la droga e la base nel palazzo di una storica famiglia di camorra

Dalle carte dell’inchiesta “Faust” coordinata dalla Procura di Reggio Calabria emerge il legame tra la cosca Pisano e i clan attivi a Battipaglia per il commercio delle sostanze stupefacenti. Le tr…

Pubblicato il: 20/01/2021 – 6:56
Le trasferte dei "Diavoli" per la droga e la base nel palazzo di una storica famiglia di camorra

di Giorgio Curcio
REGGIO CALABRIA
Usura, estorsioni e gli “interessi” politici, ma non solo. Anche la cosca dei “Diavoli” Pisano di Rosarno sarebbe particolarmente attiva nel narcotraffico, così come documentato dagli inquirenti in più di un’occasione nell’inchiesta “Faust” – coordinata dalla Procura di Reggio Calabria – e che ha portato all’arresto di 49 persone. L’esistenza di una stabile struttura organizzativa con sede proprio a Rosarno sarebbe stata accertata nel corso delle indagini; della rete, però, farebbero parte anche personaggi legati al mondo della criminalità organizzata attiva in Campania e in Basilicata. Figura chiave in questo senso è quella di Giuseppe Pace (finito in carcere) considerato a tutti gli effetti l’anello di congiunzione tra i sodali di Rosarno guidati da Salvatore Pisano (anche lui arrestato) e le diramazioni campane e lucane per il narcotraffico.
I LEGAMI CON I DE FEO Giuseppe Pace – si legge tra le carte dell’inchiesta – trascorreva la maggior parte del tempo a Battipaglia. Da lì avrebbe gestito il traffico di sostanze stupefacenti dalla Calabria alla Piana del Sele, sfruttando anche il legame sentimentale con Rosa Sica, arrestata nel blitz, vedova di Albino Landi, assassinato nel luglio del 1989 in un agguato di stampo camorristico durante la guerra scatenatasi tra clan rivali per il controllo delle attività illecite a Battipaglia. La base di Pace a Battipaglia, secondo le risultanze investigative infatti, era proprio il palazzo “De Feo”, storica famiglia legata alla Nuova Camorra Organizzata. In più di una annotazione dei militari, risultano frequenti contatti con Rosa Sica, ma anche con Angela Cafaro (fidanza storica del boss Carmine De Feo), la sorella Rita De Feo, Angelo Iorio (arrestato) e la convivente, tutti residenti allo stesso numero civico.
I VIAGGI A BATTIPAGLIA È proprio Angelo Iorio il principale collaboratore di Pace in Campania per il commercio della sostanza stupefacente sul territorio, sebbene non fosse proprio soddisfatto del suo operato. «Ma lì se non c’era Angelo…in mezzo ai piedi…. vedi che uno si prendeva al mese ottanta/novantamila euro» confessa in una conversazione con la figlia Angela captata dagli inquirenti. Iorio, però, era un referente diretto di Pasquale Minella, con alle spalle numerosi precedenti penali e di polizia specie in materia di sostanze stupefacenti, e dunque temuto dallo stesso Pace. «Eh! da come ha fatto capire se a questo lo arrestano se la canta!»
Le conversazioni intercorse tra Pace e Iorio, osservano gli investigatori, avevano però tutte un contenuto criptico. Emblematica la conversazione tra Iorio e la figlia di Giuseppe Pace, Angela, captata dagli inquirenti: «Quello mi deve….roba di pitturazione, perché devo pittare e mi serve entro martedì, la scaffalatura… quella roba di…. per la scaffalatura mi serve…. mi serve quella là….se ce l’avete!» alludendo, secondo gli investigatori, alla sostanza stupefacente. Il giorno successivo, in un’altra conversazione, Iorio non parlava più di “pittura” ma di “pellet” da acquistare in società. «Io c’ho da prendere il pellet… questa è una cosa importante il pellet ehh.?…. E nel giro di 20 giorni, noi lo prendiamo… Poi ti spiego tutte le modalità, e tutto ehh..? Che lui ci fa entrare in azienda, tutto…. C’abbiamo questa possibilità grandissima… E dividiamo solo in tre… Io, tu e lui…». Elemento che lascia intuire come, effettivamente, l’interesse non fosse legato realmente alla pittura o al pellet ma bensì alla sostanza stupefacente da trattare.
“MATTONELLE” E “PIASTRELLE” Ed effettivamente, nel giro di poche ore, il 19 ottobre 2017, Pace raggiunge Battipaglia. Una trasferta tanto immediata da far intuire l’importanza degli argomenti che i due uomini avrebbero dovuto discutere in occasione del loro incontro a Rosarno una vota tornato. Già al suo arrivo a Battipaglia tenta più volte di contattare Andrea Cucinotta (anche lui arrestato), secondo gli inquirenti un «corriere di sostanze stupefacenti». Il giorno dopo, invece, è Pace a chiamare Angelo Iorio per comunicargli la necessità di un nuovo incontro: «ci dobbiamo vedere…. un’altra volta! Ma non era come dicevi tu…. no! Poi ti spiego io quando vengo!».
Il tenore della conversazione, ancora una volta dal contenuto criptico, faceva riferimento a reciproche partite di debito/credito da saldare in relazione a negoziazioni di quantitativi di droga, questa volta indicati dai due al telefono come “mattonelle”: «Adesso è tutto fermo qua!….me allora come mattonelle, come piastrellista, quelle che abbiamo parlato l’altro giorno…non c’è problema! Qua alla grande adesso è! Hai capito?», facendo così chiaramente intendere che si stesse riferendo a tipologie differenti di sostanza stupefacente.
I CAMPIONI DI “PAVIMENTO” È ancora il 20 ottobre quando Pace richiama Iorio per avvisarlo che aveva recuperato tutta la “merce”. Iorio prende tempo e riferisce a Pace «che non poteva dargli una risposta immediata, atteso che il potenziale acquirente solo il giorno dopo gli avrebbe dato conferma del “lavoro” da effettuare», decidendo di risentirsi il giorno successivo. In vista della trasferta in Campania, è scritto nelle carte dell’inchiesta, Giuseppe Pace aveva inoltre raggiunto telefonicamente un tale Salvatore per procurarsi dei campioni di sostanza stupefacente da esibire all’acquirente recuperato tramite Iorio. «Lo sai che volevo sapere..? (…) ti avevo chiamato… Siccome… Questo non è che può montare un pavimento così… deve vedere almeno un tipo… due tipi». L’interlocutore di Pace, però, riferisce al telefono di dover parlare prima con il fornitore diretto, avendo finora interagito solo con suo nipote che, evidentemente, non aveva la capacità decisionale per accettare il “lavoro”. «Così io ho il tempo di parlare con lui direttamente…»
LA DROGA IN GARAGE Una ipotesi investigativa confermata qualche mese più tardi quando proprio a Battipaglia, il 14 aprile 2018, Angelo Iorio sarà arrestato insieme a Sergio Gambardella per la detenzione di 1,787 chili di marijuana e 5,9 grammi di hashish occultati all’interno di un garage riconducibile proprio a Giuseppe “Pino” Pace a cui si faceva cenno già in altre conversazioni tra i due.
Giuseppe Pace: «che ne so io Angelo te l’ho detto…..non…. io sto facendo pure il modo possibile per vedere pure se trovo un furgone…un Daily …non so…un po’ di rivestimento un po’…. di resina….un po’ di…..perché…»
Angelo Iorio: «No perché il garage che ho preso io là….quello deve fare il pavimento nuovo e cose e io gli dico…”senti!….»
Giuseppe Pace: «sì…l’ho visto!»
Angelo Iorio: «Eh…l’hai visto il….quei locali, glieli faccio comprare da te non è che…». (redazione@corrierecal.it)

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