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"Pokerissimo", sequestrati i beni di un 54enne riferimento della 'ndrangheta in Basilicata

Operazione della GdF di Potenza (coordinata dalla Procura della Repubblica) nei confronti di Antonio Tancredi, considerato il punto di riferimento per i clan calabresi e campani per le truffe e il …

Pubblicato il: 22/01/2021 – 13:33
"Pokerissimo", sequestrati i beni di un 54enne riferimento della 'ndrangheta in Basilicata

POTENZA I militari della Guardia di Finanza di Potenza — Gruppo Investigativo Criminalità Organizzata-, nella giornata di oggi e con l’operazione denominata “Pokerissimo” hanno dato esecuzione ad un decreto che dispone la misura di prevenzione patrimoniale antimafia del sequestro anticipato di beni, ai fini della confisca, emesso su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza nei confronti di Antonio Tancredi, 54 anni, di Potenza, già indagato da diverse Procure della Repubblica del territorio per reati legati al gioco illecito, perpetrati anche attraverso lo sviluppo e la gestione di complessi sistemi informatici di organizzazione e raccolta del gioco attivi su piattaforme estere che, nel corso del tempo, hanno catalizzato gli interessi di importanti consorterie criminali calabresi e campane, tra cui anche il clan dei Casalesi, fruttando lauti guadagni.
IL PUNTO DI RIFERIMENTO In particolare – è scritto nella nota diffusa dalla Procura – dalle investigazioni Tancredi, è risultato essere un vero e proprio punto di riferimento, per le sue capacità tecniche e manageriali, per i sodalizi, anche mafiosi, che a lui si rivolgevano per gestire il gioco illegale on line che attraverso l’elusione del pagamento delle imposte dovute, diveniva uno degli affari più remunerativi gestiti dalla criminalità organizzata.
LE INDAGINI E I SEQUESTRI Le indagini patrimoniali, svolte dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Potenza, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia, si sono basate sulla metodologia “Pro-active investigation/’, finalizzata a una ricostruzione sistematica e comparata delle attività criminose e dei paralleli accrescimenti patrimoniali che ha permesso di disvelare una rilevante sproporzione tra i beni nella attuale disponibilità diretta e indiretta del 54enne e dei componenti del proprio nucleo familiare, rispetto ai redditi da quest’ultimi dichiarati.
Sono stati sottoposti a sequestro un’abitazione di sette vani, con annesso magazzino, ubicata nel centro storico di Potenza, quote di partecipazione in quattro società di capitali, di cui tre con sede legale in Potenza e una in Roma, nove rapporti finanziari e due certificati di buoni fruttiferi con una disponibilità di circa 12 mila euro, un’autovettura e preziosi, il tutto per un ammontare di oltre 500mila euro.

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