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Associazione CambiaMenti: «Il punto sui contagi a Cassano»

Una delle città calabresi dove di recente si è riscontrato un incremento di positivi

Pubblicato il: 01/02/2021 – 12:50
Associazione CambiaMenti: «Il punto sui contagi a Cassano»

CASSANO ALLO IONIO «Apprendiamo dai dati forniti dal primo cittadino che tutta la comunità di Cassano, seppur con immensi sacrifici di ogni natura, sta osservando con rigore e diligentemente le misure restrittive. Ciò ci inorgoglisce e fa ben sperare».  Scrive in una nota l’associazione CambiaMenti di Cassano – «Anche se i primi dati dei contagi e dei decessi sono ancora elevati, è chiaro che per rilevare le prime conseguenze del lockdown da zona rossa, l’esperienza nazionale ci insegna che bisognerà attendere ancora diversi giorni. Continuiamo tutti con tenere alta l’attenzione ed a limitare al max i rapporti interpersonali».

COMMERCIANTI E RISTORATORI «Bene l’allentamento di alcune misure per le attività commerciali; l’auspicio è che presto possano essere coinvolte anche le attività di bar, pasticcerie e ristorazioni (per l’asporto ovviamente) – continua la nota. Pare apprezzabile l’azione dell’amministrazione che, raccogliendo le sollecitazioni provenienti da più parti, intende prevedere dei ristori sotto forma di credito d’imposta per gli esercenti commerciali (ambulanti compresi). Prima di esprimere una valutazione, attendiamo però di capire meglio la misura dell’intervento e come si intende articolarlo.

LA CAMPAGNA DI TAMPONI L’Asp di Cosenza ha pianificato una campagna di tamponamento preventivo. «Meglio tardi che mai. 3.000 tamponi eseguiti dall’Asp di cs in affiancamento a quelli di iniziativa del singoli cittadini non sono pochi, e di certo possono dare una grossa mano nell’individuare gli asintomatici che sono il vero pericolo in questo momento». Dichiara l’associazione – «Tuttavia, l’intervento è tardivo visto che fino a quando effettivamente verrà eseguita la campagna, ci si augura che ormai la grave emergenza sia stata superata e ci si dovrebbe ritrovare in zona gialla. La curva dei contagi cassanesi delle settimane addietro mostra un graduale crescendo: ciò significa che non si è stati colti dall’effetto sorpresa, ma che le autorità locali, che monitoravano la situazione, sapevamo bene che ci si stava avvicinando sempre più velocemente a percentuali elevate di contagio. Dunque, si è avuto tutto il tempo necessario per mettere in atto azioni di prevenzione e monitoraggio (es: una seria campagna di screening) per mappare la situazione dei contagi ed il loro relativo tracciamento, come d’altronde è stato egregiamente fatto nei comuni viciniori, ed avremmo potuto evitare magari la zona rossa di questi giorni, con tutte le sue dure conseguenze».
«Il senso di una campagna di tamponamento “istituzionalizzata” non sta assolutamente solo nella gratuità dell’esame offerta al cittadino, che potenzialmente potrebbe essere affetto, ma anche e soprattutto nel rispetto di un determinato protocollo: dire che sono stati fatti presso alcuni laboratori privati ben 1.800 tamponi dall’inizio della pandemia, è un dato che fa un certo effetto mediatico ma che, se non analizzato e scomposto, è fine a se stesso». Continua l’associazione – «Come ci hanno insegnato in questi mesi, se non si rispettano delle determinate linee guida, l’esito di un tampone potrebbe essere del tutto falsato; immaginiamo solo assurdo che tutti i 1.800 soggetti tamponati da marzo si fossero comportati come il Sindaco stesso ha dichiarato ieri sera: immediatamente dopo aver avuto contatto con un positivo, colti da un naturale ed umano timore, si fossero sottoposti all’esame del tampone con esito negativo e legittimati quindi a circolare liberamente per il paese (il Comitato Tecnico Scientifico e le Linee guida del Ministero della Salute sono molto chiare in questo e ci dicono esplicitamente che tamponi eseguiti a poche ore dal contatto con un contagio non servono praticamente a nulla e sono del tutto inutili)».
«Inoltre, per essere seri fino in fondo, sarebbe necessario sapere anche come è distribuita la platea di questi 1.800 tamponi; – prosegue CambiaMenti – teoricamente potrebbe anche essere sempre lo stesso target di soggetti che si è sottoposto n volte all’esame. Fra questi 1.800 esami quant’è la % di soggetti affetti da patologie, di anziani, di studenti, di commercianti, di operai, di altri soggetti che per la loro attività vengono quotidianamente a contatto con altre persone?».

LA SITUAZIONE DELLA RSA “CASA SERENA” «Sull’istituto Casa Serena, il sindaco conferma che la struttura è una vera e propria bomba virale e che il numero dei contagi fra amministratori, dipendenti, suore ed ospiti continua a crescere e purtroppo si registra anche un ulteriore decesso. Il personale tutto è al collasso per i contagi e quello in servizio, con grande spirito di sacrificio, sta cercando di adempiere al proprio dovere come sempre al meglio e di sopperire alle assenze degli altri colleghi. Glissa però su tutti gli interrogativi legittimamente sollevati da noi e da altre parti, e si limita a dire di aver richiesto al CdA una relazione per iscritto su ciò che è accaduto. Non è certo questo il momento di turbare la serenità dell’opinione pubblica, ne lungi da noi voler far polemiche, ma è chiaro che quanto sta accadendo presso la struttura non può cadere nel dimenticatoio. A tal proposito, cogliamo l’occasione per precisare che per noi la politica è sinonimo di servizio, è la forma più alta di carità. Per questo, seppur da fronti diversi, deve essere intesa come elemento per unire e far crescere la comunità e non per dividerla ulteriormente, come purtroppo troppo spesso negli ultimi anni è accaduto per taluni che l’hanno usata per seminare inimicizie e rancori. Nei giorni addietro, abbiamo appunto garbatamente sollevato delle lecite perplessità sulle responsabilità del CdA dell’Istituto –  conclude la nota – sulle quali intendiamo di certo ritornare appena superata questa fase emergenziale, ma questo non ci impedisce di esprimere la nostra più totale vicinanza umana ed il caloroso augurio di pronta guarigione al Presidente Golia, affetto anch’egli dal virus, probabilmente contratto nel mentre cercava di servire la sua comunità assolvendo al ruolo di Presidente dell’Istituto. La stessa vicinanza la esprimiamo anche agli altri componenti del CdA che certamente si trovano oggi purtroppo a gestire una situazione non facile».

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