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Il dibattito

Asp, Stasi: «Si apra la stagione delle riforme»

Il presidente della Conferenza dei sindaci della provincia di Cosenza invita al dibattito «anche in vista delle prossime elezioni. E si acceleri sui vaccini»

Pubblicato il: 11/02/2021 – 15:05
di Luca Latella
Asp, Stasi: «Si apra la stagione delle riforme»

CORIGLIANO ROSSANO Sin dalla loro istituzione, le Asp hanno fatto discutere. E soprattutto hanno messo subito in luce le falle nelle risposte che potevano offrire in termini di servizio sanitario erogato ai cittadini, nonostante l’eterna fase di commissariamento.
“Si stava meglio prima”, insomma, ai tempi delle Aziende sanitarie locali. È questo uno dei sensi che il sindaco di Corigliano Rossano vuole offrire alla discussione su una «auspicabile» riforma delle Asp. Non è la prima volta che Stasi invoca il cambiamento. Anche alla luce dell’ultima inchiesta che ha investito l’azienda sanitaria di Cosenza.

«Asp insostenibili economicamente e organizzativamente»

«Da tempo è diventata una moda – dice il primo cittadino della città più popolosa della provincia anche nelle sue vesti di presidente della conferenza dei sindaci della provincia di Cosenza – commentare politicamente le inchieste giudiziarie le quali, però, oltre a dover essere sempre inquadrate nell’ambito del garantismo sancito dalla nostra costituzione, hanno percorsi e tempi diversi da quelli della politica, dell’amministrazione e soprattutto dei commentatori. Come nel caso recente dell’inchiesta “Sistema Cosenza” avviata dalla Procura di Cosenza sulla presunta falsificazione dei bilanci dell’Azienda sanitaria provinciale negli anni 2015-2017. Il dato rilevante che è stato ribadito in questa ultima vicenda giudiziaria, e che i sindaci in particolare sottolineano da tempo, è l’insostenibilità economica ed organizzativa delle attuali strutture della governance sanitaria regionale».

«Scelte unilaterali e quasi sempre sbagliate»

«Ai nuovi commissari – insiste Stasi – spetta l’ingrato ma doveroso compito di fare chiarezza sui bilanci delle Asp calabresi e, contestualmente, allineare le risposte sanitarie a quelle di un paese civile. Per farlo ritengo non basti essere competenti: serve aprirsi alla collaborazione istituzionale e coinvolgere le istituzioni locali nella programmazione sanitaria, che comprende la sfida dei bilanci così come, per altro, previsto dalla normativa nazionale e regionale».
Armonizzare i bilanci, dunque, ma rispetto alle necessità dei territori e le esigenze perorate dagli amministratori locali. «Le conferenze dei Sindaci possono svolgere – prosegue in questo senso – un ruolo di stimolo e di mediazione importante, aprendo una stagione di governo sanitario diversa dal passato in cui si operavano scelte unilaterali che si sono rivelate quasi sempre sbagliate».

«Si apra la discussione sulla riforma delle Asp»

Per Stasi è giunto il momento che «nel dibattito regionale, anche in vista delle prossime elezioni, si apra la discussione su una nuova riforma degli organi di governo sanitario e sulla sostenibilità strutturale delle aziende sanitarie, prime fra tutte quelle cosentina e reggina. Sono passati ormai molti anni dagli accorpamenti delle Asl e le comunità non possono apprezzare alcun miglioramento né in termini di servizi sanitari, né in termini di efficienza, economicità e trasparenza amministrativa. Al contrario gli accorpamenti hanno peggiorato i servizi, aggravato la distanza dai territori, ingigantito i problemi ed annientato le eccellenze che pur c’erano».

«Vaccinazioni, Calabria troppo lenta»

“Nessun miglioramento dei servizi sanitari” dice Stasi. Anche in questa fase emergenziale, in termini di risultati nelle vaccinazioni. «Nell’attuale fase pandemica si registra una Calabria troppo lenta nel campo delle vaccinazioni, sul quale si ripercuotono carenze ed inefficienze croniche, mitigate solo dalla buona volontà di medici, infermieri, professionisti, amministratori locali. Ciò che forse non è chiaro è che la partita dei vaccini è decisiva non soltanto dal punto di vista sanitario, ma anche sociale, economico, di ripresa generale del tessuto lavorativo e della quotidianità delle persone. Avevo chiesto un incontro al commissario La Regina nei primi giorni del suo insediamento, e lo ringrazio per aver convocato una riunione apposita all’inizio della prossima settimana. Al tavolo non potrò non rivendicare con forza l’urgenza di riorganizzare ed accelerare verticalmente su questo fronte: non possiamo permetterci altri ritardi che implicano altre perdite umane».

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