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Notre-Dame risorgerà grazie a un amanteano

L’architetto Livio De Luca guida il team di 30 esperti incaricati dal governo francese di ricostruire la cattedrale: «Dovremo mettere insieme i pezzi di un immenso puzzle»

Pubblicato il: 21/02/2021 – 12:21
Notre-Dame risorgerà grazie a un amanteano

PARIGI La resurrezione di Notre-Dame passerà dalle mani di un calabrese, Livio De Luca. A lui la Francia e il mondo intero guarda per ricostruire dalle ceneri la Cattedrale distrutta nell’incendio del 15 aprile del 2019.
Amanteano di origine, De Luca, guida un team di 30 ricercatori del Cnrs (Centro nazionale francese per la ricerca scientifica) che è impegnato a rimettere in piedi quel che resta di uno dei luoghi simbolo di Parigi nel mondo. Una ricostruzione che si basa su un modello digitale in 3D nato dalla collaborazione internazionale che ha unito in rete ricercatori che si estende da Londra a Tokio, da New York a Marsiglia. E di cui il team ora è guidato dall’amanteano De Luca.


Laureato a Reggio Calabria in Architettura, il 44enne vive a Marsiglia ed è in Francia da circa 20 anni da quando cioè ha ottenuto un master a Aixen-Provence. Nel 2019 ha ottenuto la «medaglia dell’innovazione del Cnrs», un centro di cui è divenuto direttore delle ricerche e , infine, l’incarico di capo di ricerca mista Map (Modelli di simulazione per l’architettura e il Patrimonio). L’equipe che si occupa proprio della ricostruzione di Notre-Dame utilizzando un progetto proposto per primo da lui. In particolare, si basa su una modellazione 3D e tecnologie di cloud computing per creare un “gemello virtuale” della cattedrale sul quale poi realizzare la ricostruzione reale. Un progetto che è stato presentato e poi approvato dal Senato francese divenendo operativo. La storia dell’architetto calabrese ideatore del sistema di ricostruzione è finito agli onori della cronaca mondiale anche il Financial Times ha dedicato a questo progetto un lungo e articolato pezzo che descrive i vari passaggi che poteranno Notre-Dame a rivivere.

Come l’Araba Fenice, risorgerà dalle ceneri. Anche il Corriere della Sera ha dedicato alla storia di De Luca un’intera pagina. «Per ricostruire Notre-Dame dobbiamo mettere insieme i pezzi di un immenso puzzle», racconta al Corriere l’architetto amanteano. E a proposito dei tempi per rivedere la cattedrale francese ricostruita, De Luca spiega: «I tempi del restauro e della ricerca scientifica sono diversi». «Possiamo scegliere soluzioni pragmatiche per riaprire entro il 2024, e poi proseguire il lavoro di studio. L’incendio ha creato le condizioni per accumulare una conoscenza straordinaria sui materiali e saperi dietro ogni reperto. Ma capisco il bisogno di dare un segnale ai cittadini., come è stato per il ponte di Genova». E sui prossimi passaggi – dopo le fasi di diagnosi, ricognizione dei danni e la messa in sicurezza di alcune infrastrutture di cui si temevano i crolli – sarà proprio la ricostruzione. «Ora – dice al Corriere che ha sentito l’architetto amanteano via Zoom – si devono prendere decisioni cruciali per la fase successiva, quella della ricostruzione». Passaggi che avverranno, appunto, sulla base del modello digitale elaborato dal team di De Luca. (rds)

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