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Accumula rifiuti in un capanno, un denunciato nel Cosentino

Scarti di ogni genere venivano stoccati da un 51enne in un’area di sua proprietà, che ora dovrà bonificare a sue spese

Pubblicato il: 24/03/2021 – 10:10
Accumula rifiuti in un capanno, un denunciato nel Cosentino

SCIGLIANO I militari della Stazione Carabinieri di Scigliano e della Stazione Carabinieri Forestale di Rogliano hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Cosenza un 51enne residente a Scigliano che, in un terreno pertinenziale alla propria abitazione, aveva stoccato interi cumuli di rifiuti. Negli ultimi giorni erano state diverse le segnalazioni pervenute dai cittadini ai militari della Benemerita della locale Stazione: materiali ferrosi di diversa natura, parabrezza di autovetture, pneumatici di varia grandezza, lamiere, persino olii esausti e suppellettili domestiche, tutto accumulato presso un’area verde a poche decine di metri dall’abitazione dell’uomo e dove questi si era anche dato da fare a costruire un vero e proprio capanno fatto di teli di nylon e lamiere.

Area sotto sequestro e da bonificare

Dopo aver localizzato il sito ed aver svolto un’attenta attività di osservazione, i militari dell’Arma di Scigliano sono riusciti ad identificare il soggetto ed hanno fatto scattare il controllo, coordinandosi con i loro colleghi dell’organizzazione forestale. Sono stati infatti proprio questi ultimi a contestare le gravi mancanze al 51enne, tra l’altro già noto alle Forze dell’Ordine per i propri precedenti penali specifici commessi nel corso degli anni. Anche il capanno costruito in maniera improvvisata è stato sottoposto a verifica ed è risultato privo di qualsiasi tipo di autorizzazione. A nulla sono valse le giustificazioni dell’uomo che, ammettendo le proprie responsabilità, ha tenuto a precisare di mancare della disponibilità di locali adatti alla custodia dei rifiuti rinvenuti dagli operanti, che costituirebbero la rimanenza di una precedente attività imprenditoriale fallita alcuni mesi fa. L’intera area è stata posta sotto sequestro penale e il 51enne, oltre a provvedere alla bonifica a proprie spese dell’intero sito ed all’abbattimento del capanno da lui stesso costruito, dovrà ora rispondere anche del reato di attività di gestione di rifiuti non autorizzata, ai sensi del vigente Testo Unico ambientale.     

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