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«Per la Calabria un progetto oltre la pandemia»

Oltre la pandemia. È ciò che la Calabria, prima delle altre regioni, deve scrivere nella propria agenda politica. Prima febbraio, poi aprile sino ad arrivare all’autunno prossimo sono state e sara…

Pubblicato il: 26/03/2021 – 7:41
di Ettore Jorio*
«Per la Calabria un progetto oltre la pandemia»

Oltre la pandemia. È ciò che la Calabria, prima delle altre regioni, deve scrivere nella propria agenda politica. Prima febbraio, poi aprile sino ad arrivare all’autunno prossimo sono state e saranno le scadenze nei confronti delle quali ogni calabrese, rispettivamente avrebbe potuto e dovrà porre il massimo della sua attenzione. Tra la metà di settembre e quella di ottobre i residenti di Calabria si giocheremo tutto. Sarà la partita decisiva per la nostra terra. Le elezioni.

Qui si ha bisogno di un progetto politico-istituzionale, difficile da elaborare e redigere. E già, perché occorre redigerlo e sottoporlo al giudizio pubblico. Da qui, la prima grande difficoltà che sta nel convincere un elettorato che questa volta ci si augura riesca a votare perché convinto dal programma che gli si propone e non dalle promesse che qui abbondano da secoli. Di quelle che hanno trasformato l’intelligente cittadino di Calabria in un semplice pesce gatto. Quello che è solito abboccare persino all’amo nudo! 

Il progetto dovrà comprendere due fasi. 

La prima riguarda il restauro di ciò che c’è. Dei guai che hanno combinato i decisori pubblici, proveniente da qualsivoglia (anche qui) latitudine politica, con i bilanci frequentemente taroccati ovvero non approvati, con i servizi fondamentali irrintracciabili, con una burocrazia inadeguata e abbandonata a se stessa, con uno stato dei luoghi da mettere paura, perché trascurati e lasciati esposti ad ogni genere di calamità. Per non parlare dello stato più penoso, quello che ci espone alla più generalizzata motivata maldicenza internazionale: la connivenza con la ‘ndrangheta. Quella che tutti, a chiacchiere, dicono di combattere lasciando da solo Nicola Gratteri nella gabbia dei leoni!

La seconda fase, che dovrà – si badi bene – essere realizzata in assoluta contemporaneità con la prima. Essa dovrà riguardare la rinascita, nel senso di strumento necessario per realizzare la riconversione di una Regione dei pochi ad una Regione di tutti. Che apra le sue porte e soprattutto alle intelligenze e ai saperi. Prioritariamente alle donne e agli uomini perbene, meglio se giovani. Una Regione che ricostruisca, partendo dalle macerie che troverà, la nuova Calabria. Un compito difficile ma possibile. Anzi che s’ha da fare!

Da qui la sfida, ma che sia tale e a viso aperto. 

Che i candidati, quelli veri, quelli sottaciuti, quelli autoproclamati come tali, dicano la loro. Meglio, la scrivano con dovizia di particolari piuttosto che decantare, televisivamente o meno, le critiche sistemiche di una Calabria in vendita da mezzo secolo al migliore offerente.

Dicano (rectius, scrivano) il loro progetto. Di cosa intendano fare: della sanità e dell’assistenza sociale che non ci sono; del sistema locale, con quei comuni piegati con quelle piccole deleghe che non servono a nulla; dell’edilizia scolastica, che al primo sisma verrebbe in gran parte giù; delle pessime condizioni idrogeologiche che mettono in discussione l’esistenza di tanti luoghi; delle riforme che occorrono per meglio esercitare le funzioni istituzionali, ivi compreso il regionalismo differenziato; delle politiche di bilancio sino ad oggi lasciate in mano alla burocrazia; delle politiche ambientali confuse con le tutele da opporre ai rifiuti incontrollati; dell’agricoltura da rendere eccelsa e motore di sviluppo di nicchia; dell’attenzione formativa alla burocrazia; della cura dell’acqua potabile; del turismo e della cultura, in cerca da sempre della svolta. E poi di tante altre cose!

Tutto il resto, ciò che già si sente e che (ahinoi) si ha la preoccupazione di ascoltare sino al voto, è autentica fuffa! Attese clamorose smentite.

*Unical

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