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Di Natale: «Non mi convince la zona arancione a Cosenza. Non siamo carne da macello»

Il consigliere regionale scrive una lettera a Sileri per chiedere l’intervento del governo. «Scenario disarmante»

Pubblicato il: 12/04/2021 – 13:53
Di Natale: «Non mi convince la zona arancione a Cosenza. Non siamo carne da macello»

COSENZA «È accaduto quanto ho, a più riprese, denunciato invano. Sono saltati i livelli di assistenza in Calabria, per lo più nella provincia di Cosenza dove il caos regna sovrano tra miopia gestionale e sospetti angoscianti. A fronte di una situazione in continuo peggioramento ho deciso di scrivere personalmente al sottosegretario alla salute, del Governo italiano, Pierpaolo Sileri, chiedendogli di intervenire al più presto perché non siamo carne da macello». Lo afferma il consigliere regionale, Graziano Di Natale, segretario-questore dell’assemblea regionale della Calabria, in una nota ufficiale che così prosegue: «È da giorni che ricevo segnalazioni da ogni latitudine di gente, loro malgrado, alla disperazione. Da fonti autorevoli – prosegue il vicepresidente della commissione regionale contro la ‘ndrangheta – pare ci siano decine di persone contagiate senza sistemazione, in attesa di ricovero. Se all’Annunziata di Cosenza la situazione è ormai insostenibile, in tutta la provincia giovani e meno giovani stazionano nei pronto soccorso per giorni interi. Lo scenario che ne concerne è disarmante».

L’appello a Sileri

«Ho scritto, appositamente, a Sileri, – afferma il consigliere – perché sia assicurato un intervento diretto del Governo. I vertici della sanità Calabrese hanno manifestato tutta la loro incapacità, e il Governo deve prenderne atto. Inoltre – incalza Di Natale – ho formalmente chiesto, all’Asp di Cosenza, di conoscere i dati attualmente in essere al fine di avere contezza della loro reale consistenza». «C’è qualcosa che non mi convince – dichiara Di Natale manifestando seri dubbi -. Voglio capire come sia stato possibile essere zona rossa con circa 300 casi giornalieri e ritornare in fascia arancione con 600 considerata la mancanza anche di posti letto e le defezioni della campagna vaccinale. Non si scherza con i numeri e con le difficoltà economiche di tanti calabresi ormai allo stremo». «Auspico – conclude – un rapido confronto del Ministero della Salute, soprattutto alla luce del fatto che questa maggioranza di centrodestra in Calabria non ha mai voluto discutere, in consiglio regionale, dell’emergenza sanitaria in essere. Non siamo terra di nessuno. Sono la voce di migliaia di Calabresi indignati che hanno sete di giustizia».

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