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Il commento

De Magistris: «Mi hanno condannato ma non mi faccio intimidire»

Il sindaco di Napoli e candidato alla presidenza della Regione commenta sui social il provvedimento a suo carico. «È il bentornato in Calabria»

Pubblicato il: 16/04/2021 – 15:25
De Magistris: «Mi hanno condannato ma non mi faccio intimidire»

CATANZARO «Sono stato condannato dal tribunale di Lamezia Terme per diffamazione ai danni di Salvatore Murone che quando io ero sostituto Procuratore della Repubblica a Catanzaro era Procuratore aggiunto». Lo afferma in un video pubblicato sui social Luigi de Magistris, sindaco di Napoli e candidato alla presidenza della Regione Calabria. Il giudice monocratico lo ha condannato a 4 mesi (pena sospesa) e al risarcimento dei danni in favore della parte civile.
«Una sentenza di primo grado ingiusta – prosegue – che non posso accettare e che sono certo verrà riformata da magistrati autonomi e indipendenti. Quale è l’accusa che ha portato alla condanna in primo grado? Nella trasmissione “Piazza pulita” di Corrado Formigli del 9 marzo 2017, nell’ambito di un’intervista, a un certo punto affermo ciò che ho affermato tante volte e dimostrato nelle sedi giudiziarie, che l’indagine Why Not mi fu sottratta illecitamente e che fui vittima di un sistema criminale che operò ai miei danni. Dov`è la diffamazione? È provato dalla storia, da ultima la confessione di Palamara, nei provvedimenti giudiziari, che quella indagine mi fu sottratta illegittimamente. E come fa Murone ad essere parte offesa di questo processo se in quella trasmissione non cito mai Murone e non fu Murone che mi tolse l’indagine Why Not. Ho fatto il magistrato, non ho mai visto nulla di simile: un processo per diffamazione dove il fatto non esiste e dove la parte lesa non è mai citata. È il bentornato in Calabria evidentemente, ma io non mi faccio mettere il bavaglio da nessuno né mi faccio mai intimidire da nessuno. Ho denunciato un sistema criminale, è stato dimostrato in tutte le sedi giudiziarie la correttezza del mio operato, è stata dimostrata l’interferenza illecita che ho subito insieme ai miei collaboratori in indagini particolarmente delicate. Il tempo è stato galantuomo e mi ha dato ragione, sarà galantuomo anche in questo caso e si capirà come si è potuto arrivare a una condanna come questa in primo grado».
«Ho fiducia come sempre – conclude de Magistris – che all’interno delle istituzioni il bene prevalga sul male e che all’interno dalla magistratura ci siano donne e uomini autonomi e indipendenti in grado di rimettere a posto la storia e la verità».

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