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Debiti degli enti locali, Calabria tra le peggiori

Il peso dell’indebitamento di un calabrese è superiore a quello medio nazionale. Ma nel corso di un anno si è ridotto: -112 euro per abitante

Pubblicato il: 17/04/2021 – 14:26
Debiti degli enti locali, Calabria tra le peggiori

CATANZARO La Calabria è tra le regioni che presenta il maggior livello di indebitamento degli enti locali. Molto al di sopra della media nazionale. È quanto emerge dal rapporto Intesa SanPaolo sulla finanza locale. Se la media nazionale è di 1.411 euro per abitante, si osservano in alcune realtà dei livelli ben più alti. Si tratta nello specifico di Campania, Calabria e soprattutto Piemonte e Lazio. Nelle ultime due, in particolare, il debito locale per abitante si avvicina (o nel caso del Lazio, supera) i 2.500 euro nel 2020.
Secondo quanto emerge dalla ricerca la distribuzione territoriale del debito degli Enti locali è piuttosto diseguale: degli 84,2 miliardi di euro, nel 2020 oltre 35 sono di enti localizzati nel Nord Italia.
Si riduce però l’incidenza del debito di Regioni ed Enti locali del Nord Est, mentre cresce quella di amministrazioni del Centro. Rimane stabile il peso del debito locale del Nord Ovest e del Mezzogiorno.
Rispetto al 2019, la maggioranza delle Regioni ha ridotto il proprio stock di debito: in termini pro-capite, la riduzione nella media nazionale è di 10 euro per abitante.
Le Regioni dove la riduzione è stata maggiore sono Molise (-114 euro per abitante) e Calabria (-112 euro), ma soprattutto la Valle d’Aosta, dove la riduzione è stata di 651 euro per abitante. Anche in Piemonte, regione con elevato stock di debito, si è osservata una diminuzione. Si rilevano però anche dei casi in cui il debito è cresciuto: si tratta di alcune Regioni del Mezzogiorno (Campania, Puglia e Sardegna), ma soprattutto della Liguria, dove il debito locale per abitante è aumentato di 88 euro e del Lazio, dove l’incremento pro-capite è stato di 171 euro. Il forte incremento del debito locale nel Lazio comporta un aumento anche a livello di ripartizione, spiegando così la discesa più contenuta osservata nel decennio per il Centro.

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