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la commemorazione

«In ricordo di Silvio Lega»

Purtroppo il killer del momento, cioè il Covid che ci attanaglia da più di un anno, ha mietuto un’altra vittima, portandoci via Silvio Lega.Lo ricordo con affetto poiché la sua intelligenza, la ca…

Pubblicato il: 25/04/2021 – 11:15
di Vincenzo Speziali*
«In ricordo di Silvio Lega»

Purtroppo il killer del momento, cioè il Covid che ci attanaglia da più di un anno, ha mietuto un’altra vittima, portandoci via Silvio Lega.
Lo ricordo con affetto poiché la sua intelligenza, la capacità analitica e la preparazione politico culturale, certamente, non gli facevano difetto.
Ci siamo sentiti, l’ultima volta, circa un mese fa, per gli auguri di Pasqua, e ci eravamo ripromessi di vederci a Roma, dopo le vacanze.
In questi giorni, infatti, avevo provato a chiamarlo, così come rimasti, all’oscuro com’ero del male che lo aveva “infettato”, ma il suo telefono era sempre irraggiungibile: solo ora comprendo, tristemente, il motivo.
Silvio era fervido e lucido, comprendeva i mutamenti della società e non si dava pace per la “decadenza” dei tempi che viviamo.
Giustamente, Gianfranco Rotondi ha ricordato quando la maggioranza del Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana, a seguito delle dimissioni di Arnaldo Forlani, il 17 Luglio del 1992, lo indicò come segretario del Partito e, altrettanto giustamente, ha notato come una giustizia ad orologeria (nel nostro Paese, puntuale, come le bombe, nei passaggi delicati, purtroppo) lo disarcionò il giorno dopo, cioè all’alba del 18 luglio.
Chiaramente – e lo dico in modo triste – le ipotesi accusatorie a suo carico, non solo caddero miserevolmente (per chi gliele mosse), bensì evaporarono inesorabilmente, dimostrando urbi et orbi, quanto lui fosse sempre stato onesto e corretto.
Quella stranamente tempestiva invasione a gamba tesa – che la magistratura militante e giacobina ci ha, purtroppo, abituati a subire da quell’anno – cambiò il corso, non solo della sua vita, bensì del partito.
Ero giovane, avendo meno di 18 anni, quando lo conobbi e mi concesse amicizia e affetto e, certo, anche stima, estendendo la nostra frequentazione, pure con sua moglie Piera (a cui vanno le mie sincere condoglianze), oltre che con la mia, dal momento che mi sposai, soggiornando tante volte, nel suo buen ritiro di Villa Curina, nei pressi di Siena.
In una di queste occasioni, andai a trovarlo, con il figlio dell’indimenticabile Riccardo Misasi, Maurizio, trascorrendo due giorni, proprio in questo periodo, nel 2019: fu un’occasione non di sterile amarcord, bensì di riflessione autentica, circa i mutamenti nell’attualità.
Da oggi, questo cavallo di razza, non correrà più, ma il ricordo e l’insegnamento, da lui lasciati, cammineranno con il nostro impegno: ti abbraccio Silvio, con affetto e ammirazione.

*ex segretario nazionale del Movimento Giovanile

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