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Lotta alla pandemia

A Rocca di Neto l’epidemia non allenta la presa: ora i casi sono 66

Il focolaio sarebbe scoppiato dopo una promessa di matrimonio. Migliora la situazione nel resto del Crotonese

Pubblicato il: 11/05/2021 – 22:11
di Gaetano Megna
A Rocca di Neto l’epidemia non allenta la presa: ora i casi sono 66

CROTONE Tutta colpa di una promessa di matrimonio. Sono scesi dalla Lombardia per celebrare la promessa di matrimonio e nel giro di quattro giorni a Rocca di Neto si sono avuti ben 47 nuovi casi di Covid-19. Nel paese della provincia di Crotone, diventato da ieri zona rossa, si racconta di questi due giovani che lavorano nella provincia di Varese, che hanno deciso di scendere in Calabria per celebrare la promessa di matrimonio tra parenti ed amici. Dopo la promessa ci sono stati i festeggiamenti che, secondo quanto riferito, sono stati più di uno. Nel giro di qualche giorno il contagio è partito come un fulmine e oggi i positivi attivi sono ben 66. Solo nella giornata odierna i nuovi casi sono stati nove. Troppi per un territorio comunale che ospita poco più di 5.000 abitanti.
Non è la prima volta che Rocca di Neto deve fare i conti con l’aumento spropositato di casi di Covid-19. Già nello scorso mese di febbraio era scoppiato un focolaio per i festeggiamenti di San Valentino e Carnevale. Anche allora c’erano stati molti casi e il sindaco Alfonso Dattolo aveva messo in piedi l’organizzazione per contenere il contagio.
Il Comune fece tamponi a tutti, grazie ad un accordo con la struttura sanitaria del “Romolo Hospital”. Ora si parla di vaccinare tutti coloro che hanno maturato il diritto.

Migliora la situazione nel Crotonese

Mentre a Rocca di Neto la situazione è da bollino rosso, nel resto della provincia di Crotone, fatta qualche altra eccezione, è in miglioramento nonostante oggi i positivi risultano 72. Probabilmente rappresentano la somma del fine settimana, quando la macchina dell’Azienda sanitaria provinciale rallenta. Il martedì è da sempre un giorno complicato per i numeri, in quanto probabilmente contiene anche i positivi di sabato, domenica e lunedì. Per valutare meglio la situazione sarebbe necessario conteggiare il dato complessivo della settimana e dei ricoveri in ospedale. Oggi al “San Giovanni di Dio” ci sono 30 ricoverati al reparto Covid. I numeri, quindi, non sono più quelli di qualche settimana fa quando c’erano più ricoverati di quanti il reparto potesse contenerne. Nella tenda di lato al pronto soccorso non ci sono più pazienti in attesa che si liberi in posto in reparto.
Lo stesso pronto soccorso sta vivendo una situazione di quasi normalità. Se non ci sarà una ripresa del contagio e con l’arrivo del caldo la situazione potrebbe addirittura migliorare. Tutto dipende dalle vaccinazioni che si riusciranno a fare. Dipende anche dal comportamento delle persone.
Sicuramente non aiuta quanto è successo qualche giorno fa al centro vaccinale della Croce Rossa, dove si sono recati i Caregiver. Molti di quelli che si erano prenotati non hanno accettato la somministrazione del vaccino AstraZeneca. È questo che non aiuta. Le cose in ospedale vanno meglio per il grande lavoro svolto dai sanitari.
Al reparto Covid sono pronti anche alla somministrazione dei farmaci monoclonali per salvare eventuali pazienti che presentano sintomi gravi. (redazione@corrierecal.it)

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