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la pronuncia

Sant’Anna Hospital, il Tar boccia (per l’ennesima volta) l’Asp di Catanzaro

I giudici amministrativi annullano la delibera di diniego alla firma del contratto 2020. Parisi: «Ora l’azienda sanitaria sia conseguente»

Pubblicato il: 24/05/2021 – 12:55
Sant’Anna Hospital, il Tar boccia (per l’ennesima volta) l’Asp di Catanzaro

CATANZARO Nuova bocciatura per l’Asp di Catanzaro nel braccio di ferro contro la clinica Sant’Anna Hospital di Catanzaro, struttura d’eccellenza nella cura delle patologie cardiovascolari a rischio chiusura per la mancata sottoscrizione del contratto per il 20202. Il Tar della Calabria ha infatti accolto il ricorso del Sant’Anna contro la delibera con cui la commissione straordinaria dell’Azienda sanitaria provinciale catanzarese ad aprile aveva opposto il suo diniego alla firma del contratto «sino al completo chiarimento- scriveva l’Asp – della situazione ancora sub judice», cioè sino al completo chiarimento dell’inchiesta penale “Cuore Matto” che ha coinvolto il vecchio management della clinica.

La decisione del Tar

I giudici amministrativi, in estrema sintesi, “smontano” letteralmente le motivazioni addotte dall’Asp al no al contratto 2020: l’indagine penale, il mancato accreditamento del Sant’Anna e la sospensione dell’Utic (Unità di terapia intensiva coronarica). Nel dettaglio, il Tar evidenzia che «va smentita la circostanza che la ricorrente fosse priva di accreditamento nel 2020… Come si evince dal Dca del commissario ad acta Guido Longo numero 43/2021, alla scadenza del triennio ha avuto luogo un lungo iter per il rinnovo dell’accreditamento frastagliato da molteplici incombenti istruttori e culminato con il Dca 43/2021… che costituisce il rinnovo dell’accreditamento del 2014 ed è inoltre – si legge nella decisione del Tribunale amministrativo – un provvedimento idoneo a creare un’eccezionale saldatura con l’accreditamento antecedente, onde non penalizzare la struttura per un improprio prolungamento dell’iter procedimentale». Il Tar inoltre rileva che «anche la pendenza del procedimento penale risulta inconferente rispetto alla decisione assunta… Le imputazioni rese nei confronti della casa di cura e dei suoi precedenti organi apicali prospettano che in passato si sia falsamente attestato che l’Utic fosse funzionante e che si sia ottenuta la remunerazione delle relative prestazioni, mai effettivamente erogate. Per tale ragione, onde evitare di perpetuare per l’avvenire l’eventuale danno economico, l’Asp ha deciso di non contrattualizzare la struttura per il 2020, anno in cui l’Utic non era ancora stata riattivata. Va tuttavia osservato che, a far data dall’1 ottobre 2019, la sospensione dell’Utic è stata ufficializzata dalla casa di cura… al Dipartimento regionale Tutela della salute… L’intervenuta ufficializzazione della sua inoperatività impedisce la perpetuazione, nel 2020, di condotte analoghe a quelle per cui è stato avviato il procedimento penale. non è perciò consentito all’Asp addurre la pregressa inoperatività dell’Utic quale impedimento all’accreditamento e, di conseguenza, alla contrattualizzazione, perché ciò significherebbe disapplicare il Dca 43/2021, con evidente sconfinamento nelle competenze di altra autorità». Da qui dunque l’accoglimento del ricorso del Sant’Anna, difeso dall’avvocato Alfredo Gualtieri, con «con conseguente annullamento della deliberazione! dell’Asp, fermo restando – specifica il Tar «il dovere dell’Asp. di rideterminarsi in ordine alla eventuale contrattualizzazione della struttura ricorrente».

Il Cda del Sant’Anna: «Ora il contratto»

Esulta ovviamente il nuovo management del Sant’Anna per una decisione che evidentemente riapre i giochi con riferimento al contratto 2020. «Ancora una volta, è la terza volta in pochi mesi, i giudici del Tar Calabria annullano un provvedimento dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro ritenuto evidentemente illegittimo», commenta il presidente del Cda della clinica Gianni Parisi. «Ci attendiamo – aggiunge Parisi – che l’Asp proceda tempestivamente alla soluzione della problematica per l’anno 2020, che come è facilmente comprensibile ha creato e continua a creare grave danno e pregiudizio a Villa Sant’Anna spa, ai suoi dipendenti, ai collaboratori oltre che pregiudicare i livelli di assistenza sanitaria per i tanti pazienti che a causa di un prolungato atteggiamento ostativo dell’Asp di Catanzaro non riescono a curarsi. È di solare evidenza che le istanze del Sant’Anna meritino maggiore attenzione presso gli uffici Asp e perciò attendiamo che i responsabili provvedano nel giro di pochissimi giorni a contrattualizzare la struttura anche per il 2021. Struttura che, a causa di un atteggiamento palesemente vessatorio, ha visto, fin dal 23/12/2020, fortemente compromessa la propria attività con gravissimo rischio per la continuità aziendale». Parisi infine sottolinea come «da tali atteggiamenti derivino, così come abbiamo già avuto modo di documentare nelle sedi opportune, danno economico per la Villa Sant’Anna Spa; “danno erariale” per le casse del Ssr; danni morali ed economici incalcolabili per le centinaia di pazienti costretti a trasferirsi, con intera famiglia, fuori sede per ricevere i trattamenti sanitari che Sant’Anna non ha potuto rendere; danni morali ed economici incalcolabili per le centinaia di dipendenti e medici del Sant’Anna che, posti in cassa integrazione, non hanno potuto rimborsare rate di mutuo, prestiti e in alcuni casi hanno dovuto rinunciare a progetti di vita». (a. c.)

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