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accusati di riciclaggio

Beccati con 300mila euro in contanti in un’area di campagna: tre denunce a Gioia Tauro

Tentano di fuggire all’arrivo dei carabinieri. La perquisizione permette ai militari di rinvenire il bottino nascosto in due edifici in costruzione

Pubblicato il: 29/05/2021 – 8:55
Beccati con 300mila euro in contanti in un’area di campagna: tre denunce a Gioia Tauro

GIOIA TAURO Nei giorni scorsi, i Carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro, nell’ambito di servizi disposti dal Comando Provinciale di Reggio Calabria, finalizzati alla prevenzione ed alla repressione dei reati in genere, supportati in fase esecutiva dei militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, hanno effettuato controlli in contrada Guardiola del Comune di Gioia Tauro, esattamente in una zona adiacente alla tratta ferroviaria che attraversa quelle campagne e denunciato tre individui per riciclaggio.
Nello specifico, in un fondo sito in quella località, i militari hanno notato dei movimenti anomali, decidendo così di accedere all’interno del terreno completamente delimitato da un muro perimetrale ove hanno trovato tre persone che alla loro vista, si sono subito date alla fuga tra le campagne circostanti nel tentativo di far perdere le loro tracce: impresa però non riuscita, in quanto i tre fuggitivi sono stati rintracciati e bloccati dai militari poche centinaia di metri dopo e identificati in soggetti di età compresa tra i 34 e i 48 anni, con precedenti penali specifici.

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Insospettiti dalla reazione insolita avuta dai medesimi, che lasciava presagire la presenza in atto in quel luogo di qualche attività illecita, gli operanti, nella circostanza di necessità e urgenza, hanno proceduto a perquisire il fondo in questione e altri due stabili nella zona, che erano in fase di edificazione. Al termine della perquisizione, i militari hanno rinvenuto un ingente quantitativo di denaro contante, per la somma complessiva di ben oltre 300mila euro.
Una cifra esorbitante per la quale i tre soggetti fermati, ad esplicita richiesta, non davano alcuna giustificazione in relazione alla provenienza, disconoscendone la riconducibilità a loro stessi. Ipotesi questa, che sulla scorta delle prime risultanze investigative non ha convinto gli inquirenti che li hanno denunciati alla Procura della Repubblica di Palmi, per le successive attività d’indagini.
Il denaro è stato sequestrato dai militari e dopo la convalida, è stato messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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