Ultimo aggiornamento alle 12:01
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 2 minuti
Cambia colore:
 

la testimonianza

Strage di Bologna, «tra la destra eversiva e la ‘ndrangheta c’era un accordo organico»

L’ex Ordine nuovo e Avanguardia nazionale Vincenzo Vinciguerra racconta i rapporti con le cosche di Reggio Calabria

Pubblicato il: 04/06/2021 – 14:15
Strage di Bologna, «tra la destra eversiva e la ‘ndrangheta c’era un accordo organico»

BOLOGNA «La strage dell’Italicus è stata una reazione contro Paolo Emilio Taviani per aver destituito Federico Umberto D’Amato». Lo ha detto l’ex esponente di Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale Vincenzo Vinciguerra, oggi in aula per la seconda volta nell’ambito del nuovo processo sulla strage del 2 agosto 1980, che vede come principale imputato un altro ex di Avanguardia Nazionale, Paolo Bellini. Sotto accusa c’è anche l’ex carabiniere Piergiorgio Segatel per depistaggio e Domenico Catracchia, amministratore di alcuni immobili di via Gradoli a Roma usati come rifugio dai Nar, per false informazioni al pm al fine di sviare le indagini.

Il ruolo di Avanguardia nazionale negli anni 60 e 70

Vinciguerra ha toccato vari argomenti rispondendo alle domande della Procura generale, oltre all’Italicus, anche l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli e Ustica e ha cercato di inquadrare il ruolo di Avanguardia Nazionale negli anni 60 e 70. «Avanguardia aveva una doppia struttura, una ufficiale e una altra clandestina con il compito di recepire informazioni. C’erano elementi quadro – ha sottolineato il teste – che agivano allo scoperto ed elementi operativi clandestini che si infiltravano in partiti e movimenti di sinistra per conto del ministero dell’Interno. Avanguardia nazionale nella mia esperienza è stata una struttura con compiti specifici, ma poi ho dovuto convenire che era una struttura spionistica».

«Con la ‘ndrangheta c’era un accordo organico»

Il teste si è anche soffermato sui rapporti tra Avanguardia Nazionale e la ‘Ndrangheta, in particolare quella di Reggio Calabria. «Nel 1976 in Spagna ospitammo un ragazzo che aveva commesso un omicidio non politico, ammazzando un delinquente. Fu il nostro referente calabrese a chiederci di ospitarlo su richiesta degli amici degli amici. I rapporti con la ‘Ndrangheta sono stati molto forti al tempo del Golpe Borghese. Quello con la ‘Ndrangheta non era solo un accordo strumentale, ma di tipo organico: la ‘Ndrangheta vedeva Avanguardia come una forza che poteva mettersi contro lo Stato», ha concluso Vinciguerra.

Argomenti
Categorie collegate

Corriere della Calabria - Notizie calabresi
Corriere delle Calabria è una testata giornalistica di News&Com S.c.a.r.l. ©2012-. Tutti i diritti riservati.
P.IVA. 03199620794, Via del Mare, 65/3 S.Eufemia, Lamezia Terme (CZ)
Iscrizione tribunale di Lamezia Terme 5/2011 - Direttore responsabile Paola Militano
Design: cfweb