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Costringevano minorenni a prostituirsi, dieci misure cautelari

E’ stata la denuncia di una mamma a far scattare l’indagine degli agenti della Squadra Mobile

Pubblicato il: 13/05/2024 – 10:18
Costringevano minorenni a prostituirsi, dieci misure cautelari

BARI Avrebbero fatto prostituire in strutture di lusso delle province di Bari e Bat alcune ragazze minorenni con la promessa di facili guadagni. E’ stata la denuncia di una mamma a far scattare l’indagine degli agenti della Squadra Mobile di Bari sfociata oggi nell’esecuzione di dieci misure cautelari. I provvedimenti restrittivi, emessi dal gip del tribunale di Bari su richiesta della Procura, sono stati eseguiti nel capoluogo regionale, ma anche a Trani, Lecce e Roma. Quattro donne, rispettivamente di anni 35, 21, 25 e 24, un 29enne un 25enne barese sono stati arrestati e condotti in carcere, con l’accusa di “aver indotto, favorito, sfruttato, gestito ed organizzato la prostituzione di tre ragazze minori, traendo un ingente guadagno dalle prestazioni sessuali offerte, a pagamento, ad una pluralità di clienti”. Per due clienti, di 47 e 42 anni, che consapevoli della minore d’età delle ragazze, secondo gli inquirenti, non hanno esitato a consumare rapporti sessuali con loro, in cambio di danaro, sono scattati gli arresti domiciliari. Per un terzo cliente, di 55 anni, e nei confronti di un 45enne barese, gestore di una struttura ricettiva nella quale ‘tollerava – sottolinea una nota della Questura – l’esercizio abituale della prostituzione, c’è l’obbligo di dimora nel Comune di residenza. Le indagini sono state avviate dalla Squadra Mobile di Bari nel marzo 2022, a seguito della denuncia presentata dalla mamma di una 16enne, che ha notato comportamenti anomali nella figlia e riscontrato la sua frequentazione con una maggiorenne, presunta escort, residente nelle Marche. A partire dall’ottobre 2021, le ragazze coinvolte, all’epoca 16enni, sarebbero state adescate e introdotte nel mondo della prostituzione con la promessa di facili guadagni. Alcuni clienti avrebbero pagato centinaia di euro per singole prestazioni sessuali all’interno delle strutture ricettive.

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