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«La doccia gelata di Salvini a Spirlì»

Nessun presidente della Regione Calabria, nella storia cinquantennale dell’istituzione, ha fatto due legislature consecutive. Solo Aldo Ferrara ne ha fatte due ma non consecutive, cioè 74-75 e 76-…

Pubblicato il: 07/06/2021 – 9:34
di Bruno Gemelli
«La doccia gelata di Salvini a Spirlì»

Nessun presidente della Regione Calabria, nella storia cinquantennale dell’istituzione, ha fatto due legislature consecutive. Solo Aldo Ferrara ne ha fatte due ma non consecutive, cioè 74-75 e 76-80. In Calabria non esiste la continuità di governo. In tanti c’hanno sperato ma nessuno, per vari motivi, c’è riuscito. Quella che s’è affermata negli ultimi decenni è l’alternanza tra centrodestra e centrosinistra. Una instabilità pietrificata.
La prematura morte di Jole Santelli, unita alla pandemia, ha creato una nuova fattispecie. Dentro la quale s’è infilato, suo malgrado, Nino Spirlì. L’esponente della Lega ha pensato di spezzare questo destino di provvisorietà creando le basi per una sua ricandidatura. Aspirazione legittima, anche perché forse ha pensato di meritarla.
Ma, a un passo da ottenerla, Matteo Salvini gli ha buttato un secchio di acqua gelata. Ma non è detto che la storia sia finita. Sulla carta ci sono altre fiches per il cittadino di Taurianova.
Cos’è accaduto domenica? È accaduto che Salvini, tra un gelato di Pizzo e uno spaghettino di Tropea, ha detto che gli accordi si rispettano. Il Capitano testuale all’Ansa: «I nomi vengono dopo e l’indicazione spetta comunque a Forza Italia. Tornerò nei prossimi mesi in Calabria perché questa terra deve essere l’immagine della ripartenza dell’Italia nel mondo. La squadra, i progetti, il governatore, il vicegovernatore vengono dopo».
Aggiungendo: «Sono orgoglioso del lavoro che la squadra della Lega sta facendo in Calabria ma proprio in quanto squadra è giusto ragionare da tale; ho proposto una federazione dove si valorizzino le identità e si mettano insieme valori comuni perché il mio avversario non è in casa ma è la sinistra la sinistra delle tasse, a Reggio Calabria come Roma, come a Milano. Ragioneremo intorno ad un tavolo. Sono orgoglioso del lavoro svolto da Nino Spirlì e da tutte le nostre donne e i nostri uomini in Calabria. Da ottobre partirà una stagione nuova e ovviamente tutti avremmo molto volentieri evitato di tornare alle elezioni però penso che le divisioni che ci sono a sinistra sono un ulteriore riprova che non c’è voglia né capacità di governare. A ogni modo, a breve ci sarà la scelta del candidato alla presidenza della Regione».
Ma cosa era successo prima? Era successo che, forse per preparare il terreno a Spirlì, sono stati organizzati gli stati generali nella spianata di Zambrone dove si sono radunati un centinaio di leghisti. Là il vice segretario nazionale del Carroccio, Andrea Crippa, ha creduto di mettere la ceralacca alla candidatura di Spirlì. Crippa s’è fatto 1.300 chilometri per essere smentito?
Mal gliene incolse perché le cose poi dette da Salvini andrebbero in altra direzione.

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