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Il decreto

Cariati, mannaia della Corte dei Conti sugli ex amministratori: condannati a restituire le indennità

Nel decreto dei magistrati contabili finiscono l’ex sindaco Sero (rischia 10 anni di incandidabilità), cinque assessori e due consiglieri comunali

Pubblicato il: 19/06/2021 – 21:27
Cariati, mannaia della Corte dei Conti sugli ex amministratori: condannati a restituire le indennità

CARIATI Il dissesto finanziario del comune di Cariati, dichiarato nel 2016 per oltre 31milioni di euro, continua a produrre strascichi giudiziali.
La Corte dei Conti ha condannato sindaco, assessori ed un consigliere comunale al risarcimento delle loro indennità col massimo della pena, ovvero venti volte il loro valore.
Secondo i magistrati contabili l’ex sindaco Filippo Sero, gli assessori Leonardo Montesanto, Giuseppe Donnici, Cataldo Rizzo, Leonardo Celeste ed i consiglieri comunali Leonardo Trento e Cataldo Minò «hanno contribuito – riporta il decreto – con condotte, dolose o gravemente colpose, al verificarsi del dissesto finanziario, accertamento da cui consegue ex lege il loro assoggettamento alle sanzioni lato sensu interdittive previste» e condanna i convenuti – a beneficio del Comune di Cariati – alla restituzione delle indennità.
Sero e Leonardo Montensanto dovranno rimborsare 12.420,44 euro ciascuno, Donnici, Rizzo e Celeste 11.180,20 euro, Leonardo Trento 501,20 euro. Minò non dovrà risarcire nulla «non avendo egli avuto titolo alla percezione di indennità».
Tutto è nato da un ricorso presentato alla procura regionale della Corte dei Conti il 20 settembre 2020.
Per i giudici gli ex amministratori pro tempore del comune di Cariati «avrebbero concorso al verificarsi del dissesto finanziario, aggravando la situazione economico finanziaria dell’ente». La Procura regionale ha sostenuto l’applicabilità del «giudizio per l’applicazione di sanzioni pecuniarie».
Nel decreto della Corte dei Conti si rammenta che il Comune di Cariati, con deliberazione del Consiglio Comunale del 13 settembre 2016, ha dichiarato il dissesto finanziario, individuando uno squilibrio complessivo di circa 31,5 milioni di euro riconducibili all’esistenza, alla data del 31.12.2015, di «un cospicuo disavanzo di amministrazione (pari a circa 6,5 milioni di euro), di debiti fuori bilancio da riconoscere e finanziare (di importo pari a circa 2,8 milioni di euro), del deficit di cassa (2,2 milioni di euro), di impegni assunti per spese correnti con provvedimenti esecutivi aventi un valore complessivo, al 9 giugno 2016, di circa 16 milioni di euro e dell’esistenza di passività potenziali per il contenzioso in corso».
L’organo di revisione ha individuato anche «quale concausa del dissesto, la scelta del comune di Cariati di rinvenire le coperture necessarie per garantire gli equilibri di bilancio attraverso l’iscrizione nei documenti contabili approvati di entrate fittizie cartolari, palesemente inattendibili, derivanti da oneri di urbanizzazione e plusvalenze immobiliari mai realizzati ed incassati e iscritti in bilancio pur in presenza del parere non favorevole dell’ufficio finanziario e dell’organo di revisione». L’organo di revisione, ancora, «ha stigmatizzato l’assunzione di scelte di politica economica e finanziaria incompatibili rispetto all’obiettivo di un’efficiente politica di economicità come anche poco rispettose delle effettive risorse disponibili e della necessità della salvaguardia della finanza pubblica».
Gli ex amministratori si sono appellati al decreto della Corte dei Conti che andrà in discussione il 28 giugno. L’ex sindaco Sero potrebbe anche essere applicata la sanzione dell’incandidabilità per dieci anni. (lu.la.)

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