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La Cardiologia dello spoke di Corigliano Rossano chiusa da 18 mesi, Graziano: «Vergognoso»

Il consigliere regionale: «Evidente incapacità gestionale di fondo dei tecnici dell’Asp e della direzione sanitaria degli ospedali cittadini»

Pubblicato il: 29/06/2021 – 16:01
La Cardiologia dello spoke di Corigliano Rossano chiusa da 18 mesi, Graziano: «Vergognoso»

CORIGLIANO ROSSANO «La buona sanità non si costruisce a parole, non si fa con le passerelle e non si realizza con un’organizzazione incapace di mantenere fede agli impegni assunti. È trascorso un anno e mezzo da quando un “incidente di percorso”, che si sarebbe dovuto risolvere nell’arco di una settimana, tiene ancora chiusa l’unità operativa di Cardiologia dello spoke di Corigliano-Rossano. Traslochi, rattoppi, studi ingegneristici di altissimo profilo quando si sarebbe dovuto solo mettere in sicurezza un’ala del presidio e consentire così al reparto di continuare ad operare. E invece, ancora una volta, ha prevalso l’incapacità manageriale ospedaliera e aziendale che al 20 dicembre 2019 continua a mantenere bloccato uno dei servizi sanitari più importanti ed essenziali».  È quanto fa sapere il capogruppo dell’Udc e componente della Terza Commissione sulla Sanità nel Consiglio regionale della Calabria, Giuseppe Graziano, che stamani ha effettuato l’ennesimo sopralluogo nel presidio ospedaliero “Giannettasio” per verificare lo stato di avanzamento dei lavori di riqualificazione dell’Unità operativa complessa di Cardiologia.
«A cosa serve avere la disponibilità di bravi e qualificati medici se poi non si dà loro la possibilità di avere spazi in cui operare? La vicenda del reparto di Cardiologia – ribadisce Graziano – è scandalosa. L’unità operativa, chiusa 18 mesi fa perché erano venute a mancare le condizioni igienico-sanitarie, ancora non si riesce ad aprire. Quindici giorni fa ero già stato nel reparto e avevo notato la presenza di un elettricista in quello che invece dovrebbe essere un formicaio di lavoro per accelerare i tempi e ridare funzionalità al servizio. Stamattina, a distanza di due settimane, non c’era più nemmeno quell’operaio. Il deserto. Sorge l’atroce sospetto, allora, che anche questo sia un disagio procurato e voluto. Non ci sono altre spiegazioni considerato che l’emergenza sanitaria da Covid-19, insieme al Decreto Calabria, hanno messo a disposizione dell’Azienda sanitaria provinciale nuove risorse da spendere anche per questi interventi. C’è un’evidente incapacità di fondo dei tecnici dell’Asp di Cosenza che, associata alla conclamata inadeguatezza della direzione sanitaria dello spoke di Corigliano Rossano, rendono la vita di questo ospedale ancora più difficile, quasi irreversibile. Chiedo allora, e lo farò formalmente attraverso la Commissione sanità, a cosa sono dovuti i “tempi lunghi” per la riattivazione del reparto. Quanto tempo ancora dovremo aspettare per far sì che la Sibaritide possa ritornare ad avere nelle disponibilità una propria Utic senza dover sperare nella sorte che siano disponibili quelle degli altri ospedali della provincia?»

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