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De Sarro: «La vicenda di Sara Pedri è un’offesa per tutti»

Il rettore dell’Università di Catanzaro interviene sulla vicenda della dottoressa mobbizzata in Trentino per aver studiato in Calabria

Pubblicato il: 03/07/2021 – 14:27
De Sarro: «La vicenda di Sara Pedri è un’offesa per tutti»

CATANZARO «È difficile ma è mio diritto e dovere parlare di una vicenda che ha colpito l’opinione pubblica italiana, quanto il mondo della medicina e dell’Università. La dottoressa Sara Pedri è una giovane donna che ha investito nel suo futuro, ha scelto con pazienza e amore di studiare e poi esercitare la sua professione senza risparmiarsi. Sara Pedri oggi è, suo malgrado, protagonista di una dolorosa storia che riguarda le donne, i medici la società. È inimmaginabile pensare che una donna abbia potuto subire tanto sul luogo di lavoro, una sede dove invece si sarebbe dovuto esaltare la presenza di serie professioniste capaci di dare senza riserve». Lo afferma il rettore dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, Giovambattista De Sarro. «Quanto è accaduto a Sara – sostiene De Sarro – è un’offesa per tutti e non può passare senza una giusta presa di posizione per chiedere che venga fatta luce su fatti che mortificano in maniera grave l’essere una Donna, un medico, uno specialista, un universitario. La scelta di una giovane dottoressa del Nord, di venire in Calabria, a Catanzaro, all’Università Magna Graecia, che rappresento, per specializzarsi in Ginecologia e Ostetricia è stata utilizzata dall’ignavia, dall’ignoranza e dall’arroganza per denigrarla e opprimerla nel pieno della sua crescita professionale. Come gli stessi professori, medici e infermieri della nostra Unità Operativa hanno già espresso in più occasioni, Sara a novembre 2020, è una ragazza fresca di Specializzazione conseguita a pieni voti, preparata, innamorata della professione, che progetta una vita con il fidanzato. Allora, come è possibile che nel giro di pochi mesi deperisce, non risponde al telefono, se non con messaggi brevi e con voce triste, la famiglia la trova deperita, si deve riposare per poter riprendersi e poi a marzo lascia il lavoro e sparisce. Si apprende in seguito di situazioni inquietanti che l’hanno vista “vittima” di una grave “persecuzione sociale e professionale” sul luogo di lavoro e che la stampa ormai riporta quasi quotidianamente. Davanti a tutto ciò – rimarca il rettore dell’Università di Catanzaro – è dovere di ognuno di noi intervenire e chiedere giustizia perché i diritti di questa donna e la sua dignità vengano rispettati, perché sono i diritti di tutti noi». De Sarro ricorda che «l’Università Magna Graecia di Catanzaro, la scuola di Medicina, è tra le migliori del Sud Italia, invito a guardare i dati che ci danno in crescita ogni anno, abbiamo anche ricevuto di recente l’Anvur nella valutazione periodica ha accreditato il corso di Laurea in Medicina e Chirurgia di Catanzaro per i prossimi 5 anni a conferma della qualità dell’attività didattica formativa. Avere scelto di venire a studiare da noi non è stato un caso ma un investimento sulla propria preparazione e sul futuro. L’UuOo di Ginecologia e Ostetricia aAziendale e Universitaria, diretta dal professor Zullo, con il professor Costantino Di Carlo e coadiuvato dalla professoressa Roberta Venturella, che, tra l’altro, ha conosciuto e apprezzato la dottoressa Pedri, è considerata tra le migliori d’Italia, pertanto, decidere di venire a studiare a Catanzaro è stato un modo per garantirsi preparazione, professionalità e umanità. Credo sia giusto chiedere a tutti, agli inquirenti, alle autorità sanitarie, ai Ministeri della Salute e dell’Università, ai singoli medici e agli studenti, di soffermarsi a riflettere su quanto è accaduto alla dottoressa Sara Pedri. L’Università, come tutta la scuola, rimane sempre maestra di Vita, non si può dimenticare tutto ciò e lasciare che la Vita venga calpestata senza una reazione forte che parta dall’indignazione per quanto in questa vicenda è stato detto e fatto».

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