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l’intervista

Ronzulli: «Occhiuto può riaprire cassetti chiusi e aiutare la Regione a spendere bene»

La senatrice forzista ospite del talk andato in onda su L’altro Corriere Tv. «Dobbiamo proseguire il lavoro imbastito da Jole»

Pubblicato il: 08/07/2021 – 6:59
Ronzulli: «Occhiuto può riaprire cassetti chiusi e aiutare la Regione a spendere bene»

LAMEZIA TERME Il ticket Occhiuto presidente – Spirlì vicepresidente, il punto sui rapporti all’interno della coalizione, la proposta politica da presentare alle prossime regionali d’autunno, la semplificazione della politica, il Recovery fund e la diaspora pentastellata. Sono stati questi gli argomenti trattati dalla senatrice di Forza Italia, Licia Ronzulli, ospite del talk “20.20”, condotto da Danilo Monteleone e Ugo Floro e andato in onda ieri sera su L’altro Corriere Tv.

«Dobbiamo proseguire il lavoro imbastito da Jole»

«Arriviamo alla competizione elettorale per un grave lutto – ha esordito – un evento traumatico che ha segnato la Calabria e la comunità azzurra. Dopo un anno siamo qui a pensare di ridare alla Regione un governo di centrodestra perché è mancata la nostra Jole e noi la vogliamo ricordare per il gran lavoro che aveva iniziato, il riscatto e l’orgoglio che aveva suscitato nei calabresi e renderle gratitudine perché ha dedicato ogni giorno della sua vita alla Calabria. Il lavoro di Jole deve continuare a camminare sulle gambe di un’altra squadra. Il centrodestra ha voluto Roberto Occhiuto, il nostro capogruppo alla Camera dei Deputati, persona di grande valore, che sta dimostrando di saper guidare il gruppo di Forza Italia e a maggior ragione sarà in grado di guidare la Regione Calabria. Continuerà il percorso di buon governo del centrodestra che aveva iniziato Jole. Ci sono buone prospettive perché i calabresi sceglieranno ancora il centrodestra. E ringrazio Nino Spirlì per l’ottimo lavoro. Non ci interessa vincere ma governare. La scelta del ticket con Spirlì è un riconoscimento all’ottimo lavoro fatto in questo anno, un tributo politico all’attuale governatore».

«Pnrr, Occhiuto ha le chiavi giusto per aprire i cassetti chiusi per troppo tempo»

Fra i temi trattati nel corso della trasmissione, le polemiche sorte attorno al Piano nazionale di ripresa e resilienza che non riverserebbe sul Mezzogiorno d’Italia le risorse auspicate dall’Unione europea per colmare il gap Nord-Sud.
«Occhiuto – ha spiegato la senatrice – è la persona giusta per colmare le distanze. È un deputato, ha diversi contatti col governo centrale e saprà proseguire il dialogo fra Roma e la Calabria iniziato con Jole. Il Pnrr è un’opportunità che non va sprecata. Non è importante avere i soldi ma saperli spendere bene e molto spesso le Regioni del sud non ci sono riuscite. Questa è una grande opportunità che il Mezzogiorno ha per riscattarsi: sul tema stiamo lavorando col ministro per il Mezzogiorno Mara Carfagna che è in contatto con Roberto. Occhiuto conosce i meccanismi parlamentari, di governo, gli strumenti e le chiavi per aprire quei cassetti rimasti chiusi per troppo tempo».

«Bene anticipare verifica Commissione antimafia, ma attenzione a liste di proscrizione»

A proposito della composizione delle liste, questione sempre troppo calda in Calabria, Licia Ronzulli ha ricordato come il giudizio in materia della Commissione antimafia debba «essere accompagnato da prove e non sempre è stato così. Sulla lotta alle mafie siamo tutti dalla stessa parte, ma bisogna fare molta attenzione perché in diverse circostanze abbiamo assistito alla diffusione di vere e proprie liste di proscrizione disancorate da prove, fatti certi ed elementi a supporto. Elenchi diffusi un minuto prima o anche un minuto dopo l’avvenuta presentazione delle liste. Se l’obiettivo della proposta è quello di anticipare la verifica nel rispetto dei principi di garanzia, sono d’accordo».

«Partito unico di centrodestra, lascito di Berlusconi alle future generazioni»

«Un grande partito di massa popolare ed europeo – ha poi aggiunto la segnatrice azzurra a proposito della semplificazione della politica – è per Berlusconi la visione di un percorso che si concluderà nel 2023. Lo sogna da sempre, ha provato a farlo col Pdl, è un federatore nell’animo, da quando è sceso in campo. È riuscito a mettere insieme Lega e An e non è la prima volta che ha di queste grandi intuizioni. Sembra un pazzo visionario ma le azzecca tutte e il partito unico di centrodestra sarà un lascito alle future generazioni».  

«Col Ddl Zan Pd e M5S stanno narcotizzando l’agenda politica italiana»

La parlamentare forzista, stimolata dalle domande, ha poi ricordato quando accaduto negli ultimi mesi. «Ho assistito a tutti i tentativi di Conte di rimanere incollato alla poltrona. Abbiamo vissuto una “compravendita” imbarazzante e non vorremmo più vedere questo spettacolo, in piena pandemia, in cui abbiamo perso tempo a racimolare i Ciampolillo di turno. Per fortuna non è andata come pensava lui ed è arrivato il presidente Draghi. Andremo al voto con la stessa legge elettorale perché abbiano altre priorità in agenda, ovvero salvare il Paese dalla pandemia, sostenendo l’economia. M5S e Pd, invece, stanno monopolizzando l’attenzione sul Ddl Zan perché hanno deciso di fermare l’agenda parlamentare che stava lavorando su altro e non su una legge non prioritaria. Il Paese ha certamente bisogno di una legge sulla omo-transfobia ma attraverso un iter formale. La prova muscolare di Pd e 5stelle è una forzatura terribile che forse non approveremo mai. È il capriccio, una bandiera ideologica che sta scavalcando l’iter parlamentare, sottraendo spazio ad altro».

«Il reddito di cittadinanza alimenta il lavoro nero»

Ultime battute del talk dedicate al Movimento Cinquestelle e ai suoi “pilastri” come il reddito di cittadinanza, al centro delle cronache quotidiane.
«Il reddito di cittadinanza – ha sottolineato Licia Ronzulli – era uno spot che serviva al M5S per guadagnare il 33%, con la promessa di ricevere soldi restando comodamente sul divano. Ed invece non ha creato alcun posto di lavoro ed anzi alimentato storture come il lavoro nero. Ristoratori, albergatori, non trovano personale perché si preferisce stare a casa a percepire il reddito di cittadinanza, piuttosto che andare a lavorare. Va rivisto, così non funziona».

La diaspora del M5S

Peraltro, la diaspora pentastellata è già in atto. «Il movimento è nato e ha preso piede – ha concluso la senatrice di Forza Italia – perché in quel momento la politica non forniva risposte i cittadini. Adesso credo sia possibile recuperare quella fetta di elettorato che votava già per noi».

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