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Il virus della politica e la variante calabra

La politica muta come il virus. Come non ricordare le vecchie ideologie dei partiti fatte di grandi passioni che duravano tutta la vita o quasi? E come non mordersi le dita, invece, pensando alle …

Pubblicato il: 20/07/2021 – 6:53
di Paola Militano
Il virus della politica e la variante calabra

La politica muta come il virus. Come non ricordare le vecchie ideologie dei partiti fatte di grandi passioni che duravano tutta la vita o quasi? E come non mordersi le dita, invece, pensando alle moderne politiche dominate dalle pulsioni più che dalle opinioni?
Come dire, si è passati dai difetti della politica del partito preso a quelli di una politica volatile, capace all’occorrenza di modificare le proprie posizioni senza farsi troppi scrupoli.
Vale per Giorgia Meloni – con Salvini e contro Salvini – che potrebbe (ri)mettere in discussione le coalizioni per le amministrative e quell’alleanza di centrodestra oggi aperta a chiunque voglia farne parte purché si vinca: da Renzi a Toti, a Lupi fino a Calenda. Vale ancora di più per i berluscones, orfani del verbo del messia. Ma vale anche per i pentastellati dove “uno non vale più uno” e le stelle si rifanno il look.
Del resto perché chiedere coerenza ai politici se l’elettorato cambia idea come se non ne avesse avuta mai una? Ecco allora spiegato come Ernesto Magorno da segretario del Pd sceglie l’universo renziano e domani forse riscriverà il romanzo padano. Da Matteo a Matteo.
Il motivo? Le evidenti difficoltà in cui versa quella sinistra non più rossa come la vorrebbe Mario Oliverio che continua a chiedere a Letta un armistizio come quel soldato giapponese incredulo di fronte a chi cerca di spiegargli che la guerra è finita.
Ammesso che ci sia mai stata. Ma si sa: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
E tra gli esempi calabri, paradigmi di una politica divenuta cinica e spregiudicata, ci sono poi i candidati a vocazione civica così “geologicamente instabili” da terremotare ogni certezza e fors’anche ogni pudore.
Senza trascurare infine la borbonica spinta di chi, giunto altrove al crepuscolo, cerca qui una nuova alba per il momento illuminata solo dai riflettori.
Tornando a capo. Questa politica è come un virus: infetta, muta e segna irrimediabilmente. (paola.militano@corrierecal.it)

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