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L’ira della Meloni non si placa

La leader di FdI non lancia segnali di distensione alla coalizione. Ma dall’Udc fanno intendere che la spaccatura rientrerà

Pubblicato il: 21/07/2021 – 7:10
L’ira della Meloni non si placa

LAMEZIA TERME Lo strappo resta e resta profondo. Nel centrodestra la tensione è sempre altissima, dopo che la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha rimesso in discussione praticamente tutto – compresa la candidatura del capogruppo di Forza Italia alla Camera Roberto Occhiuto a governatore della Calabria – per essere stata esclusa dalle nomine Rai, denunciando in buona sostanza un patto Lega-Fi contro di lei e invocando un chiarimento per lavare l’onta subita.
Gli “sherpa” della coalizione hanno avviato le trattative per scongiurare una spaccatura pericolosissima, anche per il voto in Calabria, fino a qualche giorno fa ritenuto dall’esito scontato, ma la Meloni ancora non lancia segnali di distensione, tutt’altro. Si rincorrono, piuttosto, le polemiche tra i maggiorenti del centrodestra, soprattutto tra Lega e Fratelli d’Italia. Salvini, evidentemente innervosito dalla smisurata crescita nei sondaggi della Meloni, sbotta spazientito contro la leader di FdI sostenendo che «una nomina non può mandare in crisi il futuro di una coalizione». Da Fratelli d’Italia la risposta di un big come Guido Crosetto, che in un’intervista tuona: «Qualcuno ha voluto forzare la mano perché dare un consigliere in più a Forza Italia che già controlla la Vigilanza Rai sembra un atto voluto. Per dare uno schiaffo, politicamente parlando, sperando di scatenare la rissa».
Meno dirette e meno astiose le prese di posizione di Forza Italia, impegnata soprattutto a fare quadrato su Occhiuto. Il coordinatore nazionale degli azzurri, Antonio Tajani, si dice sicuro della compattezza del centrodestra e minimizza: «Andiamo avanti uniti e pensiamo alle elezioni del 2023. I problemi? Ci sono in tutte le famiglie. Qualche scaramuccia è inevitabile». A sua volta la vicecapogruppo di Forza Italia al Senato, Licia Ronzulli, specifica che «gli accordi politici non cambiano i principi per la scelta dei candidati. Fratelli d’Italia al tavolo nazionale aveva espresso il suo parere favorevole alla candidatura di Occhiuto che, con sondaggi alla mano, risultava essere il miglior candidato possibile, è la persona giusta per rilanciare la Calabria e questo lo riconoscono tutti. Cambiare idea o sfidarsi significa far vincere o dare un vantaggio oggettivo alla sinistra». Ma per il momento, è ancora “muro contro muro” mentre le avanguardie della coalizione provano a smussare toni, angoli e spigoli, consapevoli che la Meloni non si darà pace fino a quando non avrà ottenuto soddisfazione. Poca roba chiedere (e ottenere) la “testa” di Nino Spirlì perché – riferiscono fonti del centrodestra – non dispiacerebbe sotto sotto a nessuno, né a Occhiuto e nemmeno a una parte consistente della Lega.
In realtà, la partita della Meloni è molto più ampia, e secondo fonti nazionali della coalizione, lo strappo potrà rientrare soltanto se alla fine qualcuno, tra Lega e Fratelli d’Italia, farà un passo indietro. Quello che tuttavia fanno intendere i plenipotenziari dell’Udc, che ieri sera, a Crotone, hanno ufficializzato l’ingresso nello Scudocrociato del consigliere regionale ex centrosinistra Flora Sculco: secondo il presidente nazionale dell’Udc Antonio De Poli il centrodestra correrà unito. (c. a.)

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