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Reddito di cittadinanza, i sindacati: «Polemiche senza soluzioni»

Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uil Temp: «Nel botta e risposta tra D’Ippolito e Orsomarso si cercano colpe ma non si pensa a come rendere efficienti i Cpi»

Pubblicato il: 30/07/2021 – 12:50
Reddito di cittadinanza, i sindacati: «Polemiche senza soluzioni»

«Quando si parla di Reddito di Cittadinanza il primo rischio che si corre è quello di ideologizzare e politicizzare l’argomento, senza cogliere invece gli aspetti più pratici e concreti di questa misura. Lo ha imparato a proprie spese chi con questo strumento ci lavora e cioè i Navigator, sulle cui spalle troppe volte è stato gettato il peso della riuscita o del fallimento della fase due, quella che prevede l’avvio al lavoro dei percettori del reddito di cittadinanza». Lo affermano in una nota Ivan Ferraro segretario generale Nidil Cgil, Gianni Tripoli segretario generale Felsa Cisl e Luca Muzzopappa segretario generale Uil Temp. «Anche in questi giorni abbiamo letto il “botta e risposta” che coinvolge l’onorevole D’Ippolito (M5s) e l’Assessore al Lavoro Orsomarso – continuano i segretari generali – volta a ricercare colpe o a rivendicare meriti, in quello che è lo sport preferito della politica. Legittimo, per carità, ma a noi piace affrontare i problemi e ricercare soluzioni, e per fare questo riteniamo che occorra partire da un confronto con chi quotidianamente registra le difficoltà e gli intoppi che materialmente non permettono di poter raggiungere i risultati attesi. Un patrimonio di esperienza diretta che invece andrebbe debitamente valorizzato, anche e soprattutto in una positiva sinergia con Anpal, in favore dei percettori destinatari finali. Come ignorare i lunghi mesi di pandemia, periodo in cui in Centri per l’Impiego si sono dovuti adeguare da una parte alla normativa anti Covid, ma lo hanno fatto in maniera disarmonica, con procedure e modalità operative diverse, spesse volte facendo affidamento sulla buona volontà degli operatori».

«Si fa polemica e si sbandierano soluzioni “inesistenti”»

«Si è ignorato, pure – proseguono – che ben due di questi centri, quello di Cosenza e quello di Vibo Valentia, sono chiusi per inadeguatezza dei locali che li ospitavano. Senza contare poi le annose problematiche logistiche (e non solo) che gravano nei Centri per l’impiego di Catanzaro, Reggio e Crotone. Agli operatori di queste strutture, sia dipendenti che navigator, sono precluse tutte una serie di attività che dovrebbero essere svolte incontrando i percettori, alcuni dei quali hanno scarsa dimestichezza con gli strumenti informatici, cosa su cui invece sono totalmente impostate le procedure di contatto. Come dovrebbero essere chiarite quali sono le premialità previste nel bando di concorso per il rafforzamento dei Centri per l’Impiego così come sono previste dall’art. 18 del Dl Sostegni. Questo e altri argomenti che impattano la reale condizione quotidiana di beneficiari e di operatori del Reddito di Cittadinanza avremmo voluto affrontare con l’Assessore al Lavoro e per questo abbiamo nei mesi scorsi chiesto di avere incontri operativi che potessero migliorare e portare a soluzione parte se non tutte queste problematiche. Ma quest’incontro, nonostante i solleciti, non si è ancora tenuto nel mentre regna incontrastata la gara a chi sbandiera soluzioni, incontri, ecc, che tutto sono tranne che risolutori ed assumono invece i toni di già viste polemiche da clima politico -elettorale che poco ci interessano e ancora meno interessa la vita delle persone. Vorremmo – concludono i sindacati – che ci si concentrasse sull’unico dato certo: l’assoluta necessità di combattere ogni inefficienza del sistema Cpi della Calabria per raggiungere quei livelli di efficacia di fondamentale importanza per questa regione».

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