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La Sacal investe sul futuro: per gli aeroporti calabresi 150 milioni in 15 anni

Il presidente della società De Metrio presenta il piano industriale: 100 milioni nel prossimo quinquennio. Gli obiettivi per gli scali

Pubblicato il: 27/08/2021 – 12:25
La Sacal investe sul futuro: per gli aeroporti calabresi 150 milioni in 15 anni

CATANZARO Investimenti per complessivi 150 milioni in 15 anni, di questi 100 milioni nel prossimo quinquennio. È quanto prevede il nuovo piano industriale della Sacal per i tre aeroporti calabresi: a illustrare i dati è il presidente della società di gestione degli scali, Giulio De Metrio, che presiede una riunione del Cda della Sacal convocato nella sede della Regione.

La “filosofia” del Piano industriale Sacal

De Metrio spiega in primo luogo che «più che un piano industriale è un programma culturale, perché oltre a occuparci di investimenti e infrastrutture ci occupiamo anche della forte connessione che esiste tra gli aeroporti e il territorio, nel senso che gli aeroporti sono un elemento imprenscindibile per lo sviluppo sociale ed economico del territorio. Un altro elemento differenziante importante – prosegue il presidente di Sacal – è il fatto che parliamo di un sistema aeroportuale, non di singoli aeroporti che lavorano per loro stessi. Un terzo elemento importante, che è un simbolo di come lavoriamo, è il fatto che per sottolineare la forza dell’interconnessione e del collegamento con i territori, abbiamo deciso che per la prima volta i consigli di amministrazione della Sacal si svolgeranno a rotazione nei tre aeroporti, occupandosi ovviamente sempre di tutti e tre gli scali insieme: è un messaggio molto forte per sottolineare il nostro sforzo logistico».

Gli investimenti nei tre aeroporti calabresi

De Metrio quindi scende nel dettaglio delle previsioni del nuovo industriale della Sacal, un piano – specifica – che «copre 15 anni, ovviamente questo non significa che ognuno dei 15 anni sia trattato con lo stesso approfondimento: i 15 anni servono per dare una visione di dove vogliamo arrivare nel lungo periodo. Il focus naturalmente è sui primi 5 anni. Il piano tiene ovviamente presente della situazione del Covid, che ha impattato ferocemente su tutto il sistema aeroportuale, mondiale, europeo, italiano e con esso Sacal. Il piano prevede un investimento sui tre aeroporti di 150 milioni nei 15 anni, di questi più di 100 milioni nel primo quinquennio: circa 2/3 con fondi pubblici, 1/3 a carico di Sacal». Gli investimenti – osserva poi De Metrio – «sono previsti su tutti e tre gli aeroporti, con dimensioni diverse, e per tutti e tre riguardano l’ampliamento dei terminal e delle infrastrutture e il miglioramento della qualità dei servizi. Su tutti e tre gli aeroporti il criterio guida sarà quello della sostenibilità ambientale: non più navicelle spaziali di forme strane che nelle slide atterrano sul nostro territorio senza alcuna connessione con la cultura di questo territorio, ma una progettualità figlia dell’economia circolare, della digitalizzazione e della sostenibilità ambientali».

Numero passeggeri: obiettivo 1 milione a Reggio e Crotone, e 6 milioni a Lamezia

In termini di numero di passeggeri, De Metrio ritiene che «in un contesto di crisi finita, l’aeroporto di Reggio Calabria, superate le restrizioni operative su cui dal primo giorno stiamo lavorando alacremente, possa superare in un certo numero di anni il milione di passeggeri, e questo è anche l’obiettivo di lungo periodo per l’aeroporto di Crotone. Per quanto riguarda Lamezia Terme, un obiettivo può essere quello di raggiungere e superare i 6 milioni di passeggeri. L’ultima questione numerica riguarda i risultati economici, perché la nostra è una società per azioni e questo sviluppo lo facciamo per creare ricchezza. Il margine operativo passerà dai 4 milioni del 2019 – lasciamo perdere il 2020 e il 2021 per la crisi pandemica – agli 11 milioni del 2025, fino ad arrivare a cifre ancora superiori nel lunghissimo periodo. Quindi – sostiene il presidente di Sacal – vogliamo segnalare che nello sviluppo c’è anche la capacità di creare valore e ricchezza per gli azionisti: parimenti crescerà il rapporto tra margine Ebitda e fatturato».

Il bilancio 2020 sarà negativo come per tutte le società aeroportuali

Un passaggio De Metrio lo dedica al risultato d’esercizio della Sacal. «Non vorrei anticipare nulla per una questione di correttezza istituzionale perché abbiamo l’assemblea straordinaria per approvare il bilancio 2020 il 15 settembre. Quello che posso dire – rileva il presidente della società aeroportuale – è che i risultati 2020 saranno negativi, in maniera analoga a tutti gli altri aeroporti nazionali. Il 2020 è un anno tragico per il trasporto aereo generale e i risultati di Sacal saranno allineati a quelli negativi di tutti gli aeroporti italiani».

«L’obiettivo è ospitare il maggior numero di compagnie»

«Uno dei nostri capisaldi è quello di non affidarci a un singolo vettore ma stimolare una pluralità di vettori per i nostri aeroporti», aggiunge poi De Metrio evidenziando che «la presenza di più vettori serve ad avere un maggior numero di servizi e orari, ovviamente, ma soprattutto aiuta la competitività delle tariffe e quindi favorisce prezzi più abbordabili per tutti. È tuttavia un obiettivo che ha bisogno di tempo, perché le compagnie hanno bisogno di tempo di assestarsi dopo la crisi Covid e di tempi adeguati per programmare le risorse. Il nostro obiettivo comunque è quello della massima apertura per ospitare il maggior numero di compagnie aeree».

«Superata la fase di carenza di liquidità»

De Metrio fa poi il punto sulla situazione di cassa della Sacal. «Abbiamo affrontato una crisi di liquidità, ma il modello di business di Sacal è sano. Prima del Covid Sacal ha chiuso tre bilanci consecutivi in positivo, e sottolineo che può fare anche molto meglio in un mercato normale, e farà molto meglio. La crisi è stata una crisi di cassa e liquidità dovuta unicamente alla pandemia, che ha fatto calare il traffico in tutti gli aeroporti del Paese e in Sacal, anche se in misura ridotta rispetto agli altri, e questo ha generato una situazione di carenza di cassa. Per sanarla – ricorda il presidente della società aeroportuale – abbiamo chiesto ai soci un aumento di capitale, e i soci hanno risposto bene: l’aumento di capitale è in corso, con buoni risultati fino ad adesso, e questo ci porterà sempre più fuori dal problema della liquidità in modo da pensare allo sviluppo. Questo è agevolato anche dai ristori della Regione, 6,8 milioni in tutto anche se ancora non sono nelle casse della società perché aspettiamo l’ok dall’Europa, e dal contributo statale, i famosi 735 milioni da dividere tra tutte le società aeroportuali del Paese. All’aumento di capitale, che è denaro conferito dai soci, si aggiunge dunque anche questo ristoro molto importante che arriva dal settore pubblico, Regione e governo».

«Penalizzati dall’attuale Alitalia, speriamo nel nuovo vettore»

Infine, De Metrio si sofferma sulle vicende che stanno riguardando l’Alitalia. «C’è un nuovo vettore che sta per partire, noi ovviamente facciamo il tifo. È chiaro che questa situazione ha penalizzato tutti, in particolare Sacal perché l’attuale Alitalia vola sui nostri aeroporti senza pagare le fatture e quindi abbiamo un bel problema da questo punto di vista. Speriamo quindi – conclude il presidente di Sacal – che dal 15 ottobre o quando sarà il nuovo soggetto industriale sia in grado di operare normalmente pagando i servizi come si fa nel buon business internazionale».

Spirlì: «I tre aeroporti calabresi sono in buone mani»

A margine del Cda della Sacal, il presidente facente funzioni della Regione, Nino Spirlì, esprime il proprio plauso: «Sono assolutamente soddisfatto di quanto stia facendo il presidente De Metrio e stia facendo Sacal, perché le difficoltà che ci sono state per questo maledetto anno di pandemia. Sicuramente è in risalita la movimentazione, per cui piano piano ricomincia una ripresa. L’attenzione che il presidente De Metrio e la Sacal stanno avendo per i tre aeroporti calabresi mi rende tranquillo, i tre scali sono in buone mani. Una cosa è certa: la Calabria è una regione che tende a perdere popolazione, io – sostiene Spirlì – spero in un’inversione di tendenza, che si scelga la Calabria anche per tornare e per gente nuova affinché venga ad abitarci, e questo ci porterà anche a migliorare l’offerta. Non possiamo sperare solo nell’arrivo dei turisti, ma anche nella possibilità che i calabresi siamo messi nelle condizioni di usare gli aeroporti, solo così si crea il doppio movimento in entrata e in uscita». (a. cant.)

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