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L’INTERVISTA

«Non solo stalking: addio arresti anche per spaccio e frodi»

Intervista* a Fabio Roia, presidente vicario del Tribunale di Milano, dove è a capo della sezione Misure di prevenzione che si sofferma sul quinto quesito del referendum sulla giustizia proposto d…

Pubblicato il: 30/08/2021 – 9:24
di marco pasciuti*
«Non solo stalking: addio arresti anche per spaccio e frodi»

Intervista* a Fabio Roia, presidente vicario del Tribunale di Milano, dove è a capo della sezione Misure di prevenzione che si sofferma sul quinto quesito del referendum sulla giustizia proposto da Lega e Radicali che «prevede di abolire le misure cautelari, nonostante il pericolo di reiterazione del reato, nei confronti di persone sospettate di aver compiuto reati che non prevedono la violenza fisica con l’uso di armi o simili. Telefono Rosa e il ministro Mara Carfagna, che è stata promotrice e sua prima firmataria nel 2009, dicono che depotenzia la legge sullo stalking».
Roia si eprime sul tema anche a fronte della sua esperienza in reati di genere. Il primo punto riguarda i presunti abusi perpetrati nell’applicazione della custodia cautelare. «Se il quesito dovesse passare – dice il giudice – la si potrebbe disporre qualora vi sia un pericolo di violenza alla persona messa in atto o con armi o con mezzi violenti. Quindi c’è un richiamo solo alla violenza fisica. Ma lo stalking non è basato su quest’ultima. Tanto per restare ai reati di genere, resterebbero fuori tutte le attività, forse la maggior parte, che riguardano la violenza psicologica o morale, tipo le minacce o le molestie che sono una delle caratteristiche fondanti del reato, nonché dei maltrattamenti di familiari e conviventi, nonché le violenze sessuali commesse approfittando dell’incoscienza della persona».
Secondo Roia, bene ha fatto l’onorevole Carfagna a puntare l’attenzione sullo stalking, «ma non è il solo caso».
Il magistrato porta come esempio quello «dello spacciatore, piccolo o grande» dove «non c’è un rischio di inquinamento probatorio o di fuga. Ciò che mi porta ad applicare una misura – i domiciliari per il primo e il carcere per il secondo – è proprio la reiterazione del reato. Che già oggi la legge mi impone di motivare. Una legge che verrebbe spazzata via dal referendum».
Ma la questione riguarda anche temi più complessi come «i reati di frode fiscale o alle gravi bancarotte fraudolente». In questi casi «se non c’è un rischio di inquinamento o di fuga, ma solo di reiterazione – abbiamo a che fare con soggetti che hanno sviluppato una professionalità nell’emissione di fatture per operazioni inesistenti o la costruzione di frodi a carosello – io non posso più dare alcun tipo di misura cautelare».
Secondo Roia l’effetto della riforma sarebbe «devastante per la sicurezza pubblica» depotenziando gli strumenti di controllo. Il rischio è che si aggravi il fardello in capo ai magistrati.
«La custodia cautelare è un’extrema ratio, ma dove ci sono le condizioni deve essere applicata. Altrimenti poi altrimenti piangiamo un sacco di donne ammazzate».

*Il testo integrale dell’intervista è pubblicato su ilfattoquotidiano del 30.08.2021 a firma Marco Pasciuti

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