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Basso Profilo, annullata con rinvio l’associazione per delinquere per Talarico

La Cassazione si è espressa sulla misura cautelare nei confronti dell’assessore regionale rinviando al Riesame per la decisione

Pubblicato il: 08/09/2021 – 14:32
Basso Profilo, annullata con rinvio l’associazione per delinquere per Talarico

ROMA La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato con rinvio l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip nei confronti di Francesco Talarico, assessore al Bilancio della Regione Calabria, imputato nel procedimento della Dda di Catanzaro denominato “Basso Profilo”. La Suprema Corte ha annullato l’ordinanza solo per quanto riguarda l’associazione per delinquere e non per quanto riguarda lo scambio elettorale politico-mafioso che il Tribunale della Libertà ha riqualificato come corruzione elettorale. La Cassazione ha rinviato a un nuovo esame sull’associazione al Tribunale del Riesame di Catanzaro e dichiara inammissibile, nel resto, il ricorso.
Attualmente l’assessore al Bilancio, difeso dall’avvocato Francesco Gambardella, è sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora, dopo avere scontato diversi mesi agli arresti domiciliari. Ora il Tribunale del Riesame dovrà pronunciarsi sul reato di associazione per delinquere.

Il processo

Il politico comparirà il 13 settembre prossimo davanti al gup di Catanzaro per il processo con rito abbreviato. Talarico è imputato nell’inchiesta “Basso Profilo” condotta contro le cosche di ‘ndrangheta del crotonese e la rete di interessi intessuta con politici, imprenditori, pubblici amministratori con le accuse di associazione per delinquere aggravata dal metodo mafioso e scambio elettorale politico-mafioso. Come candidato alle elezioni politiche del 2018, secondo l’accusa, avrebbe offerto il suo appoggio, «in cambio di un consistente pacchetto di voti, per introdurre in ambienti politico-istituzionali nazionali» due imprenditori. A Talarico, inoltre, viene contestato anche il reato di scambio elettorale politico-mafioso sempre in relazione alla candidatura alle politiche del 2018. In quella occasione, per l’accusa, si sarebbe incontrato con alcuni referenti reggini di colui che per l’accusa è l’imprenditore di riferimento dei clan del Crotonese.

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