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Uccisa dai cani a Satriano, l’esposto del Partito animalista

Il movimento si rivolge alla Procura di Catanzaro dopo la morte di Simona Cavallaro: «Tante responsabilità istituzionali da approfondire»

Pubblicato il: 20/09/2021 – 12:45
Uccisa dai cani a Satriano, l’esposto del Partito animalista

CATANZARO «Il Partito Animalista Italiano, tramite il suo presidente Cristiano Ceriello, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Catanzaro per la tragedia della giovane Simona Cavallaro, sbranata da un branco di cani a Satriano nella fine di agosto. Troppe cose non tornano e tante responsabilità, anche istituzionali, vanno approfondite dalla magistratura». È quanto si legge in una nota dello stesso partito.
«La tragedia di Simona – prosegue la nota – non è solo un drammatico fatto di cronaca, ma una tragedia che, a detta indiscussa di tutti, si poteva evitare. Non vi è solo da identificare il gruppo di cani o il proprietario, ma anche di chi siano le colpe “in vigilando”, le responsabilità omissive anche da parte delle Istituzioni. La partecipazione come Lista alle elezioni regionali nella coalizione di Amalia Bruni, continua il Partito Animalista, ci ha consentito di approfondire molti atti regionali degli ultimi 18 mesi. Orbene, come denunziato anche da note associazioni, forse la Regione, le Aziende sanitarie ed i Comuni non hanno “preso sul serio” la questione randagismo, ciò (come indica l’Oipa) è testimoniato, tra l’altro, dalla mancata comunicazione al Ministero della Salute dei dati sul randagismo 2020 che ogni anno Regioni e Province autonome trasmettono al Dicastero. La Calabria non ha trasmesso alcun dato riguardante il 2020. Le Regioni sono tenute, sentite le associazioni che operano in ambito regionale, ad adottare un programma di prevenzione del randagismo. Cosa ancor più grave se si pensa come dei 50.000 animali randagi che si stimano per l’Italia, circa 15.000 sono solo in Calabria. Tra gli altri, conoscendo la presenza di cani maremmani, si dovrà approfondire perché mancassero cartelli, segnalazioni, recinti e se la presenza di questi cani fosse a conoscenza delle Istituzioni o delle Asp. Insomma, tanto c’è ancora da chiarire, tante eventuali responsabilità colpose, omissioni tutte da verificare».

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