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L’intervento

Caso Lucano, l’Anm: «La politica non strumentalizzi la sentenza»

Associazione magistrati contro i contestatori dell’esito del processo all’ex sindaco di Riace: fiducia delle istituzioni a rischio

Pubblicato il: 04/10/2021 – 16:38
Caso Lucano, l’Anm: «La politica non strumentalizzi la sentenza»

ROMA «Come accaduto» in occasione della sentenza di Appello nel processo sulla trattativa Stato-mafia, «assistiamo ancora una volta, dopo la sentenza del Tribunale di Locri, che ha condannato tra gli altri l’ex sindaco di Riace, a polemiche talmente accese da ingenerare confusione non tanto sul merito delle due vicende» – sottolinea l’Anm  – «quanto» sul fatto che  «i processi penali, tutti, sono una faticosa e laboriosa ricerca della verità, e il loro risultato, qualunque esso sia, non può essere utilizzato per contestare che al processo si sia dato corso né può essere strumentalizzato dalla politica».
«Una sentenza di assoluzione – prosegue la nota dell’Anm – non può essere intesa come la dimostrazione dell’inutilità del processo, come una sentenza di condanna, anche a pene considerevoli per reati che le prevedono, non può essere ritenuta abnorme, o finanche un “messaggio terribile” capace di minare la fiducia nella Magistratura. Proprio perché la verità è approdo finale, e non premessa del processo, la superfluità o l’utilità di un accertamento non può essere affermata sulla base del risultato a cui esso giunge, finendosi altrimenti per delegittimare l’intera funzione giurisdizionale».
«Costituisce un’inaccettabile mancanza di senso istituzionale l’attacco mediatico nei confronti dei magistrati requirenti e giudicanti sol perché il dispositivo, prima ancora delle motivazioni, sia sgradito o non condiviso. Al di fuori di questa cornice di principi fondamentali, ogni pur legittima discussione su processi e sentenze rischia concretamente di screditare il senso e la funzione della giurisdizione e il portato dei valori democratici che esprime e invera», rileva l’Anm.
Sia per il processo cosiddetto “trattativa”, davanti alla Corte di Assise di Appello di Palermo, che per quello di Riace, davanti al Tribunale di Locri, l’Anm ricorda che devono ancora essere depositate le motivazioni e che solo allora sarà chiaro il ragionamento che ha portato alle rispettive decisioni.

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