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«Prevedibile la vittoria di Occhiuto, ma tante le sorprese»

Prevedibile! È l’aggettivo che connota l’esito della campagna elettorale per la Regione appena terminata. Con alcune imprevedibilità. E le sorprese non riguardano solo la  macropolitica calabrese,…

Pubblicato il: 06/10/2021 – 8:29
di Romano Pitaro
«Prevedibile la vittoria di Occhiuto, ma tante le sorprese»

Prevedibile! È l’aggettivo che connota l’esito della campagna elettorale per la Regione appena terminata. Con alcune imprevedibilità. E le sorprese non riguardano solo la  macropolitica calabrese, ma anche gli insuccessi di esponenti politici noti per la spiccata capacità relazionale, ma  costretti ad arrendersi alla dittatura dei numeri. Sinibaldo Esposito, per esempio, che, dopo due legislature, pur ottenendo oltre 7mila preferenze nella lista dell’Udc circoscrizione Centro, non entra in Consiglio. O  Domenico Giannetta, giunto nell’XI breve legislatura rinunciando al seggio in Parlamento, che con 10mila preferenze è surclassato, nella lista di Forza Italia circoscrizione Sud, dal prevedibile risultato del Presidente del Consiglio regionale uscente (Giovanni Arruzzolo ha avuto 13mila preferenze ) e dall’imprevedibile exploit di Giuseppe Mattiani (11mila preferenze).  O il candidato nella lista di Coraggio Italia della Calabria centrale (sostenuto dal sindaco di Catanzaro Sergio Abramo) Frank Mario Santacroce, surclassato da Francesco De Nisi (oltre 9mila consensi).
Imprevedibile anche l’impotenza del capoluogo della Calabria di farsi rappresentare nell’Assemblea legislativa da  un’adeguata pattuglia di consiglieri (Filippo Mancuso per la Lega è l’unico catanzarese eletto). Altrettanto sorprendenti le  22mila preferenze ottenute dall’assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo: un record storico che è, insieme, un onore e un enorme carico di responsabilità. E veniamo alle evenienze scontate. Era prevista la vittoria schiacciante (Occhiuto supera di 27 punti percentuali la candidata del centrosinistra) del centrodestra. Ha azzeccato il candidato.
Il capogruppo di Forza Italia a Montecitorio, on. Roberto Occhiuto,  neo presidente della Regione, è infatti un dinamico politico ben attrezzato, dotato di testa e divisioni, autonomo nelle scelte e pronto a lanciare sfide che, a suo dire, sorprenderanno l’Italia con una Calabria (riteniamo) che va oltre la palude e l’immobilismo e  cambia passo, metodi e stile nella gestione della cosa pubblica. Abilissimo, s’aggiunga, nelle parole d’ordine con cui ha accompagnato il popolo del voto alle urne e nello schivare polemiche, interne ed esterne, per condurre la sua gioiosa macchina da guerra alla meta.
Altrettanto prevista la sconfitta del centrosinistra sempre in gran tempesta.  Privo di bussola, nocchiero  e idee. Neppure uno straccio di slogan efficace. Sono stati commessi troppi errori e pasticci, senza mai un chiarimento pubblico. Un’aggregazione cosi stolidamente manipolata da un commissario campano del Pd  e da dirigenti romani che di volare alto non hanno mai avuto l’ardire, non poteva che soccombere. Qualche dubbio, invece, nell’individuare il miglior perdente (che in quanto tale entra in Consiglio)  tra Bruni e De Magistris, ma a quest’ultimo, benché abbia fatto una lunga campagna elettorale antisistema, non ha gli girato bene il clamore dell’ineffabile sentenza Lucano. E veniamo agli imprevisti di ordine generale.
Chi poteva immaginare che, nonostante l’appeal nazionale  di Fratelli d’Italia e la solidità, al netto delle più recenti polemiche che stressano Salvini, Forza Italia più Forza Azzurri  (includendo anche Coraggio Italia e Udc), dessero una somma percentuale di consensi talmente  imponente che si traduce in ben undici consiglieri (sui venti che spettano alla maggioranza), e che, dal profondo Sud, dessero speranza alle forze  liberaldemocratiche agganciate al Partito popolare europeo?  O che dalla Calabria, dove si è messo insieme un leader politico autorevole e una coalizione che convince l’elettorato moderato a dargli fiducia evitando  le risse e  parlando dei problemi dei cittadini, venisse una lezione per l’intero centrodestra nazionale?  E’ quel che è successo. Resta adesso, a urne chiuse, il buco democratico che, pur essendo prevedibile,  solo gli stolti catalogherebbero fra gli eventi di routine: la massiccia resistenza al voto che vale il 55,67 dell’elettorato e che esprime sfiducia nella politica e nelle istituzioni. E soprattutto la prova del governo. A cui, al di là delle intenzioni scandite in campagna elettorale, è atteso Occhiuto, e che solo al pensiero degli ingarbugliamenti da fronteggiare fa tremare le vene e i polsi.  L’auspicio è che il Presidente, il sesto da quando è stata introdotta l’elezione diretta nel 2000, abbia un fegato sano. E  il piglio decisionista che occorre per superare veti incrociati e guerre di posizione. Che aiuti la Calabria ad andare in Europa ma anche a guardare al Mediterraneo. All’Italia il presidente Occhiuto ha promesso una Calabria che la sorprenderà. E l’Italia s’aspetta che sia di parola.

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