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Agenti della Polfer aggrediti a Lamezia, la solidarietà di Montuoro

Il neo consigliere regionale di Fratelli d’Italia chiede interventi per rafforzare la tutela degli operatori delle forze dell’ordine

Pubblicato il: 10/10/2021 – 10:32
Agenti della Polfer aggrediti a Lamezia, la solidarietà di Montuoro

LAMEZIA TERME “Ancora una aggressione, ancora colleghi delle Forze di Polizia colpiti nell’esercizio delle proprie funzioni, solo perché erano al lavoro per garantire la sicurezza di tutta la comunità. Questa volta è toccato a due colleghi della Polizia Ferroviaria di Lamezia Terme, vittime di una inconcepibile violenza da parte di un cittadino straniero, privo di documenti e sul quale era in atto un provvedimento di cattura, semplicemente perché stavano compiendo il proprio dovere, eseguendo un controllo di polizia. Ai colleghi va la mia solidarietà: hanno dimostrato una grande professionalità perché nonostante le lesioni sono riusciti ad arrestare l’uomo che li ha aggrediti, pensando prima di tutto a tutelare i passeggeri. Ma la vicinanza ai colleghi aggrediti non basta: servono azioni concrete per tutelare in maniera più incisiva chi è chiamato ad occuparsi della sicurezza del territorio”. E’ quanto afferma Antonio Montuoro, neo eletto in consiglio regionale tra le fila di Fratelli d’Italia. “Ogni giorno gli uomini delle Forze dell’Ordine sono alle prese con aggressioni prima di tutto verbali, e da minacce e insulti spesso si passa alle vie di fatto con la violenza fisica – afferma ancora Montuoro -. Quanto accaduto agli agenti della Polfer di Lamezia Terme è l’ulteriore conferma che gli uomini e le donne, nello svolgimento dei compiti di prevenzione e repressione dei reati, vivono disagi e rischi su cui è necessario intervenire: vanno messi nelle condizioni di lavorare con mezzi adeguati, con la necessaria tranquillità e quindi lucidità”. “Questo obiettivo – conclude Montuoro – può essere raggiunto prima di tutto garantendo alle donne e gli uomini in divisa che lavorano in strada strumenti adeguati come il taser e strumenti tecnologicamente più moderni e in grado di fronteggiare situazioni di resistenza attiva. Ma le istituzioni e la politica devono essere impegnati in prima linea per compiere il passo più importante verso il fondamentale e non più rinviabile adeguamento dell’organico, attualmente in grave sofferenza”.

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