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«Si può o si deve sciogliere Forza Nuova?»

Dopo l’assalto di Forza Nuova alla sede della Cgil, complice anche la linea morbida scelta dal Ministero dell’Interno, si è riacceso il dibattito sul possibile scioglimento di associazioni o movim…

Pubblicato il: 13/10/2021 – 10:28
di Giusy Raffaele
«Si può o si deve sciogliere Forza Nuova?»

Dopo l’assalto di Forza Nuova alla sede della Cgil, complice anche la linea morbida scelta dal Ministero dell’Interno, si è riacceso il dibattito sul possibile scioglimento di associazioni o movimenti di ispirazione fascista. In Italia sono tre  i precedenti di movimenti politici sciolti: si tratta diOrdine Nuovo, sciolto nel 1973, Avanguardia Nazionale, sciolta nel 1976, e Fronte nazionale, sciolto nel 2000. In Europa tra i gruppi di ispirazione neofascista banditi di recente dai rispettivi governi di Grecia, Germania e Francia rientrano Alba dorata, Combat 18 e Generation identitaire. La prima usava bandiere con il meandros, ovvero la ‘greca’, che somiglia tanto ad una svastica. Il 7 ottobre 2020 è stata bandita come organizzazione criminale perché i suoi leader sono stati giudicati responsabili di omicidi e violenze ai danni degli immigrati, condannando il suo leader Ioannis Lagos a 13 anni e otto mesi di carcere. In Germania COMBAT 18 è stato invece messo al bando il 23 gennaio 2020 dal ministro dell’Interno Horst Seehofer, in seguito all’uccisione da parte di terroristi di estrema destra del politico della Cdu Walter Lübcke. Mentre in Francia il movimento politico GENERATION IDENTITAIRE è stato sciolto nel marzo 2021 per “incitamento alla discriminazione, all’odio e alla violenza” sulla base di “razza” e “religione”. Tra i suoi sostenitori, da cui ha ricevuto donazioni, vi è il sovranista Brenton Tarrant, l’australiano responsabile degli attacchi alle moschee in Nuova Zelanda nel 2019 che provocarono 51 morti. 
Nel nostro Paese due sono le strade percorribili per poter sciogliere un movimento di matrice neofascista: in primo luogo la nostra Carta costituzionale vieta nelle disposizioni transitorie e finali, all’articolo XII, la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista stabilendo con legge, per non oltre un quinquennio dall’entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista. In secondo luogo c’è la legge Scelba del 20 giugno del 1952, che dà attuazione dei principi costituzionali, disponendo nel primo articolo che “si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie delpartito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attivita’ alla esaltazione di esponenti, princi’pi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista”. L’articolo 2 della legge stabilisce le sanzioni penali nei confronti di “chiunque promuove, organizza o dirige le associazioni, i movimenti o i gruppi indicati nell’art. 1”. Tali soggetti sono puniti “con lareclusione da cinque a dodici anni. Chiunque partecipa a tali associazioni, movimenti o gruppi è punito con la reclusione da due a cinque anni. Se l’associazione, il movimento o il gruppo assume in tutto o in parte il carattere di organizzazione armata o paramilitare, ovvero fa uso della violenza, le pene sono raddoppiate”. Mentre l’articolo 3 della Legge Scelba prevede lo “scioglimento e la confisca dei beni” del partito. Nello specifico qualora con sentenza della magistratura risulti accertata la riorganizzazione del disciolto partito fascista, il ministro per l’Interno, sentito il Consiglio dei Ministri, ordina lo scioglimento e la confisca dei beni dell’associazione, del movimento o del gruppo. Nei casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo, adotta il provvedimento di scioglimento e di confisca dei beni mediante decreto- legge”.
Ma si può ravvisare un’ipotesi di “urgenza necessaria” che giustifichi questo atto? La decisione ovviamente è di natura squisitamente politica. Quindi sì, in linea teorica si può sciogliere Forza Nuova, ma la vera questione riguarda l’effettiva opportunità di percorrere questa strada, nell’attuale contesto sociale, senza correre il rischio di immaginare da questo momento in poi i nostri governanti come dei “politici censori” che preferiscono optare per un atto d’imperio ignorando totalmente il concetto di fiducia nella capacità pensante della comunità civile. 

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