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Lo “strano” caso di Badolato: lo sconfitto diventa vicesindaco

Il neo eletto Parretta nomina come braccio destro il suo sfidante, ritenuto alla guida di una lista civetta. Il primo cittadino: «Polemiche riduttive»

Pubblicato il: 20/10/2021 – 22:22
Lo “strano” caso di Badolato: lo sconfitto diventa vicesindaco

CATANZARO Il candidato sindaco sconfitto che diventa vicesindaco. Accade a Badolato, piccolo e bellissimo borgo sulla costa ionica catanzarese, dove il primo cittadino Giuseppe Nicola Parretta, eletto sindaco con una percentuale bulgara nelle ultime elezioni, ha nominato quale vice il suo sfidante, Ernesto Maria Menniti, in pratica colui che dovrebbe essere il capo dell’opposizione in consiglio comunale. A raccontare la vicenda è stata la Gazzetta del Sud, evidenziando come in pratica la nomina di Menniti a vicesindaco avrebbe confermato i “rumors” secondo cui la sua fosse in realtà una lista “civetta” e quindi il suo ingresso in Giunta sarebbe una sorta di gratificazione da parte di Parretta. Sempre rumors, tra l’altro, ricordano che in effetti la discesa in campo di Menniti alle Comunali sarebbe effettivamente maturata pochissime ore prima della scadenza del termine della presentazione delle liste. E le elezioni non avrebbero avuto praticamente storia: Parretta (leader di “Vivi Badolato”) eletto sindaco con 1.007 voti pari al 94,1%, per Menniti (leader di “Uniti per Badolato”) il 7,9%. Insomma, motivi per alimentare sospetti e retropensieri ce ne sarebbero a a bizzeffe, ma per Parretta non c’è nulla di strano.

«Vicenda singolare solo per chi non conosce la situazione»

«È una vicenda che può apparire singolare solo a chi non conosce la realtà di Badolato e non ha vissuto la fase pre-elettorale», spiega Parretta al Corriere della Calabria. «Questa nomina fa parte di un percorso di apertura totale verso tutte le forze che abbiamo chiamato a partecipare attivamente alla vita amministrativa di Badolato. Nella fase pre-elettorale abbiamo perseguito il tentativo, poi purtroppo non raggiunto, di arrivare possibilmente a una lista unitaria che vedesse coinvolte tutte le forze attive per aggregare, rilanciare il paese e sanare situazioni di contrasto, e l’ultima cosa che doveva esserci era la mia presenza come candidato. Non ci siamo arrivati, ma con le forze con cui il confronto è stato serrato in estate ci siamo lasciati con l’intento di riprendere un cammino unitario all’indomani della competizione elettorale. Se altre forze, come il Pd o “Badolato in Comune” e altri, per motivazioni loro interne, non si sono presentate non si può addossare la responsabilità agli unici – mi si passi il termine – cretini che per l’ennesima volta si sono sacrificati per il bene di Badolato. E devo dire – aggiunge il sindaco – che quasi “obtorto collo” mi sono visto costretto a rimetterci la faccia per non lasciare Badolato nel nulla. Ernesto Menniti, che è un carissimo e fraterno amico con il quale portavamo avanti l’idea di una lista unitaria insieme con altri, ha costituito la sua lista, ma in campagna elettorale i comizi li abbiamo fatti insieme. La sua candidatura nasce per proseguire il discorso che avevamo iniziato insieme in fase pre-elettorale, era anche un modo per allargare la partecipazione alla vita amministrativa del Comune di Badolato. Vedere Ernesto Menniti vicesindaco come una iattura – sostiene Parretta – è molto riduttivo del lavoro pre-elettorale e di quelli che sono i nostri intenti per andare avanti. E abbiamo chiesto anche alle forze che non si sono presentate il loro contributo alla nostra azione di governo, perché noi vogliamo aprirci a tutti e non chiuderci a riccio».

La polemica con il presidente dell’Antimafia Morra

Sulla vicenda comunque si fionda comunque anche il presidente della Commissione Parlamentare antimafia Nicola Morra, che su facebook ha postato: «Divertente, no? A Badolato, paese funestato dalla presenza di organizzazioni criminali, in provincia di Catanzaro, alle comunali di pochi giorni fa c’erano solo due liste che si confrontavano. Ed ora il vicesindaco è il candidato sindaco sconfitto. Forse era una lista civetta? Ma se ci sono liste civetta, che senso ha votarle? Anzi, che senso ha votare? Ah, la democrazia…». «Non è bello che un uomo delle istituzioni scriva che è meglio non andare a votare e inviti i cittadini a non votare», è la replica di Parretta. (c. a.)

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