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Inchiesta “Molière”, annullato il sequestro preventivo al dottor Francesco Lupia

Il medico è indagato, con ad altri sanitari, con l’accusa di essersi assentati dal servizio per ritorsione nei confronti dell’Asp e per paura del Covid

Pubblicato il: 19/11/2021 – 19:41
Inchiesta “Molière”, annullato il sequestro preventivo al dottor Francesco Lupia

CATANZARO Il Tribunale del riesame di Catanzaro ha annullato il decreto di sequestro preventivo emesso dal gip nei confronti del dottore Francesco Lupia, accusato insieme ad altri sanitari del 118 di falso ideologico e truffa aggravata ai danni dell’Asp di Catanzaro. Secondo l’accusa, tutti gli indagati, compreso il Lupia, si sarebbero lungamente assentati dal servizio di emergenza, deducendo falsi certificati di malattia, sia come forma di ritorsione nei confronti dell’Asp di Catanzaro, che aveva revocato loro una indennità, sia per timore di subire il contagio nella fase acuta dell’emergenza epidemiologica. Accusa che il medico – difeso dagli avvocati Giusi Possidente e Francesco Iacopino – ha subito avversato presentando ricorso al Tribunale del Riesame, al fine di rappresentare ai giudici l’infondatezza dei gravissimi addebiti disegnati dalla Procura. I legali, nel corso della discussione, hanno depositato corposa documentazione medica, corredata da una consulenza medico legale e da memoria difensiva, con la quale hanno sottolineato l’assoluta correttezza dell’operato del dottore Lupia e l’effettività (oltre che serietà) delle patologie via via certificate all’Asp, a giustificazione dell’assenza dal lavoro del medico, imposta da uno stato di salute che lo ha costretto anche a un intervento chirurgico. In particolare, la difesa ha evidenziato come talune circostanze dedotte e documentate in udienza fossero, in realtà, già emerse in fase di indagini, senza tuttavia essere approfondite dagli investigatori. Ancora, a ulteriore conferma dell’assenza di qualsiasi forma di “reazione” scomposta e illegittima da parte del Lupia, la difesa ha evidenziato come il predetto sanitario abbia avversato la delibera Asp nelle sedi giudiziarie competenti, affidandosi al ministero di un avvocato giuslavorista e producendo documentazione sulla pendenza del relativo giudizio. Infine, a definitiva dimostrazione della serenità del medico, la difesa ha evidenziato come lo stesso, forte della propria rettitudine e onestà e in un’ottica chiarificatrice, avesse chiesto immediatamente, all’indomani del primo atto di indagine comunicato agli indagati e ai difensori, di essere interrogato dal requirente, senza tuttavia essere sentito, salvo poi ricevere il sequestro dei propri conti correnti. Sequestro oggi revocato dal Tribunale del Riesame che ha ritenuto fondate le tesi difensive.

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