Meno reati ma più interdittive antimafia, boom nel 2026. Occhi puntati sugli ospedali calabresi – TUTTI I DATI
Dal calo degli omicidi al boom dei sequestri di droga nelle stazioni, passando per scioglimenti, beni confiscati e controlli sulle grandi opere
ROMA Meno omicidi, furti e rapine, ma più interdittive antimafia e più operazioni contro il traffico internazionale di droga. È la fotografia che emerge dal Dossier Viminale 2026, il documento del ministero dell’Interno che raccoglie i principali dati sulla sicurezza in Italia e che dedica un capitolo specifico alla prevenzione antimafia. Un fronte sul quale compare direttamente anche la Calabria, con i controlli sulle grandi opere estesi agli interventi che interessano il sistema ospedaliero regionale. Nel primo semestre del 2026 i reati denunciati in Italia sono stati 1.068.240, contro 1.186.268 dello stesso periodo del 2025: una riduzione di circa il 10%. Il calo interessa alcuni dei delitti a maggiore allarme sociale: gli omicidi volontari passano da 163 a 138 (-15,3%), i furti da 493.975 a 437.800 (-11,4%), le rapine da 14.275 a 12.515 (-12,3%). Diminuiscono anche le violenze sessuali, da 3.384 a 3.142 (-7,1%), e le truffe e frodi informatiche, da 152.012 a 137.529 (-9,5%).
Vittime donne, il calo del 37%
Uno dei dati più significativi riguarda gli omicidi con vittime di sesso femminile e i femminicidi. Nel primo semestre 2025 erano stati 54, mentre nello stesso periodo del 2026 sono 34, con una diminuzione del 37%. Il dossier precisa che, dopo l’entrata in vigore del nuovo reato di femminicidio nel dicembre 2025, nei primi sei mesi dell’anno sono state registrate 26 vittime di omicidio volontario e 8 vittime di femminicidio. Aumentano contemporaneamente gli ammonimenti del questore, passati da 4.138 a 4.582 (+10,7%). In particolare quelli per violenza domestica crescono del 24,1%, da 2.616 a 3.247, mentre diminuiscono quelli per stalking.
Antimafia, le interdittive crescono del 19,9%
È però sul versante della criminalità organizzata che il dossier restituisce alcuni dei numeri più rilevanti. Nel primo semestre del 2026 sono stati adottati 577 provvedimenti nell’ambito della prevenzione antimafia. Le interdittive vere e proprie sono passate dalle 416 dei primi sei mesi del 2025 a 499 nello stesso periodo del 2026, con una crescita del 19,9%. Ancora più marcato l’incremento delle informazioni antimafia, salite da 293 a 387 (+32,1%), mentre le comunicazioni antimafia scendono da 123 a 112. In diminuzione anche i provvedimenti di prevenzione collaborativa, passati da 103 a 78. È in questo capitolo che entra direttamente in scena la Calabria. Tra le grandi opere infrastrutturali sottoposte ai controlli antimafia, il Viminale cita infatti, accanto alla ricostruzione post-sisma e ai Giochi di Milano Cortina 2026, gli «interventi sul sistema ospedaliero della regione Calabria». Complessivamente, nell’ambito di queste grandi opere, dal 22 ottobre 2022 al 30 giugno 2026 risultano 132 interdittive adottate e 261 accessi ai cantieri. Il dossier non fornisce però una suddivisione territoriale di questi dati e dunque non consente di stabilire quanti dei provvedimenti riguardino specificamente la Calabria.
Trentotto enti locali sciolti dal 2022
Sul fronte della prevenzione antimafia negli enti locali, nei primi sei mesi del 2026 sono stati disposti 6 scioglimenti, uno in meno rispetto ai 7 dello stesso periodo del 2025. Sei anche gli accessi ispettivi antimafia. Allargando l’orizzonte al periodo compreso tra il 22 ottobre 2022 e il 30 giugno 2026, i provvedimenti di scioglimento sono stati 38, mentre gli accessi ispettivi negli enti locali sono stati 44. Anche in questo caso il documento non propone una ripartizione regionale.
Oltre 37mila beni confiscati ancora in gestione
Imponente anche il patrimonio sottratto alla criminalità organizzata. Al 30 giugno 2026 risultano 37.576 beni in gestione, mentre 22.127 sono stati restituiti alla collettività dal 22 ottobre 2022, per un valore complessivo di 864 milioni di euro. Oltre 8mila sono stati destinati nel solo 2025, con un incremento del 300% rispetto al 2021. Un settore che vede direttamente impegnata anche la calabrese Wanda Ferro, sottosegretaria al ministero dell’Interno con delega ai beni confiscati, competenza nell’ambito della quale segue le attività legate alla valorizzazione e alla restituzione alla collettività dei patrimoni sottratti alla criminalità organizzata. Per il Mezzogiorno, area nella quale il dossier comprende Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia, sono stati finanziati 251 interventi di recupero, rifunzionalizzazione e valorizzazione dei beni confiscati, per un valore complessivo di 270 milioni di euro. Alle vittime di mafia sono stati invece erogati 21,2 milioni di euro nel solo primo semestre 2026, dei quali 18,2 milioni destinati alle vittime di reati di tipo mafioso. Dal 22 ottobre 2022 al 30 giugno 2026 le risorse complessivamente erogate raggiungono i 125 milioni di euro. Per le vittime di racket e usura, nei primi sei mesi dell’anno sono stati deliberati complessivamente circa 7,7 milioni. Le istanze per racket diminuiscono, ma quelle accolte passano da 55 a 75 (+36,4%), mentre le somme deliberate crescono da 6,4 a 7,3 milioni. Dal 2022 le risorse deliberate per racket e usura ammontano complessivamente a 54,4 milioni di euro.
Droga, meno sequestri ma più operazioni internazionali
Sul fronte degli stupefacenti il quadro è più articolato. Nei primi sei mesi del 2026 le persone denunciate o arrestate nelle attività antidroga sono 11.914, il 10,6% in meno rispetto alle 13.328 dello stesso periodo del 2025. Le sostanze sequestrate scendono da 26,9 a 25,2 tonnellate (-6,3%) e i reati di spaccio diminuiscono del 2%. In controtendenza, però, crescono dell’11% le operazioni contro il traffico internazionale di stupefacenti, un dato particolarmente significativo sul versante delle grandi rotte del narcotraffico. Numeri consistenti arrivano anche dalle cosiddette operazioni ad Alto Impatto: dal 2023 al giugno 2026 ne sono state realizzate 4.172, con oltre 1,1 milioni di persone controllate, 2.373 arresti e 13.887 denunce. Controllati anche oltre 214mila veicoli e 28mila esercizi pubblici, mentre sono stati individuati 1.361 lavoratori in nero o irregolari.
Zone rosse, oltre 12mila allontanamenti
Dal 2024 al 30 giugno 2026 nelle province dove sono state istituite le cosiddette zone rosse sono state controllate 2.336.902 persone. I soggetti allontanati sono stati 12.876. Alla base dei provvedimenti, nel 39% dei casi ci sono reati contro il patrimonio, nel 33% violazioni in materia di stupefacenti e nel 28% reati contro la persona.
Terrorismo e sicurezza informatica
Crescono sensibilmente le espulsioni per motivi di sicurezza dello Stato, passate dalle 21 del primo semestre 2025 alle 38 del 2026 (+80,9%). I foreign fighters monitorati sono 156, mentre dal 22 ottobre 2022 sono stati rimpatriati 254 soggetti definiti dal dossier «pericolosi», individuati nell’ambito delle attività contro radicalizzazione, estremismo e terrorismo. Sul fronte cyber diminuiscono invece gli attacchi rilevati contro le infrastrutture critiche: da 4.911 a 4.082 (-16,9%). I casi di cyberterrorismo scendono da 116 a 89, mentre gli indagati sono stati 84, il 71% in più rispetto al primo semestre 2025.
Ordine pubblico, più feriti tra le forze di polizia nelle piazze
Nel primo semestre si sono svolte 7.149 manifestazioni, delle quali 169, pari al 2,4%, hanno presentato criticità. Le manifestazioni di piazza sono diminuite da 6.540 a 5.713, mentre quelle sportive sono aumentate da 1.357 a 1.436. Un dato in controtendenza riguarda gli operatori delle forze di polizia feriti durante le manifestazioni di piazza: sono stati 136, il 61,9% in più rispetto al 2025. Negli eventi sportivi, al contrario, i feriti tra le forze dell’ordine sono scesi a 45 (-35,7%).
Stazioni, triplicano quasi i chili di droga sequestrati
Aumentano i controlli nelle stazioni ferroviarie. Nei primi sei mesi del 2026 le persone controllate sono state oltre 2,5 milioni, il 6,8% in più rispetto all’anno precedente, mentre gli arrestati sono saliti da 558 a 625. Il dato più vistoso riguarda la droga sequestrata: da 6.137 chili del primo semestre 2025 a 17.180 chili nel 2026, con un incremento del 179,9%. Aumentano anche le armi sequestrate, da 191 a 238. Nelle aree ferroviarie diminuiscono invece rapine (-28,5%), furti (-3,3%) e danneggiamenti (-5,7%).
Quasi 46mila nuove assunzioni nelle forze dell’ordine
Dal 22 ottobre 2022 al 30 giugno 2026 sono state effettuate 45.977 nuove assunzioni nelle forze dell’ordine: 17.325 nella Polizia di Stato, 19.326 nell’Arma dei Carabinieri e 9.326 nella Guardia di finanza. Il saldo indicato dal Viminale è di 2.527 unità in più rispetto al turnover, mentre altre 25.125 assunzioni sono già programmate entro il 2027. Per i Vigili del fuoco le nuove assunzioni dal 2022 sono state invece 6.897, con 2.599 unità oltre il turnover e altre 3.367 assunzioni già programmate entro il 2027.
Sbarchi dimezzati, rimpatri in aumento
Il dossier registra una forte riduzione degli arrivi via mare: dai 30.060 del primo semestre 2025 ai 14.388 dei primi sei mesi del 2026, con un calo del 52,1%. Dal 2023 al giugno 2026, secondo il Viminale, sono state bloccate 275.463 partenze in collaborazione con Libia e Tunisia, delle quali 20.157 nel primo semestre di quest’anno. Nello stesso periodo aumentano i rimpatri. Nei primi sei mesi del 2026 sono stati 4.432, contro i 3.301 dell’anno precedente (+34,3%). Quelli eseguiti per espulsione crescono del 28,5%, mentre i rimpatri volontari assistiti passano da 324 a 607, con un aumento dell’87,3%. Alla frontiera con la Slovenia, dal ripristino temporaneo dei controlli nell’ottobre 2023 al giugno 2026, sono state controllate 1,5 milioni di persone e quasi 719mila veicoli. Rin-tracciati 11.658 stranieri irregolari in ingresso, individuati 623 soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza nazionale e arrestate 678 persone, 289 delle quali per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Sicurezza urbana e prevenzione
Sul fronte della sicurezza urbana il dossier indica 156 milioni di euro stanziati dal 2023 per il piano videosorveglianza, con 909 progetti comunali finanziati per 118 milioni. Altri 100 milioni sono destinati al contrasto al degrado urbano, alla messa in sicurezza delle aree degradate e alla prevenzione della cosiddetta mala movida; 22 milioni sono destinati a 72 Comuni per assunzioni di personale della Polizia locale. Per il contrasto alle truffe agli anziani sono stati stanziati 2 milioni di euro per 109 Comuni, mentre il progetto “Scuole sicure” mette a disposizione 1,5 milioni per 50 Comuni per rafforzare i controlli antidroga negli istituti e nelle aree circostanti. Altri 1,5 milioni finanziano “Spiagge sicure”, destinato a 60 Comuni contro abusivismo commerciale e contraffazione. Dal 2022 sono inoltre stati liberati 6.101 alloggi di edilizia residenziale pubblica, nell’ambito di 313 sgomberi di occupazioni abusive nelle città metropolitane.
Oltre mezzo milione di interventi dei Vigili del fuoco
Chiude il quadro il soccorso pubblico. Nei primi sei mesi del 2026 i Vigili del fuoco hanno effettuato 508.182 interventi. Il dossier ricorda anche l’impiego di 41 vigili del fuoco italiani dopo il sisma del 24 giugno in Venezuela e tre missioni antincendio nell’ambito del Meccanismo europeo di protezione civile in Portogallo, Tunisia e Spagna. Sul piano internazionale il Viminale segnala, infine, accordi sottoscritti nel primo semestre con diversi Paesi: tra questi il memorandum antidroga con l’Albania, un accordo in materia di sicurezza con il Senegal, iniziative di contrasto alla criminalità con il Kenya e pattuglie italo-francesi contro l’immigrazione clandestina. (redazione@corrierecal.it)
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