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Rifiuti, si impenna la tassa a Vibo con il +44,9 rispetto a una media nazionale del +1,5%

Conto salato per le famiglie calabresi che spendono 324 euro all’anno (+5,9%). A pagare meno di tutti i veneti con 232 euro

Pubblicato il: 26/11/2021 – 12:36
Rifiuti, si impenna la tassa a Vibo con il +44,9 rispetto a una media nazionale del +1,5%

CATANZARO E’ di 324 euro la spesa pagata in media nel 2021 da una famiglia calabrese per la tassa rifiuti, con un aumento del 5,9% rispetto al 2020. Un incremento superiore rispetto a quello nazionale del 1,5%, attualmente una famiglia italiana spende mediamente 312 euro per la stessa imposta. Dando uno sguardo ai dati dei capoluoghi e alle città in tutta Italia il tasso di incremento varia e in testa alla classifica nazionale delle città col conto più salato si piazza Vibo Valentia che registra un +44,9 per cento sulla tassa dei rifiuti. Notevoli sono anche le le differenze tariffarie fra i singoli capoluoghi di provincia della regione: in Calabria, si va dai 239 euro di Catanzaro ai 443 di Reggio Calabria. Quanto a raccolta differenziata, inoltre, la Calabria si colloca in basso rispetto alla media nazionale: nel 2019, siamo al 47,9% di rifiuti differenziati in regione rispetto al 61,3% del resto del Paese. È questo il quadro che emerge dalla annuale rilevazione dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva , disponibile online sul sito www.cittadinanzattiva.it. L’indagine sui costi sostenuti dai cittadini per lo smaltimento dei rifiuti in tutti i capoluoghi di provincia prende come riferimento nel 2021
una famiglia tipo composta da 3 persone ed una casa di proprietà di 100 metri quadri. L’indagine è realizzata nell’ambito delle “Iniziative a vantaggio dei consumatori”, finanziate dal Ministero dello sviluppo economico, Legge 388/2000 – anno 2020.

I dati

Il Veneto è la regione che spende meno

La regione con la spesa media più bassa è il Veneto, dove si registra anche una
diminuzione del 4% circa rispetto all’anno precedente. Al contrario, la regione con la spesa più elevata resta la Campania con 416 euro (-0,6% rispetto al 2020). A livello territoriale si registrano aumenti in dodici regioni: incremento a due cifre in Liguria (+10,3%), segue la Basilicata con +8,1%, il Molise con +6,1% e la Calabria con +5,9%; tariffe in diminuzione in sei: in Sardegna si registra un -5% e in Veneto un -3,8%.
Catania è il capoluogo di provincia più costoso (504 euro stabile sul 2020), Potenza il più economico (131euro, ma in aumento rispetto al 2020, 121euro). Rispetto ai 112 capoluoghi di provincia esaminati, sono state riscontrate variazioni in aumento (rispetto al 2020) in ben 53 capoluoghi, situazioni di stabilità in 37 e variazioni in diminuzione in 22. A Vibo Valentia l’incremento più elevato (+44,9%), a Rovigo la diminuzione più consistente (-23%).

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