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«Pnrr, due dottorati di ricerca per ogni piccolo comune»

Sono consapevole e preoccupato per l’inadeguatezza delle strutture municipali medio-piccole nell’affrontare l’emergenza Pnrr.Sì, è proprio un’emergenza quella a cui saranno chiamate le amministraz…

Pubblicato il: 29/11/2021 – 11:30
di Salvatore Magarò*
«Pnrr, due dottorati di ricerca per ogni piccolo comune»

Sono consapevole e preoccupato per l’inadeguatezza delle strutture municipali medio-piccole nell’affrontare l’emergenza Pnrr.
Sì, è proprio un’emergenza quella a cui saranno chiamate le amministrazioni comunali nel fronteggiare gli impegni che l’ingente quantità di spesa pubblica richiederà ai comuni. Il rischio è che queste somme passeranno sulla testa delle cittadinanze senza che ne trarranno il beneficio che c’è, invece, da aspettarsi.
Il Pnrr cambia la metodica della spesa. Non più per settori ma per territori, ma gli enti esponenziali delle comunità locali rischiano di restare a guardare. Anche la Regione senza il supporto delle amministrazioni locali (anche quelle piccole) rischia una spesa infruttuosa e di non centrare gli obiettivi di sviluppo sostenibile.
Ho avuto in questi giorni, l’opportunità di colloquiare con il prof. Enrico Caterini, coordinatore del corso di giurisprudenza dell’UniCal, al quale ho esposto i dubbi comuni a tutti gli amministratori delle tante piccole municipalità della Calabria, tessuto connettivo della società e dell’economia regionale.
Sono cosciente che senza un cambio di passo in termini di processo rapido di ri- professionalizzazione degli enti territoriali il consuntivo del Pnrr sarà l’ennesimo dissesto, questa volta europeo. Il dubbio è più che fondato, d’altronde lo stato diffuso di difficoltà delle amministrazioni locali nella gestione dell’«ordinario» è premonitore di una overdose di spesa eterodiretta che rischia di vedere gli enti semplici spettatori.
Le Università calabresi in questo possono sostenere gli enti. La Regione potrebbe destinare le risorse adeguate a selezionare 2 dottorati di ricerca per ogni comune con popolazione inferiore a 5mila abitanti, nei settori ingegneristico, economico e giuridico, selezionati dalle Università regionali, in base a progetti di ricerca applicata allo sviluppo del territorio. Le idee progettuali verrebbero preselezionate dagli ambiti territoriali, sotto una regia regionale. I dottorati verrebbero applicati negli enti e destinati a definire i progetti esecutivi degli investimenti infrastrutturali secondo un processo di pianificazione definito nelle istituzioni locali e regionali. È un modo per «armare» culturalmente le istituzioni del territorio e dare in tempi brevi il colpo di reni ad essi necessario.
Ritengo che il presidente della Regione debba aprire un dialogo con i sindaci dei piccoli comuni calabresi per questa importante questione.

*sindaco di Castiglione Cosentino

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