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Lamezia, “Alla ricerca del cibo perduto”. L’unicità della Calabria in un libro

Una guida sugli antichi sapori regionali. Gli autori: «Ritrovare una nuova sacralità del cibo nel presente è il leitmotiv del nostro lavoro»

Pubblicato il: 12/12/2021 – 8:07
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Lamezia, “Alla ricerca del cibo perduto”. L’unicità della Calabria in un libro

LAMEZIA TERME La Calabria ha un patrimonio straordinario per nutrire corpo, mente e cuore, un patrimonio che vale la pena recuperare per ricordare ai calabresi le loro origini e tramandarle alle generazioni future. Parte da questo obiettivo il libro “Alla ricerca del cibo perduto” scritto a quattro mani da Manuelita Iacopetta e Pietro Ardito. Una docente e un medico di Lamezia Terme, entrambi con la passione per la buona tavola e per le tradizioni passate, che hanno deciso di realizzare una guida sugli antichi sapori regionali, edita da Grafichéeditore. «Le ricette sono una scusa per arrivare a qualcos’altro – ha detto Ardito durante la presentazione del libro che si è tenuta all’Istituto Einaudi di Lamezia Terme – abbiamo intervistato le persone più diverse per recuperare le ricette perdute delle loro famiglie. Nei piatti e nei profumi della tradizione familiare ognuno trova un po’ di sé. E’ per questo che il libro, da testo gastronomico, assume anche un’accezione storica e filosofica». Per l’autore la ricerca culinaria va oltre il piacere della buona cucina, e diventa, infatti, un modo per risvegliare in noi un universo di ricordi e storie, individuali quanto universali, che ci appartengono e che costituiscono le nostre radici territoriali e personali. «Una delle istanze dell’essere – ha continuato Ardito – è proprio il cibo» spiegando come recuperare un rapporto consapevole con quest’ultimo ci aiuterebbe a vivere più in armonia con noi stessi, con la nostra storia e col mondo che ci circonda. «Ritrovare una nuova sacralità del cibo e della vita nel presente è il leitmotiv della nostra ricerca – ha detto l’altra autrice, Iacopetta – il lavoro ideato aveva come scopo una missione: realizzare un libro che ostacolasse la perdita di identità avviata con la globalizzazione. Per sapere dove vogliamo andare prima dobbiamo sapere chi siamo e da dove veniamo». Iacopetta si sofferma sulla funzione sociale e morale del libro raccontando quanto sia centrale nell’esistenza di ognuno il ritrovamento delle proprie origini. «I momenti di condivisione che caratterizzavano i pranzi di un tempo – ha detto -sono stati sostituiti da pranzi veloci dove non ci si incontra più e dove spesso non si presta attenzione a quello che si mangia; e dove ancora più di frequente si sprecano gli avanzi, mentre una volta si riciclava tutto. Si rispettava la tavola e l’ambiente». “Alla ricerca del cibo perduto”, dunque, racchiude pagine di tradizione e di storia, oltre ad antiche ricette, ed è un tesoro che custodisce le usanze e i profumi che rendono la Calabria una terra unica e mediterranea.
Oltre agli autori alla presentazione del libro sono intervenuti Paolo Mascaro, sindaco di Lamezia Terme; Giancarlo Nicotera, presidente del Consiglio comunale; Giorgia Gargano assessore alla Cultura; Luisa Vaccaro assessore allo spettacolo. Maria Scaramuzzino, giornalista; Tommaso Cozzitorto, critico letterario; Mario Maruca, attore; Rossana Costantino dirigente Istituto Einaudi; Nella Fragale editore; «Libro molto bello e interessante. – ha commentato Cozzitorto. Leggendolo acquisisci notizie ed elementi culturali importanti e dici ‘ecco cos’è la mia regione’. Per la stesura dell’opera c’è un grande lavoro dietro, antropologico e filologico; in tante pagine la storia si intreccia col mito. È una sorta di mappa geografica della gastronomia calabra. Questo libro copre un vuoto perché è qualcosa che non c’era”». Ad intervenire anche Giorgia Gargano, assessore alla Cultura del Comune di Lamezia: «Noi siamo quello che mangiamo ma spesso lo dimentichiamo; ciò che ci nutre ha un’intima relazione con noi».
Il commento di Paolo Mascaro, sindaco di Lamezia: «Non dobbiamo mai dimenticare il passato perché altrimenti il futuro non può avere basi. Questo libro ci ricorda ancora una volta che dobbiamo costruire una regione che deve valorizzare la sua storia, le sue tradizioni; tutto ciò che ancora costituisce motivo di conoscenza e di sviluppo. Dobbiamo essere orgogliosi della nostra tradizione e non dimentichiamo che il Comune di Lamezia ha aderito senza tentennamenti al distretto del cibo». A dare il suo contributo anche Giancarlo Nicotera, presidente del consiglio comunale: «Il libro è un manuale del buon cibo, del mangiar sano. Un volume che ci esorta a riscoprire la genuinità dei prodotti da portare a tavola non solo per onorare la nostra tradizione ma per tutelare il nostro benessere psico-fisico perché mangiar bene vuol dire stare bene» (a.col).

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