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Cisl Medici: «Continua il caos nella gestione del “Mater Domini”»

Il sindacato denuncia una serie di incongruenze nel rapporto col commissario Giuliano. «Nuovi accordi violano impegni contrattuali già assunti»

Pubblicato il: 14/12/2021 – 8:24
Cisl Medici: «Continua il caos nella gestione del “Mater Domini”»

CATANZARO «Ancora contraddizioni e caos nella gestione delle relazioni sindacali da parte del Commissario Giuliano che insieme a Cgil Fp e Uil Fp, che esprimono il 10 % della rappresentatività aziendale, ha sottoscritto il 30 novembre, come sbandierato sulla stampa, un accordo che viceversa appare violare norme ed impegni contrattuali già assunti». Così in una nota di Cisl Medici.
«Infatti – continua – l citato “contratto decentrato 2021”, se così si può chiamare, riferendosi al fondo contrattuale del 2018 disconosce quanto concordato già nel contratto decentrato sulla premialità 2019 sottoscritto nel mese di giugno da parte dello stesso Commissario e di tutte le sigle sindacali, comprese Cgil Fp e Uil Fp, e recepito con la delibera numero 534 del 2021, ma mai rispettato. A nulla sono valse le numerose istanze al Commissario Giuliano da Cisl Medici, Aaroi-Emac, Anaao-Assomed, Fassid-Sinafo che esprimono oltre il 90% della rappresentatività sindacale aziendale, a dare seguito all’applicazione integrale dell’accordo sulla premialità 2019, la cui attuazione risulta propedeutica e necessaria per l’avvio delle successive annualità 2020/2021.
Inaccettabile appare, poi, il comportamento omissivo del Commissario, malgrado la convocazione del 24 novembre sulle richieste di accesso agli atti del 13.10.2021 inerenti il contratto integrativo 2019 che con delibera n. 601 del 08.10.2021 è stato chiaramente disatteso malgrado il suo carattere vincolante. Con l’accordo del 30 novembre, grazie ad un sindacalismo contraddittorio, si vorrebbe annullare un contratto decentrato precedente (2019) violando perfino semplici regole di contabilità, con la previsione di sanare con i fondi del 2018 disavanzi dell’anno 2020, e norme contrattuali, utilizzando le stesse risorse del 2018 “per attività progettuali per tutti gli aventi diritto”. È evidente lo stato confusionale dei sottoscrittori dell’accordo, Commissario e sindacati Cgil Fp e UIL Fp, che ignorano come le risorse del fondo per la retribuzione di risultato, se non utilizzate integralmente nello stesso anno, sono vincolate esclusivamente allo stesso istituto contrattuale (comma 8 art. 95 CCNL 2016/2018), pena la nullità degli atti non conformi al Ccnl».
Ma secondo Cisl Medici vi sarebbero anche altre incoerenze: «Le citate “attività progettuali” non sono state previste e validate nel piano della performance del 2021, rendendone impossibile una loro valutazione e retribuzione con risorse contrattuali. Non si comprende se tale scelta del Commissario, con il concorso dei due sindacati CGIL Fp e UIL FP, sia una strategia scellerata per non dar seguito agli impegni assunti con l’accordo per la premialità 2019 o se tale “nuovo” accordo sia semplicemente conseguenza della scarsa conoscenza delle norme da applicare oppure una dolosa violazione delle regole e delle prerogative sindacali. Si aggiunga che il nuovo accordo sottoscritto dal Commissario, oltre ad essere palesemente viziato per la violazione delle procedure, presenta gravissimi errori sui dati numerici considerati e contrasta con i riferimenti contrattuali generali ai quali le aziende devono attenersi a pena di nullità delle clausole sottoscritte (vds art. 7 comma 6 CCNL 2016/2018). Ed invero, nel nuovo accordo nessuna norma ha disciplinato e previsto che gli incarichi devono essere dati “prioritariamente” ai dirigenti a rapporto esclusivo o una suddivisione degli incarichi di base secondo gli anni di servizio! Le associazioni scriventi perseguono il rispetto delle regole e dei contratti ed hanno dato mandato all’avvocato Antonello Talerico al fine di promuovere ogni specifica azione di tutela per il giusto riconoscimento dei diritti della dirigenza medica e sanitaria, senza escludere un esposto alla Procura della Repubblica. È inaccettabile il comportamento incoerente di un management che invece di garantire serenità al personale medico e sanitario che, in questo momento, ancora di più si sta prodigando per il bene dei cittadini, rimane indifferente ai loro diritti ed alle regole contrattuali».  

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