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La riflessione

«Catanzaro ha necessità di rinascere»

«L’appetito vien mangiando», diceva il frate umanista Angels di Maus, ma «la sete se ne va bevendo». Ma è proprio vero che si riferisce soltanto al cibo? O forse non riguarda ciò che vorremmo aver…

Pubblicato il: 27/12/2021 – 9:08
di Franco Scrima*
«Catanzaro ha necessità di rinascere»

«L’appetito vien mangiando», diceva il frate umanista Angels di Maus, ma «la sete se ne va bevendo». Ma è proprio vero che si riferisce soltanto al cibo? O forse non riguarda ciò che vorremmo avere e che si desidera raggiungere? Come dire: più si ha e più si vuole. Il proverbio è diventato un vero e proprio modo di intendere la vita e sottolinea l’avidità di alcune persone. Serpeggia anche in taluni strati della cosiddetta società politica che pretende di diventare classe dirigente. Qualcuno addirittura manifesta frenesia per una sua candidatura a sindaco; libero di pensarlo! Attenzione però agli abbagli.
Per governare una città come Catanzaro le competenze devono essere tali e tante da essere sicuri degli atti che si andranno a compiere; guai a ingenerare delusioni perché si pagano sempre. Le conseguenze per chi s’impegna a riordinare una città impoverita e non vi dovesse riuscire per incapacità, o inesperienza o anche per ostruzionismo di altri, sarebbero imperdonabili.
È abbastanza normale che dopo un’influenza l’organismo sia inappetente, ma Catanzaro è affetta da una pandemia cronica, di fronte alla quale non si può rimanere con le mani in mano e attendere che si risolva da sola. In una città siffatta il “mestiere” di sindaco è più difficile di quanto si possa pensare; la cittadinanza pretende, a giusta ragione, che la differenza con il passato sia netta, che tutto funzioni a dovere: che i servizi siano efficienti, le strade riparate, la segnaletica rinfrescata, che l’acqua corrente scorra con regolarità dai rubinetti nelle abitazioni, che le scuole siano tenute in ordine, che le aree pubbliche siano curate, che i controlli siano efficienti. I catanzaresi anelano una città modello, che guardi al futuro, che porti all’adozione di un nuovo strumento urbanistico; una città contemporanea, ma che abbia riguardo per il suo passato, per la sua storia.
Ciò comporta un’inversione di tendenza, a cominciare dalla presenza dei Vigili Urbani sulle strade piuttosto che negli uffici del Palazzo Comunale; ma è anche auspicabile che si evitino i rumori molesti a tarda notte (ma anche di giorno) sia che provengano delle marmitte manomesse di motociclette e automobili, sia che siano causati dal vociare di persone che già con le prime luci del giorno si avviano per il footing mattutino. 
In sostanza è necessario che la quotidianità ritorni ad essere rispettosa della collettività come quando la Città era controllata e accudita. Allo stesso modo bisogna convincersi che amministrare bene non è semplice, ma che abbandonare la città a sé stessa è peggio! Se è vero che governarla comporta fatica, allora è opportuno che il mandato di gestire il Comune sia dato a qualcuno che abbia esperienza e che si avvalga di una Giunta municipale all’altezza del compito. 
Ecco perché Il prossimo sindaco di Catanzaro deve essere scelto più per le sue competenze e per la sua esperienza che per altro; che non sia un arrivista o, ancora peggio, un mestierante della politica. Catanzaro ha bisogno di una persona che conosca i bisogni dei suoi concittadini e che si impegni ad attuare una politica sociale e culturale da raggiungere le coscienze di tutti; un sindaco che sappia ristrutturare i modelli comportamentali del governo locale mettendo ai primi posti i cittadini e la città.
Catanzaro ha la fortuna di poter contare su una società che, tra una gestione clientelare e la difesa dei diritti, tende a scegliere questi ultimi. Dopotutto è questo il modo per ricostruire la comunità, avendo riguardo per i valori sociali e culturali lasciati in eredità dai padri della democrazia, che sono stati presenti anche in questa terra di Calabria.
Ecco perché ci sembra opportuno, a questo punto, citare Alexis de Tocqueville che in una considerazione politica scriveva: «Senza istituzioni comunali una nazione può darsi un governo libero, ma non avrà lo spirito della libertà». C’è, dunque, da considerare che la Città chiede di rinascere, di essere guidata da persone responsabili, che abbiano esperienza, che si assumano l’onere di una gestione che abbia riguardo per i cittadini e per l’ambiente il cui benessere deve essere considerato prioritario a qualsiasi altra causa.
La nostra Città ha bisogno anche di un codice etico che contenga i principi di trasparenza, di imparzialità, di disciplina e di onore attraverso i quali sarà possibile rafforzare il valore della legalità e dimostrare che il buon governo è possibile anche a Catanzaro.
Coloro che amministreranno la Città faranno bene a ricordarsi cosa hanno fatto i loro nonni e, forse, anche i loro padri; a condividere che non si nasce sindaco, ma si può diventare dopo aver fatto esperienza. E di ciò i partiti politici sono i garanti.
*giornalista

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