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la riflessione

«L’autogol di Papa Francesco»

Le parole di papa Francesco affrontano in modo fin troppo generalista una tematica così delicata che non poteva non innescare una polemica. L’ossessione del Papa per gli animali non è nuova, già n…

Pubblicato il: 09/01/2022 – 9:07
di Giusy Raffaele
«L’autogol di Papa Francesco»

Le parole di papa Francesco affrontano in modo fin troppo generalista una tematica così delicata che non poteva non innescare una polemica. L’ossessione del Papa per gli animali non è nuova, già nel 2016 parlò di idolatria verso gli animali definendola come una caricatura dell’amore.
Fermo restando che non è vietato avere un figlio e al contempo adottare un animale (la cui presenza ha anche effetti positivi per la crescita di un bambino), papa Francesco questa volta è andato ben oltre sostenendo che avere dei bambini rappresenta la pienezza della vita di una persona. Ergo chi non ha figli ha una vita vuota!
Trascurando esempi di persone che pur non avendo figli probabilmente hanno lasciato una grande eredità all’umanità, le sue parole non riflettono una spiccata sensibilità emotiva verso coloro che un figlio lo vogliono ma non possono o non riescono per motivazioni ad esempio di natura economica, problemi di salute, motivazioni di natura psicologica (paura delle responsabilità) e tanto altro. «Mettere al mondo un figlio ha un senso solo se questo figlio è voluto, coscientemente e liberamente dai due genitori, altrimenti è un atto animalesco e criminoso, un essere umano diventa tale non per il casuale verificarsi di certe condizioni biologiche, ma per un atto di volontà e di amore da parte degli altri», scriveva Italo Calvino nei suoi Saggi.
Fare un figlio non è una pratica che si deve realizzare perché così fan tutti. E i recenti fatti di cronaca dimostrano che a volte questa consapevolezza è del tutto assente, non si è in grado di offrire quella protezione e quella cura perché totalmente sprovvisti di stabilità emotiva e mentale. Ma di questi casi e del perché avvengono si parla sempre troppo poco, così come si adottano sempre poche tutele nei confronti dei bambini vittime delle problematiche non risolte dei loro stessi genitori. Così come possono esserci anche persone che hanno altri obiettivi nella vita e tra questi non è contemplato un figlio, sono pur sempre scelte da rispettare. Per questo le parole del Papa fanno male e risultano poco realistiche. È vero sì che l’adozione rappresenta la manifestazione più alta di amore e di accoglienza (e su questo probabilmente bisognerebbe sensibilizzare i bambini sia in famiglia che a scuola) ma a livello di provvedimenti cosa è stato fatto per favorire e snellire le adozioni nazionali (fenomeno pressoché sconosciuto).
Sulle adozioni internazionali se si analizza il report elaborato dalla Commissione per le adozioni del 2020 un dato balza agli occhi: i tempi medi di attesa per adottare un bambino si aggirano intorno ai 45 mesi, tradotto quasi 4 anni. E i costi? Partono dai 18.000 €. Se il Vaticano pensa di scuotere le coscienze collettive e dare uno stimolo al calo delle nascite con strigliate così poco opportune non credo che possa ottenere un improvviso risveglio delle anime. Al massimo può alimentare l’ennesima discussione fine a se stessa tra gli opinionisti dei social.

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