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Marziale: «Pediatri rivendicano la terapia intensiva che c’è ma non è come dovrebbe essere»

L’ex garante per l’infanzia risponde a Minasi: «Ora il servizio c’è ma non è ad alta specialità. E’ necessario che venga informato Occhiuto»

Pubblicato il: 31/01/2022 – 12:27
Marziale: «Pediatri rivendicano la terapia intensiva che c’è ma non è come dovrebbe essere»

CATANZARO «Avrei preferito salutare la scomparsa della piccolina di Mesoraca con il silenzio più assordante, ma la dichiarazione diramata dal presidente regionale di Società Italiana di Pediatria della Calabria, Domenico Minasi, m’induce ad intervenire». E’ quanto dichiara il sociologo Antonio Marziale, già Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria. «Come opportunamente richiamato da Minasi – prosegue Marziale – l’ex commissario regionale per il rientro del deficit sanitario, Massimo Scura, dietro mia sollecitazione, ha istituito nel novembre del 2016 la Terapia intensiva pediatrica, che per ragioni strutturali è stata allocata presso l’ospedale Annunziata di Cosenza; benché io l’avessi chiesta a Reggio Calabria e dopo essere stata individuata in quasi tutto il percorso istitutivo, fatto di molteplici tavoli di lavoro, a Catanzaro. In ogni caso, per quanto mi riguarda avrebbe potuto essere istituita anche a Taurianova, purché i bambini l’avessero ed all’uopo ho messo a disposizione anche metà di un mio budget annuale, ammontante a 50mila euro, che mi risulta sia stato attinto in parte infinitesimale. Leggendo la dichiarazione del dottor Minasi – evidenzia Marziale – stamattina l’ho chiamato al telefono per sostenere la sua giusta rivendicazione, ossia l’applicazione del decreto istitutivo che vuole la struttura essere complessa “ad alta specialità” e non “semplice” come è adesso. Infatti, affermare che non ci sia non è corretto, solo che non si capisce perché ancora oggi, a distanza di ben sei anni, non la si faccia diventare per come è stato decretato». L’ex Garante conclude: «È necessario che della vicenda venga informato il presidente Occhiuto, anche nelle vesti di commissario straordinario regionale alla sanità, e mi dico certo che ai bambini sarà garantito questo diritto che in nome e per conto loro sono riuscito ad ottenere. La Calabria è carente di servizi, ma quando si ottengono non li si può gettare alle ortiche».

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