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I NODI DELLA SANITA’

Debito «preoccupante» e costi fuori controllo, la Corte dei Conti striglia (di nuovo) la “Mater Domini”

La magistratura contabile ritiene «inadeguate» le misure correttive adottate dall’Aou di Catanzaro e riscontra ancora irregolarità nel 2019 e 2020

Pubblicato il: 10/02/2022 – 20:18
Debito «preoccupante» e costi fuori controllo, la Corte dei Conti striglia (di nuovo) la “Mater Domini”

CATANZARO «Purtroppo le misure correttive adottate sinora non sono state sufficienti a superare le irregolarità, le criticità e le violazioni denunciate nel corso degli anni, irregolarità che continuano a permanere anche nel 2019 e 2020». Per l’azienda ospedaliera universitaria Mater Domini di Catanzaro arriva un’altra pesante bocciatura da parte della sezione di controllo della Corte dei Conti, che in una delibera adottata nei giorni scorsi elenca una decina di gravi criticità nella gestione aziendale sul piano economico e finanziario. Già nel 2020 la Corte dei Conti aveva stigmatizzato la tenuta contabile dell’Aou Mater Domini, richiedendo misure correttive che per la gran parte non sono state adeguate e sufficienti per raddrizzare la “baracca”. E così ecco, nero su bianco, il lungo cahiers de doleance della magistratura contabile, che tra le altre cose stigmatizza le «ingenti perdite di esercizio dal 2014 al 2019» e una «situazione debitoria preoccupante» nell’azienda ospedaliera universitaria.

Le criticità riscontrate dalla Corte dei Conti

Si parte con il «preoccupante squilibrio registrato da diversi esercizi, considerate le ingenti perdite che si registrano dal 2014 e soprattutto quella del 2019, pari a -101.786.696,99 euro, con un peggioramento rispetto all’esercizio precedente, del 370%» e quindi – si legge nella delibera della Corte dei Conti – con «una perdita, ancora non coperta, al 31 dicembre 2019 complessivamente pari a -103.604.310,00 euro», e poi «irregolare contabilizzazione nel 2018 del risconto attivo, pari ad 4.000.000,00, con conseguente compressione degli oneri correnti e una correlata minor perdita di esercizio nel 2018». Inoltre si censurano all’azienda ospedaliera universitaria Mater Domini «la violazione del principio di prudenza e alterazione degli equilibri di bilancio… per contabilizzazione del fondo svalutazione crediti del tutto inadeguato (pari a 1.357.791,00 euro) a fronte del credito di 63.953.396,81 euro, vantato dall’azienda nei confronti della Fondazione Campanella».
Per la Corte dei Conti inoltre «misure correttive dichiarate per correggere lo squilibrio economico finanziario sono considerate inadeguate» ed emerge il «mancato aggiornamento sulle misure adottate per il raggiungimento degli obiettivi prefissati nel Piano di rientro aziendale adottato» dall’azienda.

Costi di produzione fuori controllo e aumento di farmaci scaduti

Ma anche con riferimento ai costi di produzione la gestione della “Mater Domini” viene cassata dalla Corte dei Conti, che riscontra la «mancata giustificazione dell’aumento dei costi per le seguenti voci: “materiali da guardaroba, di pulizia e di convivenza in genere” aumentato dal 2017 al 2018 del 9815%, “altri beni non sanitari” aumentato dal 2017 al 2018 del 188%; mancato accertamento, a campione, dell’esistenza fisica dei principali beni materiali, a causa della mancata acquisizione dei beni mobili della Fondazione Campanella nell’inventario Aou e la mancata identificazione dei beni con etichette inamovibili; discordanze tra i dati esistenti in bilancio e le risultanze dei libri e delle scritture contabili».
I giudici contabili poi rilevano la «mancata giustificazione dell’incremento della spesa farmaceutica dal 2016 al 2018… Le problematiche di tipo logistico/strutturale destano preoccupazione considerato lo spreco di farmaci che ne può derivare e le conseguenti ripercussioni sull’incremento dei costi. Inoltre, i “farmaci scaduti” sono passati da n. 835 nel 2017 (per un valore di 29.230,00 euro) a n. 8157 nel 2019 (per un valore di 45.631,85 euro)».
Emerge poi – annota la Corte dei Conti – una «situazione debitoria preoccupante poiché, nonostante le misure correttive intraprese si è registrato l’ulteriore incremento dei “debiti complessivi” da 156.703.880,57 euro nel 2019 a 175.636.050,69 euro nel 2020 (+12%) e in particolare l’aumento dei “debiti v/fornitori” da 128.967.161,66 euro (2019) a 163.434.788,68 euro (2020) e l’aumento dei “debiti tributari” da 1.989.190,02 euro (nel 2019) a 2.984.060,31 euro (nel 2020). I “pagamenti effettuati oltre i termini” nel 2019 hanno rappresentato il 92% del totale dei pagamenti. L’Itp (indice di tempestività dei pagamenti) risulta molto elevato da diversi esercizi (pari a 823 ante 2014, 947 nel 2015, 591 nel 2016, 802 nel 2017 e 852 nel 2018, 946 nel 2019), i più elevati tra le aziende del servizio sanitario calabrese».
Immancabile infine, anche all’azienda ospedaliera universitaria Mater Domini, l’aumento della spesa per contenzioso, da 5.473.511,65 euro nel 2017 ad 14.631.010,69 euro nel 2019, «con un incremento del 780% e i relativi accantonamenti negli esercizi 2018, 2019 e 2020 – specifica la Corte dei Conti – non risultano sufficientemente quantificati».

«A rischio gli equilibri di bilancio in prospettiva dinamica»

In conclusione, per la sezione di controllo della Corte dei Conti «l’Aou Mater Domini di Catanzaro, sebbene abbia mostrato di aver condiviso le osservazioni e le criticità formulate da questa Sezione, non ha tuttavia fornito i richiesti chiarimenti rispetto alla maggioranza dei rilievi. Purtroppo… le misure correttive adottate sinora non sono state sufficienti a superare le irregolarità, le criticità e le violazioni denunciate da questa Sezione nel corso degli anni, irregolarità che continuano a permanere anche nel 2019 e 2020… Si tratta di irregolarità che compromettono, anche in una prospettiva dinamica, gli equilibri di bilancio». (cant. a.)

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