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«Investimenti di Fincalabra e banca Widiba, facciamo chiarezza»

L’ex presidente del Cda spiega: «Dal precedente management investimenti incompatibili con le norme. Noi costretti a intervenire»

Pubblicato il: 21/02/2022 – 18:39
«Investimenti di Fincalabra e banca Widiba, facciamo chiarezza»

Riceviamo e pubblichiamo da Carmelo Salvino, già presidente del Cda di Fincalabra.

In merito alle recenti notizie apparse sulla stampa locale, a seguito della sentenza n. 59/2022, emessa dalla Corte dei Conti Centrale d’Appello, di parziale riforma della sentenza n. 428/2018 della Corte dei Conti per la Calabria, con la quale condannava gli ex amministratori della società Fincalabra al risarcimento dei danni, in carica all’epoca dei fatti, in favore della Regione Calabria, occorre, per amore di verità, fare delle doverose precisazioni per evitare strumentalizzazioni o peggio ancora travisamento dei fatti e delle responsabilità personali.
In primis, è opportuno precisare che il sottoscritto, nella qualità di ex Presidente della società Fincalabra, in riferimento alle operazioni di smobilizzo dei fondi comunitari, non è stato mai sottoposto a nessun procedimento penale, contabile (erariale) e/o civile e di conseguenza non ha mai riportato alcuna condanna.
Si precisa che gli investimenti erano stati effettuati dalla precedente Governance in carica che aveva deciso di investire risorse comunitarie su prodotti finanziari ad alto rischio offerti dalla banca Widiba per un ammontare di circa 46 Milioni di euro.
La vicenda relativa agli investimenti della Fincalabra, di cui si è occupata la magistratura contabile Regionale, trae origine a seguito di un atto di sindacato ispettivo presentato al Senato della Repubblica e da un esposto del sottoscritto alle competenti autorità che si è limitato ad esporre i fatti per come realmente accaduti, sulla base di un’istruttoria svolta dagli uffici competenti.
La Procura Regionale della Corte dei Conti ha successivamente promosso l’azione erariale nei riguardi dei soli componenti del precedente CDA della Fincalabra. In merito alla scelta, da parte del precedente CDA di Fincalabra, di investire i fondi è utile ricordare che:
a. Si trattava di fondi comunitari destinati al finanziamento delle piccole e medie imprese calabresi, precisamente Fondo Unico di Ingegneria Finanziaria FUIF, a valere sul POR Calabria 2007/2013;
b. Sulla base delle direttive dell’Unione Europea, il loro utilizzo era regolamentato da un accordo di finanziamento tra Fincalabra e la Regione Calabria. Tale accordo prevedeva che i fondi potessero essere investiti solo ed esclusivamente su: «depositi bancari, titoli o obbligazione garantite dallo Stato, altri titoli pubblici con rating pari almeno ad AA». Di conseguenza gli investimenti finanziari scelti, essendo ad elevato rischio, risultano incompatibili con le norme comunitarie ed i regolamenti regionali.
Infatti, non sanare l’illegittimità dell’impiego dei fondi comunitari avrebbe avuto come possibile conseguenza l’avvio di una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea che avrebbe anche potuto portare alla revoca di tali fondi.
Sulla base di tali elementi, il Consiglio d’Amministrazione, in accordo con il socio ed il collegio dei revisori dei conti, ha quindi proceduto allo smobilizzo dei fondi ed a allocarli, in conformità al richiamato accordo di finanziamento, su conti correnti dedicati.
Tale scelta è stata necessitata, non esistendo margine di discrezionalità, anche al fine di garantire la necessaria liquidità, rispetto ai bandi già pubblicati, a favore dell’imprese.
D’altronde, il mancato rispetto delle predette norme è stato accertato e censurato in modo definitivo, sia in primo che secondo grado dalla Magistratura Contabile, con le sentenze richiamate sopra, ribadendo che tali fondi non potevano essere investiti su strumenti finanziari diversi da quelli previsti nell’accordo tra Regione Calabria e Fincalabra.
Infine, l’operato del Consiglio di Amministrazione, sulla vicenda relativa alla dismissione dei fondi non ha avuto censura alcuna né in occasione dell’audit previsto dai regolamenti comunitari, né da parte della Regione Calabria (in quanto socio unico ed ente di controllo di Fincalabra), né tantomeno da parte degli organi giudiziari (in particolare, della Procura della Repubblica).
Emerge, quindi, che l’azione portata avanti dal sottoscritto nonché dal CDA di Fincalabra è stata quella di rispettare (ripristinare) le norme dettate dalla Comunità Europea nonché impartite dall’Accordo di finanziamento sottoscritto con la Regione Calabria, nell’utilizzo corretto dei fondi destinate alle imprese calabresi.

Carmelo Salvino

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