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il conflitto russo-ucraino

Ucraina, ucciso giornalista americano del “New York Times”

Brent Renaud sarebbe caduto sotto i proiettili russi a Irpin. Ferito un collega. Bombardata base militare a Leopoli, 35 morti

Pubblicato il: 13/03/2022 – 14:39
Ucraina, ucciso giornalista americano del “New York Times”

KIEV Secondo quanto annunciato dalle autorità ucraine, un giornalista americano del New York Times, Brent Renaud, è stato ucciso e un suo collega è stato ferito ad Irpin, nei sobborghi di Kiev, dalle forze russe. Il capo della Polizia della regione di Kiev, Andrei Nebitov così ha commentato su facebook: «Gli occupanti stanno cinicamente uccidendo anche i giornalisti dei media internazionali che stanno cercando di mostrare la verità sulle atrocità delle truppe russe in Ucraina. Un corrispondente di 51 anni del New York Times è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco oggi a Irpin. Un altro giornalista è ferito».

Bombardata base militare di Leopoli, 35 morti

È salito a 35 il numero delle vittime dopo l’attacco missilistico russo contro una base militare vicino a Leopoli. Lo riferisce il governatore. In precendeza il Guardian aveva parlato di 20 vittime. Maksym Kozytskyy ha confermato che la Russia ha lanciato 30 razzi contro il complesso che si trova a circa 25 chilometri dal confine con la Polonia, mentre le prime informazioni parlavano di 8 missili. «Questo è un nuovo attacco terroristico alla pace e alla sicurezza vicino al confine con Ue e Nato», afferma su twitter il ministro della difesa ucraino Oleksii Reznikov, precisando che nel Centro colpito «lavorano istruttori stranieri». «Informazioni sulle vittime sono in corso di accertamento», aggiunge il ministro che lancia un appello: «Serve agire per mettere fine a tutto questo. Chiudete i cieli!».

La Russia attacca a ovest, sirene su Leopoli

Le sirene suonano in piena notte in tutta l’Ucraina, anche in quell’ovest finora considerato relativamente al sicuro dall’avanzata della Russia. Esplosioni sono state riportate infatti anche a Leopoli che, secondo il Kyiv Independent, è sotto attacco di missili.
Mentre Kiev appare sempre più accerchiata e Mariupol allo stremo, l’esercito di Mosca colpisce con violenza anche Kherson dove solo poche ora fa il consiglio regionale ha respinto il possibile referendum russo per l’indipendenza per creare una Repubblica popolare simile a quelle create nel 2014 e nel 2015 nelle province del Donetsk e del Luhansk. Un “referendum farsa” per creare una “pseudo-repubblica” con l’obiettivo di dividere il Paese, tuonano il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il ministro degli Esteri, Dmytro Kuleba. Le truppe russe hanno lanciato numerosi attacchi aerei su un campo di addestramento militare fuori dalla città ucraina di Leopoli, vicino al confine con la Polonia, ha detto domenica un funzionario locale. La Russia «ha lanciato un attacco aereo contro il Centro internazionale per il mantenimento della pace e la sicurezza», a circa 40 chilometri a nordovest di Leopoli, ha specificato sulla sua pagina facebook il capo dell’amministrazione regionale Maxim Kozitsky, aggiungendo che sono stati lanciati otto missili.

L’assalto nella zona industriale di Mariupol

Rapito anche il sindaco di Dniprorudne

Intanto un altro sindaco ucraino è stato rapito dalle forze armate russe: si tratta del primo cittadino della città occupata di Dniprorudne, nella parte sudorientale del Paese, nella regione di Zaporizhzhia. Lo riporta il Kyiv Independent. Il sindaco di Dniprorudne, Yevhen Matviiv, è il secondo sindaco rapito, dopo quello di Melitopol, da quando è iniziata l’invasione russa in Ucraina. «I crimini di guerra stanno diventando sistemici», afferma il governatore della regione di Zaporizhzhia Olexandr Starukh.
Le forze armate russe hanno anche inoltre colpito la base aerea di Ivano-Frankivsk (nella parte occidentale del Paese). Lo riferisce il Kyiv Independent, citando il sindaco della città Ruslan Martsinkiv, spiegando che l’aeroporto è stato nel mirino degli attacchi russi per il secondo giorno di fila. Le forze russe stanno tentando di circondare quelle ucraine nell’est del Paese avanzando dalla direzione di Kharkiv e Mariupol. Lo ha detto stamane il ministero della Difesa britannico.

Il messaggio di Anonymous ai cittadini russi

Il collettivo hacker Anonymous ha mandato un messaggio ai cittadini russi sollecitandoli a insorgere contro Putin e a rimuoverlo dal potere. Lo riporta il Guardian online citando una traduzione di vari commentatori su twitter. «Voi siete intrappolati dietro una cortina di ferro di propaganda, con il vostro governo che cerca di tenervi all’oscuro della trattativa internazionale, fuori dalla paura per quello che potreste scoprire. Il regime di Vladimir Putin sta compiendo crimini di guerra con la sua recente invasione dell’Ucraina, che ha causato un’enorme crisi di rifugiati e innumerevoli morti. È una situazione terribile in cui siete stati messi, ma la vostra sola possibilità per prevenire il collasso economico imminente e una potenziale guerra mondiale è di agire per resistere alla guerra e al regime di Putin», afferma Anonymous. «Putin ha esposto la popolazione ad un sacrificio. A questo punto, la via più pacifica in cui questo conflitto può finire è che la gente della Russia insorga contro Putin e lo rimuova dal potere».

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Zelensky: «Invasori russi non hanno forza e spirito per conquistarci»

«Gli occupanti del territorio della regione di Kherson stanno cercando di ripetere la triste esperienza della formazione delle pseudo-repubbliche. Stanno ricattando le autorità locali, stanno cercando qualcuno da corrompere», è il messaggio lanciato da Zelensky in tarda serata. Sempre volitivo e con il piglio che lo contraddistingue, il presidente ucraino quindi ribadisce: «Gli invasori russi non possono conquistarci. Non hanno la forza e lo spirito. Si appoggiano solo alla violenza, al terrore e alle armi». Poi si sofferma sui corridoi umanitari, tramite i quali 12.729 persone sono state evacuate sabato, e torna a chiedere più aiuti.

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Dall’inizio della guerra la Russia avrebbe colpito almeno 9 strutture sanitarie

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All’Ucraina servono aiuti militari ma anche umanitari. Dal 2 al 12 marzo 40mila tonnellate di aiuti sono arrivati nel Paese: le scorte di beni essenziali non mancano e possono durare per mesi. Nonostante questo, il premier Denys Shmyhal ha vietato le esportazioni di beni come farina, grano saraceno, carne, uova, olio, zucchero e altri prodotti di base. La situazione sta precipitando in molte aree, con i russi che continuano la loro avanzata e che hanno colpito dall’inizio della guerra – secondo le analisi del Washington Post – almeno nove strutture sanitarie. Un dato che, se certificato, sarebbe in violazione delle norme umanitarie internazionale. Il timore per i civili aumenta con il passare delle ore, così come sale la paura che Mosca possa usare le armi chimiche. «Dobbiamo restare vigili, perché è possibile che la Russia possa pianificare operazioni con armi chimiche» e questo sarebbe un «crimine di guerra», avverte il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in un’intervista al quotidiano tedesco Welt am Sonntag. Guarda con preoccupazione all’Ucraina la vicina Moldavia, giunta quasi al «limite» delle sue capacità di accoglienza di rifugiati, dice il ministro degli Esteri, Nicu Popescu, mettendo in guardia sul rischio di una «completa catastrofe per la situazione umanitaria» nel caso di un attacco russo a Odessa, che si trova a soli 48 chilometri dal confine.

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