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Creditori bloccati e accreditamenti “difficili”. Così i guai della sanità pesano sul Tar – VIDEO

Il presidente Pennetti inaugura l’anno giudiziario alla presenza di Frattini. «Importante la sua vicinanza nel magma dei nostri problemi»

Pubblicato il: 15/03/2022 – 11:38
Creditori bloccati e accreditamenti “difficili”. Così i guai della sanità pesano sul Tar – VIDEO

CATANZARO Sanità e interdittive antimafia: questi i temi al centro dell’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tar Calabria, in corso a Catanzaro con la presenza del presidente del Consiglio di Stato Franco Frattini. A relazionare il presidente del Tar Calabria Giancarlo Pennetti.

«Frattini vicino al nostro Tar di frontiera»

Pennetti, incontrando i giornalisti prima della cerimonia, ha anzitutto ringraziato Frattini. «Il senso della presenza del presidente Frattini è chiaro: l’esigenza del presidente Frattini, che sin dal suo insediamento ha messo in evidenza l’importanza del primo grado, i Tar, in quanto ufficio giudiziario immediatamente accessibile ai cittadini, di verificare la situazione nelle periferie della nazione che risentono di squilibri e problematiche e quindi di essere vicino e vedere da vicino questi Tar di frontiera. Insomma – ha sostenuto il presidente del Tar Calabria – un tuffo, un’immersione piena all’interno del magma dei problemi con cui noi abbiamo a che fare. Il presidente Frattini è molto attento ai temi che sono al centro del lavoro della giustizia amministrativa in Calabria, è molto interessato a esempio al tema della sanità. Siamo grati di questo atto di fiducia e sensibilità».

Sanità: problematiche debiti fornitori e accreditamenti

«Il primo tema di cui ci occupiamo – ha poi spiegato Pennetti – è il problema dell’ottemperanza, azioni esecutive promosse da creditori del Servizio sanitario nazionale, soprattutto Asl, che si vedono per legge legati le mani nell’azione in giudizio nei confronti delle amministrazioni che ritardano pagamenti dovuti. Questo è un problema con cui ci si è confrontati durante la pandemia, perché ci fu una norma che ha bloccato queste azioni esecutive motivata dall’esigenza di non privare gli enti sanitari debitori di risorse importanti in quella tremenda fase. Questa norma è caduta perché il Tar sezione staccata di Reggio Calabria insieme ad altri hanno sollevato dubbi di legittimità costituzionale. Però ne è stata fatta un’altra, riferita solo alla Calabria, che addirittura porta il blocco fino al 2025. Quindi i creditori degli enti della sanità pubblica si vedono di nuovo bloccati. Questo Tar ha già sollevato una nuova eccezione di incostituzionalità di questa norma, che dovrà essere valutata dalla Corte costituzionale».
Altro tema riguarda – ha specificato il presidente del Tar Calabria – «il fatto che spesso il commissario, che ormai è passato in testa al presidente della Regione, è spesso inerte rispetto a istanze di accreditamento, di apertura di nuove strutture, e questa inerzia quando si protrae oltre il tollerabile può dar vita al fenomeno del silenzio-adempimento, nel senso che l’amministrazione deve a un certo punto assolutamente pronunciarsi. Ci sono numerose controversie che nascono da questa inerzia, le cui ragioni sono da ravvisare anche in un certo scollamento tra commissario e Dipartimento regionale competente. Adesso la catena decisionale si accorcia, in quanto il commissario è anche colui che dispone del Dipartimento della Regione: noi – ha specificato Pennetti – non abbiamo preferenze per un presidente al un punto di vista politico, non è nostro compito, ma probabilmente la decisione del governo nazionale di investire direttamente il presidente della Giunta dei compiti del commissariamento e del Piano di rientro è una cosa positiva. Staremo a vedere. Nella relazione poi ci soffermiamo alla nota vicenda della clinica Sant’Anna, che è stata l’occasione per la nostra giurisprudenza per esprimersi e indicare un proprio punto di vista volto a superare certe inerzie e a riattivare l’operatività di questa clinica che rischiava di chiudere con probabile danno per i cittadini».
Pennetti ha quindi aggiunto: «Devo anche dare atto al presidente Occhiuto di avermi inviato, subito dopo la sua nomina a commissario, una relazione che ha esplorato con crudo realismo le problematiche della sanità calabrese. La diagnosi sembra assolutamente credibile e giusta, compito ovviamente degli organi regionali e della volontà politica di chi governa la Regione di superare questo impasse».

presidente tar pennetti

Interdittive antimafia

«Oggi – ha poi aggiunto il presidente del Tar Calabria – i percorsi sono plurimi, non c’è solo la prevenzione amministrativa esercitata dal prefetto e i cui esiti vengono impugnati davanti a noi eventualmente, ma c’è anche il Tribunale della prevenzione penale, ci sono una serie di strumenti che ampliano lo scenario amministrativo nel senso di non preoccuparsi più solo della prevenzione amministrativa ma anche della cura, del recupero e della bonifica di imprese infiltrate dalla mafia, di quelle imprese che dimostrano di essere state lambite solo in parte o di potersi riscattare dal vincolo. Noi cerchiamo di coordinarci con questi altri attori, di evitare cortocircuiti e fare in modo che la decisione sull’interdittiva, se deve aspettare altri esiti volti al recupero e alla terapia, si fermi. Noi cerchiamo di fare in modo che il patrimonio di relazioni economico-finanziarie di quell’impresa non si estingua strada facendo».

Le ordinanze contingibili e urgenti in tema di scuola

«Speriamo – ha proseguito Pennetti – che questa fase sia chiusa finalmente. Anche alla luce del fatto che il legislatura ha messo in chiaro i limiti del ricorso alla Dad, saluto con favore il fatto che c’è stato un drastico abbassamento dei ricorsi contro ordinanze contingibili e urgenti. Spesso il cittadino ha percepito un braccio di fero istituzionale, “Dad sì Dad no, io chiudo e io apro, il Tar vuole che i bambini si contagino eccetera”: questa specie di commedia degli errori e degli equivoci che nuoce al cittadino. Io dico solo che il rapporto tra istituzioni deve restare un rapporto tra istituzioni e non tra litiganti che vogliono competere». (c. a.)

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